Le 5 truffe più pericolose d’estate

30 Luglio 2019 | Autore:
Le 5 truffe più pericolose d’estate

Istruzioni per difendersi dalle più diffuse e insidiose truffe estive: in casa, in viaggio, al telefono, nei social e su internet.

Con l’arrivo delle vacanze estive c’è chi parte per le località consuete o per posti nuovi e chi rimane a casa. Per tutti c’è una maggiore rilassatezza che tende, però, a provocare distrazioni e a scegliere la strada più comoda e sbrigativa di fronte agli imprevisti di ogni tipo. Ma proprio quando si abbassano le difese offerte dall’intelligenza o dal semplice buon senso è più facile cadere nelle truffe. Oggi, abbiamo selezionato per te le principali, quelle che riteniamo le 5 truffe più pericolose che si verificano soprattutto d’estate. Sono quelle che mettono a rischio i tuoi beni di maggior valore: soldi reali come il denaro contante che ti sei portato dietro in un posto turistico, oppure virtuali, come le credenziali di accesso bancarie al tuo conto corrente su internet, ed oggetti preziosi anche a livello affettivo, che espongono ad una maggiore sofferenza in caso di perdita.

Perché le truffe accadono

Sono passati decenni da quando Totò, in una bella giornata di sole, riuscì a vendere la fontana di Trevi ad uno sprovveduto turista americano. Certo, era un film e, in realtà, non sarebbe possibile farlo neppure con il “pollo” di passaggio, ma la parodia non è troppo lontana da quanto accade veramente; più spesso di quanto si pensi, come vedremo tra poco, soprattutto nel mondo virtuale degli acquisti in rete internet dove il disorientamento di fronte ad offerte e proposte mirabolanti è comprensibile e talvolta abbaglia le scelte, commerciali e addirittura sentimentali.

Passano gli anni, cambiano i metodi, ma i principi di fondo sono sempre gli stessi: a causare le truffe più pericolose sono da un lato la mancanza di informazioni adeguate, che rende succubi e disarmati di fronte agli argomenti altrui, e dall’altro lato l’illusione di fare un affare imperdibile: qui la potenziale vittima cade nella trappola perché va per le spicce, non riflette né approfondisce, ma anzi segue alla lettera le istruzioni e indicazioni del truffatore, al quale così riesce facile raggirarlo senza che neppure se ne accorga.

Le truffe maggiormente insidiose, infatti, nascono proprio quando manca la conoscenza di base dell’ambiente o dell’argomento (acquisti online, investimenti finanziari, funzionamento dei canali bancari, ecc. ma anche il semplice fatto di trovarsi in un paese straniero) e così il malfattore prende il sopravvento: riesce a carpire la fiducia dell’ingenuo che si crede furbo o che è semplicemente disattento e così può facilmente imbrogliarlo. Molte truffe, infatti, vengono provocate da una semplice distrazione.

Aprire la porta di casa ad uno sconosciuto che arriva con un pretesto e, infine, ci chiede i soldi o li ruba usando stratagemmi equivale ad aprire una mail sospetta, ma che sembra autentica, perché cliccare sul link che viene proposto può causare la perdita di soldi depositati sul conto corrente o dei propri dati sensibili che potranno essere utilizzati per compiere truffe a tuo nome. Truffe fisiche e truffe virtuali.

La buona notizia è che tutti questi punti critici sono risolvibili con un po’ di attenzione in partenza e seguendo i consigli opportuni: ti spieghiamo ora quali sono e come funzionano le truffe più pericolose e comuni d’estate in modo che tu possa stare in guardia se ti capiteranno (succede più spesso di quanto pensi) e così ne uscirai indenne, semplicemente perché avrai evitato in partenza di cadere nell’astuta trappola che magari viene tesa non solo a te, ma a migliaia di persone proprio sulla base di “copioni” che nella pratica funzionano bene. Considera che per il truffatore il gioco vale sempre la candela: una sola vittima riuscita è più che sufficiente a realizzare un profitto che supera il costo dei mille tentativi fatti, e che sono modesti trattandosi di schemi standard e riproducibili in serie.

Cos’é una truffa?

La truffa è un reato previsto e punito da Codice penale [1]. Per realizzare una truffa occorre che il truffatore ponga in essere “artifizi o raggiri” cioè trucchi per mascherare la realtà delle cose in modo da ingannare la vittima e convincerlo a fare una disposizione patrimoniale (dare o impegnarsi a dare qualcosa che abbia un valore economico); un atto che altrimenti non avrebbe mai compiuto se non fosse stato indotto in errore. In questo modo, il truffatore otterrà un profitto ingiusto in danno della vittima depauperata dei suoi beni. Ti avvertiamo che in questo articolo ti parleremo non solo di queste truffe vere e proprie, ma anche di truffe in senso lato, come quei comportamenti ingannatori che agevolano la commissione di furti.

