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Nomi bambini: quali non possono essere dati?

5 Agosto 2019 | Autore:
Nomi bambini: quali non possono essere dati?

Nomi vietati dalla legge: quali sono? Quali sono i nomi che non puoi dare a tuo figlio? Nomi ridicoli, di fantasia, storici o stranieri: cosa dice la legge?

Hai da poco scoperto che presto diventerai padre o madre: sei al colmo della felicità e già da ora discuti con il tuo partner circa il nome del nascituro. C’è chi, rispettando la tradizione diffusa in alcune zone d’Italia, attribuisce il nome dei nonni; c’è chi preferisce nomi che rimandino a famosi personaggi del passato; chi, ancora, predilige nomi esotici, particolari oppure di origine non italiana (tipo inglese, francese, ecc.). Devi sapere che, secondo la legge italiana, non ogni nome può essere attribuito ad un bambino. Quali nomi non possono essere dati ai bambini?

Mettiamo il caso che a tua moglie piaccia molto il tuo nome e che voglia attribuirlo anche al vostro futuro bambino; ebbene, sappi che ciò non è possibile perché, secondo l’ordinamento italiano, il figlio non può chiamarsi come il padre. Hai capito bene: tuo figlio non può portare il tuo stesso nome. E questo è solo un esempio dei nomi che non si possono attribuire. Se ne vuoi sapere di più, prosegui nella lettura: ti dirò quali sono i nomi che non possono essere dati ad un bambino.

Nomi bambini: quali sono vietati per legge?

La legge vieta di dare al nascituro alcuni particolari nomi. In effetti, la legge non fornisce un elenco di nomi vietati, limitandosi semplicemente ad escludere alcune tipologie.

Il nostro ordinamento giuridico [1] dice che è vietato imporre al bambino lo stesso nome del padre vivente oppure di un fratello o di una sorella viventi. In pratica, se il papà si chiama Francesco il figlio non potrà condividerne il nome, nemmeno se seguito da Junior o Jr,  a meno che ad esso non se ne aggiunga un altro, tipo Francesco Maria (come ti spiegherò, un secondo nome femminile può essere attributo ad un maschio). Né è possibile che due fratelli o due sorelle viventi si chiamino alla stessa maniera.

La legge, inoltre, vieta di attribuire un cognome come nome, oppure nomi ridicoli o vergognosi. Mentre il primo tipo di divieto (quello di attribuire il nome del padre), sopra visto, è posto a tutela della chiarezza anagrafica e burocratica, quest’ultimo è posto a salvaguardia della dignità del nascituro, al quale i genitori non possono dare un nome che possa arrecargli pregiudizio morale in futuro.

Un nome è ridicolo o vergognoso quando è suscettivo di ironia e di scherno da parte degli altri ed è in grado di arrecare un grave pregiudizio alla persona che lo porta.

Ad esempio, se un bambino nasce con un’infermità, sicuramente non si potrà chiamarlo con un nome che richiami il suo problema di salute. Nomi ridicoli sono inoltre quelli che corrispondono a parolacce e ingiurie, ma anche a determinati colori: pensa ai genitori che vogliano chiamare il figlio col nome Giallo. Ma non solo. Prosegui nella lettura se vuoi conoscere i nomi di bambini che non possono essere dati.

Nomi ridicoli che non possono essere dati ai bambini: quali sono?

Secondo la legge, non è possibile dare al proprio figlio nomi ridicoli o vergognosi. Quando un nome può risultare ridicolo oppure vergognoso? Un’ipotesi l’abbiamo già illustrata: quella in cui si faccia riferimento alla propria condizione di salute. Ma esistono tanti altri casi.

Ad esempio, è vietato attribuire un nome che, letto insieme al cognome, possa dar luogo a facili ironie oppure a doppi sensi o giochi di parole (tipo Santa Pazienza, Pizza Margherita, Campo Santo, ecc.).

Nomi ridicoli possono essere anche quelli di fantasia, cioè inventati dai genitori, oppure tratti da film o serie tv: chi intende chiamare il proprio figlio Jon Snow in omaggio a Il Trono di Spade, potrebbe avere problemi innanzi all’ufficiale dello stato civile (come ti spiegherò a breve).

Nomi storici e nomi stranieri: si possono attribuire al figlio?

I nomi di personaggi storici e i nomi stranieri non sono vietati, a meno che non risultino deleteri per il nascituro, potendone offendere la dignità oppure potendo risultare anch’essi ridicoli od offensivi.

E così, è vietata l’attribuzione di nomi di personaggi storici particolarmente altisonanti (Adolf Hitler, Napoleone Bonaparte, Lenin, ecc.), nonché di persone famose dello spettacolo o dello sport (come Maradona o Van Basten, ad esempio), ma anche di animali (Varenne, Rex, ecc.).

Anche i nomi tratti dalla letteratura potrebbero essere ridicoli o vergognosi: Venerdì (tratto dal romanzo “Robinson Crusoe”), Dracula, Frankenstein, ecc.

I nomi stranieri non sono invece vietati: secondo la legge, i nomi  stranieri  che  sono  imposti  ai  bambini  devono essere espressi in lettere dell’alfabeto italiano, comprese le lettere J, K, X, Y, W. Anche in questo caso, però, il nome straniero non deve essere ridicolo o vergognoso, nel rispetto di quanto detto sinora: andranno dunque benissimo nomi come Kevin, Michael, Jason, William, ecc.

