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Il fermo amministrativo del mezzo: tutto sulle ganasce fiscali

15 Maggio 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Maggio 2013



Il fermo amministrativo può essere disposto dall’amministrazione, per riscuotere un credito di natura fiscale, solo come estremo rimedio e sempre entro i limiti previsti dalla legge sulla trasparenza amministrativa e di quella sui diritti del contribuente. In caso di importi non superiori a quota mille euro la misura cautelare è illegittima,  quindi impugnabile,  se non sono passati 120 giorni dalla notifica della lettera al contribuente.

 

Il fermo amministrativo è una misura cautelare [1] (come lo è l’ipoteca per gli immobili), utilizzata dall’agente di riscossione (ora solo Equitalia) nel caso di mancato pagamento di tasse o tributi da parte del cittadino e che colpisce l’automobile e gli altri suoi beni mobili registrati [2].

Si tratta di una sanzione accessoria (cioè in aggiunta alla pena pecuniaria) utilizzata per recuperare un credito da parte del Fisco. Può essere disposto dall’amministrazione solo in mancanza di altri rimedi meno gravosi per il cittadino: se questa regola non è rispettata, si può proporre ricorso.

Inoltre, il cittadino può ricorrere contro il fermo quando non vengano rispettate tutte le norme procedurali, ad iniziare dalla corretta notifica all’interessato.

Ogni ricorso contro il fermo amministrativo è di competenza delle Commissioni tributarie, che devono quindi giudicare sugli aspetti di legittimità della misura [3].

Non esiste alcun limite minimo di importo per il fermo, anche se elementari esigenze di proporzionalità delle misure restrittive della sfera patrimoniale del privato impongono di non eccedere nella garanzia erariale.

Una recente modifica ha previsto che, in caso di riscossione coattiva di debiti non superiori a mille euro, non si può procedere al fermo se prima non si è inviata al debitore una comunicazione contenente il dettaglio delle somme iscritte a ruolo e dall’invio di tale comunicazione non siano decorsi almeno 120 giorni.

Il fermo, inoltre, è preceduto da un preavviso inviato dall’agente della riscossione con il quale si avverte il debitore che, decorsi inutilmente 20 giorni, si procede all’iscrizione del blocco del veicolo, senza più ulteriore preavviso.

Solo nel caso che il contribuente resti insolvente ai due solleciti, l’agente di riscossione può agire per il recupero forzoso del credito, inviando l’avviso di iscrizione del fermo amministrativo (beni mobili registrati) o dell’atto di pignoramento (beni immobili).

La procedura è interamente gestita dall’agente della riscossione che provvede direttamente all’iscrizione del fermo presso i pubblici registri. Attenzione quindi: non arriverà nessuna lettera di conferma dell’avvenuto fermo e il cittadino potrebbe trovarsi con l’auto già sottoposta alla misura cautelare senza saperlo. Con la conseguenza che, qualora utilizzi il mezzo, si espone al rischio di una ingente sanzione (v. dopo).

Ricordiamoci che il fermo amministrativo fa seguito al mancato pagamento di

– una cartella esattoriale;

– un avviso di accertamento esecutivo (per debiti di origine erariale);

– un’ingiunzione di pagamento, utilizzata dai Comuni per i propri tributi e anche per riscuotere multe.

Se si circola egualmente nonostante l’avvenuto fermo amministrativo del nostro veicolo, il Codice della Strada prevede una non lieve sanzione di 770 euro (si può arrivare fino a 3.086 euro) e la confisca del mezzo [4].

Se nonostante il fermo si persevera nella morosità del tributo, l’agente della riscossione può iniziare la procedura di pignoramento del veicolo e venderlo all’asta.

Va ricordato, infine, che, in caso di cancellazione del provvedimento di fermo, il debitore non deve pagare le spese relative né all’agente della riscossione né al Pra.

Chi ha il proprio veicolo “bloccato” dal fermo, è esente dal pagamento del bollo auto [5].

Il fermo amministrativo, essendo un provvedimento restrittivo della libertà personale, rientra nell’ambito di applicazione delle norme sul procedimento amministrativo come recentemente aggiornate sulle garanzie di trasparenza [6] e delle norme sui diritti del contribuente [7], con la conseguente possibilità di fare ricorso sia per vizi procedurali che di sostanza.