Nella truffa in senso stretto sei tu a dare volontariamente qualcosa, in denaro o attraverso beni, nel furto invece le cose ti vengono sottratte, ma in fin dei conti, in entrambi casi, succede che qualcuno agisce contro la tua volontà ed intenzioni e ti arreca un danno a tua insaputa.

I fattori comuni delle truffe: come stare in guardia

I buoni affari non capitano per strada, le occasioni non si trovano dietro l’angolo e gli sconosciuti che si dimostrano troppo benevoli e disponibili non hanno in realtà buone intenzioni. Sembra ovvio, ma non lo è: saresti disposto a pagare per lavorare? Sicuramente no, ma ci sono truffe che richiedono una “commissione d’ingresso” per entrare a far parte di imprecisati circuiti o reti che, una volta inserito, promettono lauti guadagni; ma intanto devi versare prima tu un importo certo per ottenere un beneficio sperato e che rimarrà tale. Così come pagare per vincere: questo è ovvio se si gioca per scommettere su un risultato, come nel Lotto o Totocalcio, ma non altrettanto se qualcuno ti avvisa che hai già vinto e devi soltanto pagare una modesta somma per ritirare un premio di grande valore.

Lo stesso discorso vale per chi, nelle pubblicità su internet o con messaggi mirati rivolti a te, offre occasioni imperdibili o opportunità di sconti troppo estremi e che sono vantaggiosi solo in apparenza: nessuno regala niente e quando non si sa neppure chi è che offre il dono, qualche domanda bisogna farsela prima di aderire frettolosamente ad inviti del genere, compromettendo non solo il nostro portafoglio, ma anche la nostra privacy.

Le truffe al telefono

Nel mese di agosto, i call center di solito smettono i bombardamenti continui, ma talvolta prendono il loro posto i falsi call center: si tratta di imbroglioni che hanno recuperato il tuo numero di telefono fisso o cellulare da una lista contatti spesso ottenuta fraudolentemente e che ti telefonano insistentemente, anche nei giorni festivi e negli orari più impensati. La conversazione può essere manipolata “ritagliando” frasi di assenso che puoi aver dato a domande ben diverse.

Un trucco per capire subito se si tratta di un possibile imbroglio è quello di notare se vengono poste sin dall’inizio domande che richiedono una naturale risposta con un ; ad esempio “Buongiorno, parlo col signor Marco?”, “Lei attualmente è con l’operatore telefonico Tim?” (tieni presente che loro conoscono già questi dati di partenza come veri, perché li hanno acquisiti da qualche banca dati: si rivolgono proprio a te e sanno che sei con quel gestore di servizi),  “Conosce la società …” (e qui ti indicano il nome di un altro operatore altrettanto famoso). Se rispondi sì a domande del genere il gioco è fatto: basta collezionare tre “sì” pronunciati con la tua voce per inserirli fraudolentemente in una registrazione come risposta a seguito di domande ben diverse. Ti troverai ad aver sottoscritto un contratto di fornitura prodotti e servizi senza saperlo, fino a quando non ti verranno richiesti i pagamenti.

Evita, quindi, di pronunciare istintivamente la fatidica parola “sì”: ad esempio, quando ti chiedono conferma del tuo nome, puoi rispondere: “Eccomi”, “proprio io”, “mi dica”, “chi lo cerca?” e frasi simili. Se l’interlocutore è truffaldino, si troverà spiazzato in partenza.

Una tecnica collaudata e “sempreverde”, ma utilizzata con efficacia proprio d’estate è quella della chiamata a vuoto: gli squilli durano così poco che non ti danno il tempo di rispondere e, quando trovi la chiamata (magari dopo un bagno a mare o una gita), sei indotto a richiamare senza controllare se il numero del mittente è internazionale (con il doppio zero iniziale) o ha un prefisso anomalo. Una volta richiamato da te, il truffatore risponde e, qualsiasi cosa dica, scatta la costosa tariffa internazionale, che pagherai tu mentre i proventi andranno nelle sue tasche.

Le truffe a casa (agli anziani e non solo)

Toc toc: chi è? Può essere un finto letturista del gas, un sedicente funzionario dell’Inps che viene a casa tua per informarti di un rimborso di arretrati sulla pensione, una coppia di simpatiche ragazze che vuole sottoporti un catalogo, i rappresentanti di un’associazione benefica che ti chiede sostegno proponendoti di acquistare i loro prodotti o di abbonarti alle loro riviste, un finto impiegato di banca che si precipita per avvertirti perché nell’operazione che hai effetttuato in mattinata potrebbe esserci stato un errore, una persona che si spaccia per un vecchio amico di tuo fratello o di tuo figlio che vive lontano e ti dice che gli è capitato un guaio e occorrono soldi per risolverlo.

