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La truffa del sito di incontri: come riconoscerla e difendersi

30 Luglio 2019
La truffa del sito di incontri: come riconoscerla e difendersi

Dating: sui siti per single e per appuntamenti è facile cadere in una truffa. Ecco come tutelarsi e riconoscere un profilo fake da uno normale.

Sono detti “siti di dating”, ossia per appuntamenti. Non sono siti di escort o pornografici. Nascono con lo scopo di mettere in contatto le persone che intendono stringere relazioni amorose o solo occasionali. Ma è facile cadere nelle trappole. Trappole a volte organizzate dagli stessi gestori delle piattaforme meno serie; in altri casi, sono singoli utenti a sfruttare il social per portare a compimento i propri loschi “affari”.

Lo scopo è sempre quello di estorcere soldi alle vittime che, ignare di essere al centro di un raggiro, sono disposte a fare qualche sacrificio economico pur di una compagnia. Il punto è, però, che questa compagnia non arriverà mai: si tratta, infatti, di profili fake a volte difficilmente distinguibili dagli altri.

Come riconoscere e difendersi dalle truffe dei siti di incontri? Fin troppo scontato sarebbe consigliare di non iscriversi a tali servizi. Ma alcune pulsioni, si sa, non sono facili da sedare e non tutte le piattaforme sono insidiose.

Siccome a cadere nella truffa sono quasi sempre i maschietti, ecco qualche informazione utile da sapere prima di mettersi alla tastiera e iniziare a chattare con “gattina32” o con “Jenny_free_and_happy”.

Quali sono le truffe dei siti di incontri

Le truffe dei siti di incontri possono essere di diversi tipi. La più diretta è quella attuata dallo stesso gestore della piattaforma. Quasi tutti questi siti sono a pagamento. Le tariffe sono strutturate in modo diverso. In alcuni casi, si paga un abbonamento mensile o annuale per accedere a tutte le funzionalità; in altri casi vengono previsti dei pacchetti in base al numero di messaggi inviati. La registrazione è quasi sempre gratuita. Proprio dal momento in cui la piattaforma acquisisce i dati dell’utente, partono una serie di messaggi con foto di utenti che chiedono di mettersi in contatto con il neo iscritto (di solito la persona in questione si presenta con nome fittizio, spiegando di essere stata colpita da una foto della vittima o quant’altro, nel tentativo di ottenere una risposta). Il tutto per spingere quest’ultimo, motivato dalla curiosità e dall’interesse che il suo profilo ha generato, a sottoscrivere un abbonamento.

Nel corso della trasmissione Le Iene, è stato rivelato il grande business delle piattaforme di dating (solo in Europa si parla di un giro di affari di 26 miliardi di euro).

Quando l’utente pensa di contattare una ragazza, in realtà il suo messaggio arriva a un operatore esterno, una sorta di call center, a cui sono addetti vari operatori (i quali peraltro non sanno da quale piattaforma arriva il messaggio). L’operatore ha solo il compito di rispondere all’utente e a spingerlo a parlare il più possibile: in questo modo, più messaggi vengono inviati, più soldi vengono spesi, più la piattaforma guadagna.

Purtroppo, difendersi da questa truffa è molto difficile perché i profili sono ben congegnati, in modo da apparire reali. E, allora, l’unica selezione che può fare l’utente è sul tipo di piattaforma. Ad esempio, ve ne sono alcune (come Tinder e Meetic) dove è più difficile cadere nelle trappole.

Il secondo tipo di truffa attuata dai siti di incontri è quella realizzata “in proprio” da alcuni utenti. Questi creano dei profili fake per entrare in contatto con chi è in cerca di un’anima gemella. Subito inizia un gioco di corteggiamento; quando la preda cade nella trappola ed ormai “calda”, scatta la richiesta di soldi. Le motivazioni possono essere di svariato tipo. A volte, sono i soldi che servono per arrivare in Italia da parte di una ragazza straniera particolarmente povera. In altri casi, sono i soldi che servono per curare un familiare o per estinguere un grosso debito.

C’è poi il ricatto del video compromettente: al malcapitato viene chiesto un incontro tramite Skype o altra applicazione similare. Nel corso della conversazione, la vittima viene spinta a denudarsi. Le immagini vengono registrate. Il truffatore chiede un “riscatto” per la cancellazione del contenuto porno, minacciando la diffusione del materiale tra i vari contatti Facebook dell’utente.

Come scoprire le truffe dei siti di incontro

Un profilo fake di solito non lascia tracce sul web, è una persona che non esiste. Invece, molto spesso, le persone attivano account su vari social. Quello che puoi fare, quindi, è verificare se la persona con cui stai chattando davvero esiste digitando il suo nome su Facebook, Instagram, LinkedIn o su Google stesso. Se sono presenti uno o più profili con le stesse sembianze fisiche è probabile che non si tratti di un bluff.

A volte, i profili fake vengono costruiti con immagini di ragazze realmente esistenti. Per scoprire se si tratta di foto false, basta salvare la foto sul tuo computer, collegarti a Google Immagini, cliccare sull’icona a forma di macchina fotografica e trascinare il file con la foto incriminata sulla banda di ricerca. Google ti consegnerà tutti i siti presenti sul web ove si trova quella foto. Scoprirai magari che si tratta di un personaggio famoso di un lontano Stato o di una modella di cui non hai mai sentito parlare. Saprai allora che sei stato truffato. Per capire se l’identità della persona conosciuta è reale o meno si possono usare siti come Tineye.com, che analizzano le foto profilo e rivelano a chi è collegata.

Un altro modo per scoprire i profili falsi è un’analisi approfondita del testo del messaggio. Spesso, le truffe provenienti dall’estero sono costruite con la stessa tipologia di testo, in un italiano non corretto, pieno di errori di ortografia e grammatica.

Se hai ancora dubbi sull’autenticità del profilo puoi sempre segnalarlo al sito o all’applicazione in modo che questo possa fare i dovuti accertamenti.

Non basarti sul fatto che si tratta di un contatto di lunga data. A volte, la truffa dura mesi prima che subentri una richiesta di denaro. Quest’ultima arriva, infatti, quando le difese della vittima sono completamente abbassate, e spesso viene affiancata da motivazioni di bisogno estremo dovuto a un qualche problema improvviso.



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