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Concessione demaniale marittima: opera il silenzio assenso?

17 Agosto 2019
Concessione demaniale marittima: opera il silenzio assenso?

Una struttura galleggiante adibita ad ufficio in locazione ad una s.r.l. ha la concessione dello specchio acqueo. Ho inoltrato richiesta al comune di subentro nella concessione, o di una nuova concessione. Il comune non ha risposto a questa richiesta. In questo caso, può operare il silenzio assenso?

Secondo la giurisprudenza del Consiglio di Stato, l’istituto del silenzio assenso non troverebbe applicazione in materia di concessioni demaniali marittime, stante la discrezionalità che, anche in rapporto all’esercizio delle facoltà dominicali, connota le scelte dell’amministrazione.

E questo varrebbe anche per il subingresso nella concessione demaniale marittima di uno specchio acqueo, posto che la sostituzione di un soggetto nell’ambito di un rapporto concessorio preesistente (del quale permangono le condizioni e scadenze) comporta l’introduzione di una nuova parte contrattuale all’interno dell’atto autorizzativo, configurando una sorta di fenomeno successorio, rispetto al quale non opera il silenzio assenso, occorrendo, invece, un provvedimento espresso (Consiglio di Stato, sez. V, 04/01/2018, n. 52).

L’orientamento del Consiglio di Stato trova indiretta conferma nella disposizione dell’articolo 30 del regolamento navale marittimo, il cui comma 3 stabilisce che, in caso di vendita, qualora l’amministrazione non intenda autorizzare il subingresso dell’acquirente nella concessione, si applicano le disposizioni sulla decadenza. Proprio la previsione della decadenza escluderebbe che il subingresso si fondi su di un mero provvedimento di rimozione di un limite ad un diritto preesistente.

Inoltre, il silenzio assenso potrebbe incontrare l’ostacolo della presenza di interessi pubblici preminenti, la cui tutela richiede un effettivo svolgimento del procedimento amministrativo, ovvero nei casi in cui è necessario che l’autorità detti una disciplina del caso concreto integrativa della normativa da applicare.

Infine, l’art.46 del codice della navigazione stabilisce l’inapplicabilità del silenzio assenso ai provvedimenti discrezionali, tra i quali si può annoverare, per le ragioni già esposte, anche l’autorizzazione al subingresso nella concessione.

Tuttavia, il T.A.R. Liguria ha avuto modo di creare un’eccezione al ragionamento fin qui esposto, stabilendo che la previsione normativa del silenzio assenso generalizzato e l’insussistenza di ipotesi derogatorie individuate dal comma 4 dell’art. 20 della legge n. 241/1990, indurrebbero a ritenere che il decorso del tempo sia idoneo alla formazione del silenzio assenso per i casi di semplice sostituzione di un soggetto nell’ambito di un rapporto concessorio che non muta oggetto e contenuto (T.A.R. Liguria Genova, sez. I, 08/06/2016, n. 583).

Certo è che, a ben guardare, il quadro giurisprudenziale non è ben delineato e, per quanto ci possa essere un’apertura da parte del T.A.R. Liguria, occorrerà sempre fare i conti con il Consiglio di Stato, organo superiore.

Il mio consiglio è quello di reiterare la richiesta tramite lettera di un legale, con la quale fare presente che il mancato riscontro entro i termini di legge sarà considerato come silenzio-assenso dell’amministrazione. In questo caso, la lettera a firma di un avvocato potrebbe creare un effetto deterrente, invogliando l’amministrazione a pronunciarsi sulla richiesta.

Un’alternativa potrebbe essere l’invio di una lettera che richiami la precedente istanza con la quale chiedevate di subentrare ad una precedente concessione marittima, rappresentando che, essendo decorsi i termini di legge per il diniego, si considera operante il silenzio-assenso.

In questo caso, l’amministrazione si vedrebbe costretta a riscontrare il contenuto della lettera per confermare, o negare, quanto da Voi dichiarato. Si conoscerebbe, in questo modo, l’indirizzo dell’ente al riguardo.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla



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