Le tecniche e le scuse sono infinite, ma l’esito appare chiaro: una volta che hai instaurato una conversazione in casa tua con personaggi del genere, appena ti distrarrai un attimo, sarai raggirato o derubato.

Cambiano cioè le qualifiche di presentazione e le scuse per catturare l’attenzione, ma la tecnica è sempre la stessa: riuscire ad entrare in casa e carpire la tua fiducia in modo da farti sborsare soldi oppure rubarteli con l’inganno. C’è chi vuole gentilmente controllare le bollette o la pensione, chi propone moduli da firmare per aderire a qualcosa o per offrire qualcosa, chi sostiene di essere stato mandato dalla banca o dall’Inps per controllare se le banconote consegnate poco prima allo sportello sono autentiche. A volte, gli anziani vengono abbordati per strada da persone che attaccano bottone senza un motivo particolare e con modi particolarmente gentili si offrono di accompagnarli fino a casa; naturale a quel punto farli entrare e accomodare per proseguire la conversazione ed offrirgli qualcosa da bere.

Quando si arriva a questo punto, bastano pochi attimi di distrazione a riuscire fatali: consentire all’interlocutore di recarsi in bagno (ed invece nel frattempo va in camera da letto a svuotare i cassetti) o cambiare tu di stanza per andare a preparagli un caffè o offrirgli una bibita; appena sarà solo inizierà a frugare nelle tue cose e riuscirà a sottrarre valori e preziosi. Questi malfattori hanno pochi minuti a disposizione e sanno bene i luoghi più comuni dove sono custoditi nelle case. Nei casi peggiori, stordiscono i malcapitati o gli somministrano di nascosto dei sonniferi per agire indisturbati e derubarli mentre sono assopiti.

Qui vale sempre la regola “diffidare dagli sconosciuti”: nessun funzionario pubblico si recherà mai a casa tua a parlarti di rimborsi e soluzioni a problemi pensionistici, ed è praticamente impossibile che un sedicente amico di un tuo parente venga di persona proprio da te a dirti che costui è nei guai e ha bisogno di soldi urgentemente, oppure sostenere che quel tuo familiare gli ha cagionato un danno o che gli ha lasciato un conto impagato, in modo di ottenere lo stesso risultato di farsi consegnare del denaro.

Leggendo queste cose magari ti senti al sicuro e ti sembra facile non cascarci, ma tieni presente che le tecniche utilizzate dai truffatori sono sempre ingegnose, mai banali e fanno leva sull’empatia, cioè sulla fiducia che riescono a conquistare nella vittima. Agiscono sui meccanismi psicologici ancestrali di paura, bisogno ed allarme, nei casi più astuti amplificandoli attraverso il legame affettivo con una persona cara, come un figlio lontano che si trova in difficoltà e va aiutato e subito, proprio tramite la persona che è venuta a riferirtelo. Così riescono ad ammantare di verosimiglianza anche gli argomenti più improbabili.

Succede più spesso di quanto si pensi. In molti casi funziona il metodo dello sconosciuto che ti avvicina per strada e chiede “Ti ricordi di me?” e subito parte il racconto in cui si finge di essere un vecchio amico di famiglia, non direttamente tuo ma dei tuoi genitori o figli o nipoti. Entra in conversazione e riesce a cogliere particolari su nomi, date ed episodi; fa in modo che glieli riveli inconsapevolmente tu, riempiendo frasi che lui lascia a metà e quando poco dopo li esprimerà lui ti sembrerà una conferma che quanto dice è vero. A quel punto, viene naturale farlo salire a casa, dove il truffatore, seguendo lo schema collaudato, dopo un po’ con una scusa chiederà di andare in bagno o gli offrirai qualcosa da bere; quello che succede dopo ormai lo sai già.

Le argomentazioni sono fantasiose e convincenti in modo da sembrare credibili. Pensa solo al caso in cui è proprio il truffatore che viene a casa da te a consegnare a te un pacco contenente oggetti o merce varia, dicendoti che sono stati acquistati da un tuo parente (che in quel momento non c’è, e lui lo sa) che gli avrebbe chiesto di portarli proprio da te per la consegna in sua assenza e, quindi, chiedendoti di anticipare il denaro per il pagamento. Sembra plausibile, e può passare in secondo piano la considerazione razionale – che in quel momento però non ti viene in mente – che i corrieri vanno sempre di fretta mentre il tuo perde un quarto d’ora per questa singola consegna che evidentemente è una truffa.