Quindi bisogna anzitutto accertarsi che vi sia una corretta notifica della cartella esattoriale: a partire dalla data di notifica, abbiamo 60 giorni per pagare la somma. Ma l’estrema ipotesi – come precisato in giurisprudenza, perché il fermo è illegittimo se sia possibile all’agente di riscossione riscuotere con altri mezzi meno penalizzanti – del fermo amministrativo dovrà essere preceduto comunque dalle due notifiche di sollecito, come abbiamo sopra detto.

Nel merito, è stato precisato, sempre dai giudici, che ci deve essere sempre proporzione tra la misura cautelare, di per sé penalizzante, e la somma che deve pagarsi: pertanto quest’ultima non deve essere solo di poche centinaia di Euro. Si dice, nel gergo giuridico, che l’amministrazione incorre in eccesso di potere se, nonostante ciò, dispone il fermo. In ogni caso, oltre il fatto della proporzione, si può fondare il ricorso sul fatto che il veicolo viene usato per lavoro. In quest’ultimo caso, infatti, il contribuente ha una chance in più per far togliere, al giudice, il fermo, atteso che il lavoro – e quindi il sostentamento – viene considerato un bene primario della vita di ogni cittadino.

Ci sono insomma, stante l’indubbia valenza restrittiva della libertà personale di questa misura cautelare, parecchie possibilità di impugnazione.

Vale quindi sempre la pena fare uno scrupoloso controllo, magari con l’aiuto di un avvocato, sulla forma e sulla sostanza del provvedimento.

note

[1] D.P.R. 29 settembre 1973 n. 602 “Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito”, art. 86 “Fermo amministrativo del veicolo”

[2] Gli autoveicoli iscritti al PRA, e le navi, i galleggianti e gli aeromobili tutti iscritti nei registri indicati nel codice della navigazione (art. 2683 cod. civ. ),

[3] Art. 35 comma 26 quinques D.L. 4 luglio 2005 n. 223 “Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la realizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all’evasione fiscale”, convertito in legge 4 agosto 2006 n. 248.

[4] Pagamento di una somma da Euro 770 a Euro 3068 più la sanzione amministrativa della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi (art. 214 D. Lgs.  30 aprile 1992, n. 285 e succ. modifiche, fino all’ultima sulla patente europea del D. Lgs. 16 gennaio 2013, n. 2)

[5] Art. 5, c. 36 del d.l. 953/1982: “La perdita del possesso del veicolo o dell’autoscafo per forza maggiore o per fatto di terzo o la indisponibilità conseguente a provvedimento dell’autorità giudiziaria o della pubblica amministrazione, annotate nei registri indicati nel trentaduesimo comma, fanno venir meno l’obbligo del pagamento del tributo per i periodi d’imposta successivi a quello in cui è stata effettuata l’annotazione”.

[6] Legge 7 agosto 1990 n. 241, Legge sul procedimento amministrativo, aggiornata con le ultime modifiche in tema di trasparenza (D. Lgs. 14 marzo 2013 n. 33 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicita’, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”).

[7] Legge 27 luglio 2000, n.212 “Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente”.


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2 Commenti

  1. Ho accumulato un debito molto superiore rispetto al valore dell’ autovettura di mia proprietà sottoposta a fermo amministrativo; Nel articolo c’è scritto che è possibile vendere l’auto sottoposta a fermo, stessa cosa mi ha detto un agenzia di pratiche auto dell’Aci però in entrambi i casi non mi è stato specificato come procedere. Non vorrei sottrarre al Fisco il bene auto a tutela anche parziale del mio debito, vorrei semplicemente disfarmi dell’auto vista l’età e i chilometri del mezzo per iniziare un discorso di rateizzazione il più possibile umano che mi permettesse di ritornare a vivere, perche il peso da portare avanti per errori di altri ma che paga il sottoscritto e in pieno è insopportabile o quasi….

  2. O comprato uno scuter,a mia insaputa ,dopo aver fatto il passaggio di proprieta,e uscito fuori che su questo scuter ci stava un fermo amministrativo.o chiamato il vecchio proprietario,e lui a fatto o o recchio da mercante.quindi mi sono ritrovato in questo problema.nonostante lo scuter fermo,sto pagando la tassa di circolazione sono gia 4 anni .chiedo come fare per non pagare la tassa,o addirittura come rottamarlo?

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