Acqua pubblica: pronta la legge per eliminare le società private

30 Luglio 2019
Acqua pubblica: pronta la legge per eliminare le società private

Il M5S ha reso nota la proposta di legge per restituire la gestione dell’acqua allo Stato.

Il Movimento 5 Stelle ha fatto sapere di voler rispettare la volontà dei cittadini che, otto anni fa, nel noto referendum del 2011, avevano detto no alla privatizzazione dell’acqua. A rivelarlo è l’agenzia di stampa Adnkronos.

Come noto, la volontà emersa dalla consultazione popolare non è mai stata rispettata e le società di concessione del servizio idrico sono rimaste private. Ora i pentastellati hanno pronto un disegno di legge che intende ripristinare l’acqua pubblica così come gli italiani avevano voluto a giugno 2011.

Nelle dichiarazioni espresse dai firmatari del ddl c’è anche spazio per una “frecciata” alla Lega la quale più volte ha accusato il M5S di ostacolare le riforme.«Il Movimento 5 Stelle ha detto e intende dire ancora tanti sì soprattutto a provvedimenti scritti nero su bianco nel contratto di governo come la legge sull’acqua pubblica» hanno detto le deputate del Movimento 5 Stelle, Federica Daga e Ilaria Fontana (rispettivamente prima firmataria della legge sull’acqua pubblica e capogruppo in Commissione Ambiente). «Il referendum di 8 anni fa aveva avuto tanti, tantissimi sì, oltre 27 milioni. La proposta di legge è pronta per l’esame delle Camere, manca soltanto il sì delle altre forze politiche, che devono scegliere se rimettere la risorsa più preziosa nelle mani dei cittadini o se  lasciarla in balia degli appetiti speculativi».

Ora la proposta di legge passa al Parlamento dove dovrà passare al voto. Nella speranza dei sostenitori del ddl vi è la possibilità di «assicurare agli italiani che ogni centesimo pagato per i servizi idrici venga investito in manutenzione e rifacimento della rete idrica, dalla captazione alla depurazione». Il riferimento è rivolto alle numerose emergenze idriche che affliggono vaste zone del nostro Paese non solo d’estate.

«La crisi idrica in Italia – fanno sapere le due firmatarie tramite Adnkronos – è una triste realtà che mostra chiaramente l’insostenibilità del modello di gestione attuale che ha lasciato alla deriva per decenni le nostre reti idriche con scarsa manutenzione e  gestioni fallimentari. Non c’è più tempo da perdere. Bisogna  rispondere immediatamente alla crisi idrica in atto con l’approvazione di una indispensabile riforma di sistema».



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