Soluzioni: diffida dalle conoscenze improvvise e inaspettate, soprattutto se ti offrono aiuti non richiesti o ti fanno richieste fuori dal consueto. Soprattutto, non far entrare nessuno sconosciuto in casa, specialmente se sei solo, a meno che non sei certo della sua identità e qualifica, come ad esempio poliziotti in divisa e che esibiscono il tesserino di riconoscimento. Inoltre, non tenere valori e soldi in contanti a portata di mano e nei “soliti posti” perché agevoleresti la ricerca dei ladri.

Le truffe sui social

Alcune truffe pericolose, specialmente per chi è solo d’estate, arrivano sotto forma di proposte d’incontro nei social. Spesso ti sarà capitato di ricevere richieste di amicizia ad esempio su Facebook da ragazze (o uomini) con profili bellissimi e che si dimostrano interessati a conoscerti, con un messaggino grazioso e ammiccante.

Se la potenziale vittima abbocca all’amo, iniziano le chiacchierate e a questo punto il copione truffaldino prevede due varianti: una strada conduce alla chat erotica, l’altra al sentimento. Gli appassionati dell’eros vengono indotti a scambiare effusioni in video attraverso la web cam, finché proseguendo nel gioco sempre più spinto vengono registrate le immagini e scene più compromettenti. Puoi ben intuire il resto: di lì a poco arriva il ricatto, una richiesta di pagare somme anche consistenti, sotto la minaccia di diffondere il video in pubblico. Molti per vergogna non denunciano e preferiscono pagare, mentre dovrebbero rivolgersi alle forze dell’ordine per denunciare quella che non è più una truffa ma una vera e propria estorsione.

Il filone romantico, invece, prevede un lungo corteggiamento a distanza (l’interlocutore evita di rivelarsi in incontri diretti, dal vivo) in cui a poco a poco emergono confidenze di difficoltà di vita ed economiche (quella persona così bella dolce e sorridente si rivela affetta da tutte le disgrazie) e così si arriva a richieste supplicanti di anticipazioni di somme di denaro e di veri e propri prestiti; la vittima, ormai addolcita, molte volte acconsente. Proprio d’estate, quando molte persone rimangono sole perché i familiari sono partiti per le vacanze, è più facile essere psicologicamente predisposti a cadere in queste trappole.

Il consiglio generale in tutti questi casi è: diffida delle conoscenze ottenute in ambito virtuale e che rimangono tali, di richieste di amicizia improvvise, di profili sospetti, di chi acconsente a spogliarsi alla prima chat (poi però pretendendo all’ultimo momento che lo faccia prima tu) oppure di chi la prende per le lunghe, fa lunghe chiacchierate e sembra dirti tutto di sé ma non ti rivela mai la sua vera identità, concentrandosi, invece, su richieste economiche.

Le truffe su internet

Qui l’argomento è complesso e dobbiamo partire da un concetto base: il pishing. Se non sai cosa significa questa parola, sei già potenzialmente nei guai. E’ uno dei fenomeni più utilizzati al mondo per realizzare truffe: la tecnica del pishing dirotta la tua navigazione in maniera inconsapevole e fa in modo chei tuoi dati sensibili vengono rubati senza che tu nemmeno te ne accorga e poi utilizzati a tua insaputa per fare acquisti o per svuotarti il conto. Quando te ne accorgi è troppo tardi.

C’è un altra parola chiave necessaria per comprendere il fenomeno: hacker. Questo termine probabilmente lo conosci: è un “pirata”, uno che entra nel tuo pc (o anche nel tuo dispositivo mobile), fruga dentro e può, se vuole, modificare, alterare o sottrarre i tuoi dati e utilizzarli per i suoi scopi ma sempre a tuo danno. Penetra “scassinando” le protezioni del tuo sistema, ma il suo compito è molto agevolato se gli lasci a disposizione le chiavi, cioè i codici di accesso e le password.

Quindi, se hai un’azienda, un’attività commerciale o uno studio professionale e chiudi per le ferie proteggi i tuoi dispositivi: non lasciare le password in bella vista, incustodite e scritte a chiare lettere, soprattutto se sono quelle del sistema commerciale, amministrativo e dispositivo bancario. Possibilmente, cambiale prima di partire, specialmente se non sei l’unico a possederle. Basta un dipendente infedele o una donna delle pulizie in contatto con qualche malintenzionato per creare danni irreparabili, anche soltanto distruggendo il contenuto di archivi faticosamente creati.