La corrispondenza del nome col sesso

Altro principio fondamentale quando si sceglie il nome per il proprio figlio è quello secondo cui il nome deve corrispondere al sesso del bimbo: non si potrà chiamare Francesca un maschio, insomma. Fanno eccezione i nomi che, oramai, sono ritenuti ambivalenti, come Andrea.

È possibile, invece, attribuire un secondo nome che non combaci con il sesso: ad esempio, l’appellativo Maria posto dopo il primo nome maschile non creerebbe alcun problema (Alberto Maria o Francesco Maria; ma anche Gianmaria o Giammaria).

Quanti nomi possono essere dati ad un bambino?

Se sei indeciso sul nome da dare a tuo figlio perché ci sono più nomi in lizza che ti piacciono, puoi sceglierne addirittura fino a tre: secondo la legge, infatti, è possibile attribuire fino ad un massimo di tre nomi, superati i quali i restanti non hanno validità legale.

Nomi proibiti: quali conseguenze?

Mettiamo il caso che Tizio abbia voluto dare il proprio nome a suo figlio; si reca quindi all’anagrafe comunale per le necessarie comunicazioni. Cosa accade a questo punto? Cosa succede se si attribuisce al proprio figlioletto un nome vietato per legge?

L’ordinamento giuridico stabilisce che l’ufficiale dello stato civile deve avvertire il genitore del divieto e, se il dichiarante persiste nella sua determinazione, l’ufficiale deve comunque ricevere la dichiarazione, formare l’atto di nascita e, informandone il dichiarante, ne deve dare immediatamente notizia al  procuratore della Repubblica ai fini del promovimento del giudizio di rettificazione.

In sintesi, l’ufficiale dello stato civile deve avvisare i genitori che il nome che vogliono attribuire al figlio potrebbe contrastare con i divieti di legge; tuttavia, se i genitori non desistono, l’ufficiale deve comunque formare l’atto di nascita ma, al contempo, deve avvisare la Procura della Repubblica, la quale è competente a promuovere (a propria discrezione) un giudizio per la rettifica del nome.

Come sapere se un nome è vietato dalla legge?

Concludo questo mio piccolo contributo cercando di rispondere ad una domanda che, sono sicuro, ti starai ponendo fin dall’inizio dell’articolo. La domanda è: come faccio a sapere se il nome che ho scelto per mio figlio è vietato dalla legge? Oppure: come faccio a sapere se il nome che vorrei dare a mio figlio è ridicolo?

Il dubbio è più che legittimo, visto che la legge non fornisce un elenco di nomi proibiti, ma si limita solamente a fornire delle regole generali, alcune di facile interpretazione, altre un po’ meno. Ad esempio, nessun dubbio v’è sul divieto di chiamare il figlio come il padre (vivente) o come uno dei fratelli o delle sorelle (viventi). Ugualmente, è ben chiaro il divieto di attribuire un nome che non corrisponda al sesso, oppure un nome che in realtà sia un cognome.

Meno chiari sono gli altri divieti; ad esempio: quando un nome è ridicolo? Perché il nome di un personaggio storico, della letteratura o dello spettacolo può essere vergognoso o, comunque, può offendere la dignità del nascituro?

Ebbene, non c’è una risposta precisa a queste domande; semplicemente, posso dirti che la regola da seguire è quella del buon senso: si intuisce abbastanza facilmente quando un nome possa essere troppo estroso e superare i limiti del buon gusto. In poche parole: originali sì, ma fino ad un certo punto.

Il nome accompagnerà per tutta la vita la persona a cui è stato attribuito; per tale ragione, i genitori non devono essere egoisti e sceglierne uno solamente per soddisfare un proprio capriccio, ma devono pensare che quel nome identificherà per sempre il proprio figlio nella società.

Va anche detto che, in deroga a tutte le regole che abbiamo sopra esaminato, è possibile riscontrare casi di nomi a dir poco dubbi ma che, tuttavia, sono stati tollerati: si pensi a Chanel, Blu, Europa, America, e tanti altri.

Perché questi nomi sono stati accettati? Devi ricordare che il giudizio per la rettifica del nome è lasciato alla discrezionalità del Procuratore: pertanto, ben potrebbe essere che questi tolleri la scelta del genitore. Alla stessa maniera, poiché la segnalazione proviene dall’ufficiale dello stato civile, è possibile che se ne trovi uno particolarmente accondiscendente che non provveda a detta comunicazione.


note

[1] Art. 34, D.P.R. n. 396/2000.

Autore immagine: Pixabay.com


1 Commento

  1. Mia figlia, dopo aver contattato e d’accordo con tutti i famigliari aveva scelto un nome, e così è stato registrato all’anagrafe ma lei ha deciso di chiamarlo diversamente imponendo la sua volontà a tutti tranne me che sono il nonno per cui esistono sempre degli attriti ma mi domando come reagirà questo bambino quando si troverà tutti i documenti con un nome a lui sconosciuto e che faranno gli insegnanti quando andrà a scuola.

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