Le falle dei sistemi sono più semplici di quanto si crede: non tutti gli hacker puntano alla Nasa o ai siti delle grosse aziende, molti sono “hacker d’occasione” (si dice che è proprio l’occasione che fa l’uomo ladro) che aspettano soltanto un’opportunità, il momento favorevole per entrare in un sistema informatico qualsiasi e vedere se ci trovano qualcosa di utile per loro.

Mentre per battere un hacker sono sufficienti le precauzioni estive che ti abbiamo indicato (sempre che tu sia una persona normale e non in vista per posizione o patrimonio, altrimenti ti occorrono sistemi ben più impegnativi e costosi per chiudere al sicuro prima di andare in ferie), per evitare il pishing è necessario anche “chiudere gli spifferi” e non solo le porte. Vediamo come, analizzando i fenomeni che succedono in maniera più ricorrente.

Vincite fasulle e sondaggi civetta

Partiamo dal facile, cioè dal metodo di pishing più diffuso e ormai inflazionato al punto che sono ben pochi a non esserci capitati. Stai navigando su internet quando all’improvviso sul display la pagina cambia e compare una scritta con un messaggio trionfante: “Complimenti! sei stato sorteggiato ed hai vinto uno smartphone (segue il nome della marca: Apple, Samsung ecc. e spesso l’indicazione del modello, che guardacaso è sempre di alta gamma, in modo da farti capire che sei davvero molto fortunato), clicca qui e riscuoti il tuo premio!”

Ti senti fortunato? Non lo sei affatto e, anzi, corri un grosso rischio: se clicchi su questa offerta prenderai un virus, un malware che infetterà il tuo computer, tablet o cellulare prendendone il controllo e che potrà spiare le tue conversazioni o messaggi ed arrivare a distruggere i tuoi dati oppure fornirli a malintenzionati che potranno utilizzarli indebitamente, magari per accedere alle coordinate del tuo conto in banca e prelevare i tuoi soldi. Ricordati che non puoi mai vincere ad una lotteria se non hai neppure comprato il biglietto prima. Il “milionesimo cliente” che diventa vincitore è uno su un milione ed è comunque un ricordo d’altri tempi.

I modi per proporti una vincita, però, non sono sempre così brutali, ce ne sono anche altri un po’ più sofisticati: il più efficace è l’esca del sondaggio, che parte con un allettante “Sei stato selezionato per vincere … (anche qui segue il nome di un prodotto hi tech di lusso, come un cellulare d’alta gamma, un televisore o un computer) e ti richiede di rispondere in pochi minuti ad alcune brevi e facili domande.

Per rendere il messaggio virale, di solito, l’ultimo passaggio ti richiede di condividere il messaggio con almeno 5 amici su Facebook, Instagram o altri social (anche per questo molte bacheche sono infestate di messaggi del genere) e, per invogliare ancor di più, scende istante per istante il contatore dei premi rimasti (esempio: si era partiti da 500, in pochi minuti ne rimangono solo 188, quindi… sbrigati a cliccare!).

Inutile dire che il premio non esiste e non arriverà mai al fortunato, che rimarrà tale solo di nome e che potrà dirsi non sfortunato se i suoi dati sensibili così acquisiti non verranno utilizzati per scopi illeciti.

Oggi come oggi, le uniche offerte promozionali sono quelle delle case produttrici e dei loro rivenditori ufficiali. Come tutte le vere buone occasioni, devi cercarle tu (a meno che non ti sia preiscritto alle loro newsletter e servizi, nel qual caso ti arriveranno periodicamente le nuove proposte) e non verranno mai “sparate” in bella evidenza con inserzioni rivolte al pubblico indistinto.

Le finte mail

Il pishing di questo tipo non è grossolano come il precedente bensì è formale ed elegante nella presentazione. Arriva di solito tramite finte mail che somigliano moltissimo a quelle originali: copiano il logo della tua banca o della posta o addirittura di enti pubblici come Inps e Agenzia Entrate Riscossione. Ti invitano a cliccare su un link ed a questo punto avviene il dirottamento dei tuoi dati, che vengono prelevati automaticamente e utilizzati per illeciti in tuo danno, tra cui prelievi abusivi dal tuo conto corrente.

Proprio in questi giorni, stanno arrivando false mail dall’Inps con avvisi di addebito ad aziende, artigiani e professionisti (il mese scorso c’era stata un’ondata analoga di false cartelle esattoriali): in questi casi, è sufficiente cliccare in maniera distratta sul link indicato per arrivare ad un sito malevolo che potrà catturare i tuoi dati, richiedere pagamenti e effettuare altre operazioni malevole.

In effetti, durante l’anno lavorativo è più facile accorgersi di questi fenomeni, se sei alla postazione del tuo pc in ufficio o se puoi rivolgerti a collaboratori ed esperti; d’estate invece, quando le mail si leggono di fretta e dallo smartphone o dal tablet, è più difficile fare queste verifiche e spesso si è tentati di “approfondire” il contenuto del messaggio proprio cliccando sul link infetto.

Lo strumento più pericoloso è una mail indirizzata a te e che così abilmente camuffata che sembra provenire proprio dalla tua banca o ufficio postale: il logo è lo stesso e il nome del sito è molto simile, spesso cambia solo di una lettera ed è facile non accorgersene. Così il primo passo per farti scivolare nella trappola è stato fatto: la leggerai con attenzione, pensando che sia una comunicazione importante del tuo istituto di credito. Il tenore del messaggio di solito è “gentile cliente, stiamo aggiornando i dati, abbiamo bisogno di una verifica, per favore inseriscili e confermali qui ora su questa pagina altrimenti ti informiamo che i servizi potrebbero essere sospesi”. In pratica, c’è sempre un invito esplicito a collegarti per una verifica o per adempimenti richiesti da imprecisate “nuove normative”.

A questo punto se inserisci le tue credenziali sulla pagina che ti si apre automaticamente appena hai cliccato il link o il bottone presente nella mail, il gioco è fatto: ti avranno rubato i codici personali di accesso. In realtà la pagina di arrivo non è quella della banca o della posta ed è creata appositamente per acquisire i dati d’accesso in maniera illecita. Chi ci casca e digita i propri codici personali di accesso è come se consegnasse le chiavi di casa sua direttamente ai ladri. A volte con lo stesso modo si ottengono anche i numeri delle carte di credito ed i dati dei documenti di riconoscimento.

Le vere banche hanno provato in mille modi ad avvisare i loro clienti mettendoli in guardia da questi tentativi, ma c’è sempre qualcuno che incappa nella trappola. Specialmente d’estate, quando nella fretta si tende a voler risolvere subito quello che appare un piccolo fastidio e così si risponde alla mail senza controllare bene. Tieni presente che nessun istituto di credito richiede conferme di questo tipo: se e quando occorre davvero confermare o aggiornare i tuoi dati, sarai convocato presso la tua agenzia oppure potrai farlo una volta entrato nel tuo profilo di internet home banking accedendo con le consuete credenziali e con la dovuta riservatezza.

Nel prossimo futuro, questo “giochetto” sarà più difficile perché una direttiva europea prevede l’introduzione di nuovi codici generati di volta in volta cioè all’atto di ogni accesso, anziché la password “fissa”, oppure, come strumento ancor più evoluto il passaggio alle app su smartphone con sistemi di riconoscimento facciale e biometrico dell’identità; ma se non hai ancora effettuato questi passaggi, tutto è ancora possibile.

Truffe su Amazon

Il pishing ha innumerevoli varianti ed è facile cascarci semplicemente navigando sul web, dunque anche se non arriva una mail o un messaggio specifico. Addirittura esistono truffe che sfruttano il nome di Amazon, ecco un esempio. Stai facendo shopping virtuale su siti diversi per cercare prodotti che ti piacciono. Quando li hai individuati, cliccando vieni indirizzato a una pagina che sembra quella di Amazon, ma non lo è, l’indirizzo è leggermente diverso ma, soprattutto d’estate, è difficile accorgersene leggendo la barra perché tutto il resto (il format, l’impostazione della pagina, le immagini) corrispondono alla struttura del vero sito Amazon.

Come si fa a capire la differenza? A prescindere dal prezzo troppo basso, che stavolta – a differenza dei comuni acquisti dove questo elemento costituisce già un segnale – non è decisivo (anche su Amazon infatti si possono trovare ottime occasioni) bisogna verificare se il venditore ti richiede di essere contattato e pagato a parte: Amazon non permette mai questa pratica, anzi tutti i pagamenti devono essere fatti attraverso il sito, con carta di credito e, recentemente, anche con bonifico Sepa su conto corrente bancario.

Tutti i venditori ospitati su Amazon ed associati alla sua rete in modo da proporre i loro prodotti sulla vetrina del sito (le cosiddette “terze parti”) sono obbligati a seguire questo metodo. E’ impossibile quindi poter acquistare su o tramite Amazon e pagare altrove.

 Truffe ai dispositivi mobili

Ogni dispositivo che si connette ad internet ha parecchie porte aperte e quando si tratta di dispositivi mobili questo può essere particolarmente grave: spiragli e falle possono essere intercettate e colpite all’improvviso, come le diligenze in arrivo dai banditi nei film western. Specialmente quando sei fuori casa e ti agganci a connessioni wifi pubbliche, stai attento a non collegarti al tuo home banking a meno che l’accesso non sia “blindato” cioè protetto in partenza (ma è ancora raro) con criptazione dei dati o password temporanee: un hacker comodamente seduto al tavolino del bar a fianco potrebbe intercettare con facilità i tuoi dati di accesso ed appropriarsene.

Attenzione anche a non lasciare “aperte” le connessioni wifi e bluetooth quando sei in giro: disattivale quando esci perché potrebbero essere agganciate automaticamente da dispositivi che vogliono collegarsi e quanto più la modalità è occulta tanto più gli scopi saranno illeciti.

Truffe sugli acquisti online

Sono possibili dovunque e il pericolo è sempre in agguato: ci sono “siti civetta” che assomigliano a quelli delle più famose marche ufficiali, ma non lo sono. Specialmente se stai acquistando beni costosi, come gioielli o orologi, non fidarti del link estemporaneo trovato su qualche social – soprattutto se si trova su pagine di privati anziché di quelli delle case produttrici – e verifica tramite Google la corrispondenza: un minuto in più può farti salvare centinaia o migliaia di euro.

Anche quando acquisti su piattaforme di inserzioni che mettono in contatto venditori e compratori, come EBay o Subito.it, controlla sempre la reputazione dell’inserzionista attraverso il feedback che compare nel suo profilo: contiene tutti i giudizi dati da coloro che hanno comprato in passato. Quanto più i feedback lasciati da chi ti ha preceduto negli acquisti sono numerosi e positivi tanto più ti potrai fidare; altrimenti meglio lasciare stare. Spesso emergono casi di mancata corrispondenza tra il prodotto richiesto e quello consegnato, cioè arriva merce diversa da quella ordinata, oppure di ritardi eccessivi, di confezioni aperte o merci rovinate. Tieni presente che, attualmente, c’è anche una consistente percentuale di feedback falsi, stimati nell’ordine del 12-15% : neppure dei feedback ci si può fidare in pieno.

Ci sono poi moltissime truffe anche nelle maxi offerte di prodotti di marca (soprattutto capi di abbigliamento ed accessori) a prezzi scontatissimi: nei mesi scorsi è divenuto celebre il caso di un noto marchio di occhiali messo in vendita per poche decine di euro. Già il prezzo eccessivamente basso (lo sconto promesso è l’80 o anche il 90% sul prezzo di listino) deve mettere in guardia: è molto difficile pagare appena il 10-20% del valore di un vero prodotto di alta marca.

Il riscontro decisivo è verificare nella sezione “contatti” del sito venditore se c’è un indirizzo ed un numero di telefono vero oppure no. Le società commerciali devono sempre indicare nei loro siti internet anche la denominazione e il numero di partita Iva. Quando queste informazioni mancano, o sono incomplete e fuorvianti, meglio stare lontani.

Truffa dei prestiti

Internet a volte sembra un mondo magico: per ottenere un prestito nella vita reale devi fare una trafila estenuante, fornendo documenti, storia finanziaria, garanzie immobiliari e personali, subire indagini sul merito creditizio. Invece da molte inserzioni su siti web o sui social tutto è facile e puoi ottenere un prestito veloce, per tutta la somma di cui hai bisogno, semplicemente compilando una domanda preimpostata in pochi clic. E’ davvero così? Ovviamente no, ma molti, spinti dal bisogno, ci cascano. Specialmente d’estate, se si è fatto il passo più lungo della gamba e i soldi programmati per una vacanza turistica stanno per finire prima del previsto.

Dov’è la truffa in questi casi? Eccola: la domanda di prestito viene subito accettata, senza controlli e garanzie, ma per ottenere il finanziamento devi versare prima tu a loro una “piccola” somma necessaria per le spese di apertura pratica. I soldi dovranno essere versati non tramite i normali canali bancari o mediante la costituzione di un deposito, bensì attraverso un servizio di money transfer (il più famoso è Western Union). A quel punto, i tuoi soldi prenderanno il volo verso l’estero, in favore di soggetti ignoti, mentre il prestito promesso non arriverà mai.

Le truffe turistiche

Se visiti paesi stranieri sei nel mirino semplicemente per il fatto di essere un turista: non conosci l’ambiente e le usanze locali, a volte hai difficoltà con la lingua del posto e sicuramente hai contanti o carte di credito con te.

I casi più comuni riguardano offerte di gite, escursioni, visite apparentemente gratis, ma che poi si rivelano a caro prezzo e una volta che sei lì è difficile tornare indietro e si è praticamente costretti a pagare. Anche noleggiare un mezzo di trasporto “innocuo” come una bicicletta o una barchetta può essere insidioso, specialmente nei paesi esotici, se non c’è un contratto con condizioni prestabilite in partenza: al momento della riconsegna, il noleggiatore potrebbe contestarti danni in realtà inesistenti o che comunque non avevi provocato tu e chiederti un indennizzo salato.

Potresti anche essere imbrogliato da cambiavalute improvvisati, in negozietti o chioschi, che faranno la cresta sul cambio o addirittura ti consegneranno banconote e monete false in cambio dei tuoi euro. I tassisti potrebbero chiederti prezzi esorbitanti o farti compiere lunghi giri prima di portarti a destinazione in modo da elevare il prezzo della corsa. Alcuni potrebbero fermarti per regalarti innocui oggettini ma una volta che li hai presi in mano diventeranno aggressivi e pretenderanno denaro sostenendo che li hai comprati senza pagarli.

Talvolta, le polizie locali sono complici di questi fenomeni. Rientrano in questo ambito le truffe denominate dell’”anello smarrito” e che capitano anche in alcune località turistiche italiane: un passante ti ferma per strada dandoti un anello che a suo dire avresti perso poco prima. Se gli dici e ripeti che non è tuo, insisterà perché tu lo tenga comunque; se accetti ti chiederà insistentemente dei soldi come ricompensa.

Non sempre chi ti mette in guardia lo fa per il tuo bene: all’uscita dei luoghi più affollati (stazioni della metropolitana, piazze di interesse turistico) potresti trovare persone che ti avviseranno di stare attento perché la zona è infestata da borseggiatori. A quel punto, o anche poco dopo, istintivamente per cautela metterai le mani in tasca o aprirai la borsa per controllare se i tuoi soldi ci sono ancora; chi ti osserva avrà l’informazione che gli occorre, saprà esattamente dove stai tenendo il tuo denaro. Il vero borseggiatore arriverà a breve.

Falsi viaggi e soggiorni

Chi non vorrebbe una vacanza da sogno e low cost, magari con un’offerta last minute? Talvolta con un pizzico di fortuna (ma impegnandosi molto nelle ricerche) ci si riesce; spesso però dietro le offerte apparentemente “imperdibili” si celano delle vere e proprie truffe. Diffida delle proposte che ti arrivano senza che le tu le abbia ricercate: dalle mail alle inserzioni che appaiono all’improvviso e “invadono” il tuo display. Diffida anche dei sondaggi on line che ti promettono viaggi e soggiorni in cambio della semplice risposta ad alcune domande sulle tue abitudini.

Non esistono voli completamente gratis e i più famosi hotel e resort sono sempre sold out, tutti già prenotati specialmente nei periodi estivi, sicché se ti arrivano offerte di questo genere provengono da finte compagnie aeree o da “cloni” dei maggiori brand del turismo. Se ti interessa questo tipo di proposte, iscriviti invece ai siti ufficiali, in modo da ricevere via mail o attraverso messaggi le newsletter con le offerte selezionate.

Truffe in viaggio

La “madre di tutte le truffe”, che colpisce non solo i turisti ma potenzialmente tutti i viaggiatori durante il traffico intensificato nei periodi estivi, è quella dello specchietto: stai viaggiando tranquillamente a bordo della tua auto quando all’improvviso senti un colpo sulla carrozzeria. Si avvicina un altro automobilista e ti ferma protestando: l’hai urtato inavvertitamente e così gli hai rotto lo specchietto. Scendi e controlli e, in effetti, lo specchietto della sua macchina è rotto, tu stesso hai sentito poco prima il rumore dell’urto (in realtà era una pietra tirata apposta). Non pensi che era rotto in partenza, non ti viene in mente di verificare che la tua carrozzeria non ha graffi o danni compatibili; lo sconosciuto ti chiede un indennizzo in contanti in modo da risolvere tutto senza fare denuncia all’assicurazione.

Molti ci cascano e pagano, 100 o anche 200 euro. La soluzione è semplice: proponi di avvertire subito le forze dell’ordine per chiarire l’accaduto e accingiti a chiamarle. I malintenzionati si dilegueranno come neve al sole.

Biglietti per eventi

Un altro tipo di truffa riguarda l’acquisto di biglietti falsi per concerti o eventi sportivi su siti di dubbia fama o attraverso inserzioni trovate sui social: spesso il biglietto promesso – e realmente pagato da chi lo ha richiesto – non arriva mai, talvolta il biglietto arriva veramente ma è falso come una banconota da 300 euro ed il suo codice identificativo verrà immancabilmente scartato all’ingresso.

Qui, l’unica precauzione da prendere è acquistare biglietti di questo tipo sempre e solo attraverso i canali ufficiali ed autorizzati, diffidando sempre delle “occasioni promozionali” che in realtà non esistono quasi mai, a causa dell’alta richiesta del pubblico.


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