Parcella avvocato per ricorso multa

1 Agosto 2019 | Autore:
Parcella avvocato per ricorso multa

Conviene impugnare la contravvenzione per aver violato il Codice della strada? Le spese legali sono sostenibili?

Hai trovato una multa che reputi ingiusta sul parabrezza? Anche se si tratta di una piccola somma non vorresti pagare? È una questione di principio, mi sembra giusto. Tuttavia, per contestare il verbale, hai bisogno di un avvocato che rappresenti davanti al giudice di pace le tue ragioni. Giustamente, ti starai chiedendo a quanto ammonta la parcella avvocato per ricorso multa. La domanda che ti poni è più che lecita, visto che, a fronte di una multa di un centinaio di euro, o poco meno, il legale dovrà redigere un ricorso e presenziare alle udienze, come accade per le cause ordinarie. In questo articolo, dopo aver analizzato il concetto di parcella e gli obblighi di preventivo gravanti sull’avvocato, vedremo quali spese bisogna affrontare per avviare una causa e ottenere l’annullamento della sanzione. Vedremo, in particolare, cosa accade quando il ricorso viene accolto e quando, invece, viene respinto.

Parcella avvocato

Con questo termine, si indica un documento con il quale l’avvocato e, in genere, ogni libero professionista, presenta il rendiconto degli onorari professionali in merito all’attività svolta per conto del cliente.

Solitamente, la parcella – che è l’equivalente della fattura – viene emessa una volta incassata la somma dal cliente, al fine di evitare l’anticipo dell’Iva.

Per questo, l’avvocato invia al cliente un avviso di parcella, detto anche notula, con il quale indica l’ammontare del pagamento richiesto per l’attività svolta.

Obbligo di preventivo

Al fine di evitare brutte sorprese per i clienti che si accingono ad affrontare una causa, è previsto un obbligo di trasmissione del preventivo da parte del legale.

Per quanto la legge vieti all’avvocato di richiedere e concordare con il cliente compensi eccessivi e, comunque, non proporzionati, ostandovi il dovere di correttezza, che impone al professionista di non richiedere compensi eccessivi al cliente, è, infatti, sempre meglio avere un preventivo in mano, al fine di poter ragionare sui costi dell’azione legale e, così, decidere la convenienza della scelta da prendere.

In questo preventivo, andranno indicate tutte le voci di costo, comprensive di spese, onorari e contributi da versare per affrontare la causa. Nello stesso documento, andranno indicati anche l’importanza dell’opera che si andrà a svolgere e le singole prestazioni che saranno svolte dall’avvocato.

La mancata trasmissione di questo preventivo non farà venire meno il diritto del professionista ad avere pagati i compensi per il lavoro svolto, ma potrebbe comportare una sanzione disciplinare per illecito deontologico.

Quali sono le spese legali per un ricorso avverso la multa?

Per quanto gli onorari dell’avvocato possano sembrare l’unico deterrente per la presentazione di un ricorso avverso la multa, il primo vero pericolo economico per il cittadino è rappresentato dalle spese richieste dallo Stato: marche da bollo e contributi unificati.

Se la multa non supera i 1.100 euro, dovrai, infatti, pagare un contributo unificato di 43 euro, mentre se la sanzione supera questa soglia il contributo salirà fino a 98 euro, a cui aggiungere una marca da bollo da 27 euro.

Se, invece, devi contestare la sospensione della patente di guida il costo del contributo unificato aumenterà fino a 237 euro, più i 27 euro di marca da bollo.

Questi costi non cambiano se, oltre alla sanzione economica, è prevista la decurtazione dei punti, in quanto quest’ultima sanzione accessoria segue le regole dell’importo della multa, come valore della causa.

Come puoi vedere, solo i costi richiesti dallo Stato possono essere abbastanza fastidiosi, soprattutto se il verbale da impugnare ammonta a poche decine di euro.

A queste spese, come anticipato, dovrai aggiungere i compensi legali: per quanto l’avvocato possa venirti incontro, l’attività da espletare non è di poco conto, in quanto il ricorso dà vita ad una vera e propria causa.

Per darti un’idea, per l’impugnazione di una multa di valore inferiore ai 1.100 euro, i parametri previsti dalla legge [1] autorizzano il legale a chiedere un compenso di 330 euro, sulla base dei valori medi, a cui dovrai aggiungere il 15% di spese generali (cancelleria, luce, spese di studio), il 4% di tasse per la previdenza forense e l’Iva al 22%: insomma, potresti arrivare a pagare circa 500 euro di compensi legali per impugnare una multa.

Cosa succede in caso di annullamento della multa?

Così la prima cosa che ti chiedi è: ma se vinco la causa, posso recuperare le spese? La risposta, solitamente, è positiva.

Infatti, l’amministrazione soccombente dovrebbe essere condannata a pagare le spese legali, salvo che sussistano giustificati motivi che possano portare il giudice a sentenziare una compensazione. In questa ipotesi, dovrai pagarti l’avvocato, nonostante la vittoria del ricorso.

Secondo la Cassazione, questi motivi di compensazione non possono essere ricercati solo nel modesto valore della controversia, o nel semplice errore formale della multa [2]. Infatti, il verbale di contestazione per violazione del Codice della strada può essere illegittimo tanto per vizi formali, quanto per vizi sostanziali, e la prima categoria non è più lieve della seconda, non potendosi sostenere che nell’ordinamento vi sia una scusabilità per gli errori meramente procedurali della Pubblica Amministrazione.

Tuttavia, non sempre i comuni pagano spontaneamente, soprattutto in questo periodo di dissesto finanziario per gli enti pubblici. Questo può comportare altre spese a tuo carico, che serviranno all’avvocato per avviare un’esecuzione forzata finalizzata ad ottenere quanto condannato in sentenza.

Cosa rischi in caso di rigetto del ricorso?

L’annullamento della multa non è sempre garantito con il ricorso: vuoi perché c’erano poche speranze, vuoi perché il giudice non ha condiviso il ragionamento del tuo avvocato. Infatti, l’esito di questi procedimenti quasi mai è certo e dipende, il più delle volte, dall’orientamento giurisprudenziale adottato dal giudice di pace chiamato a decidere la causa.

Tuttavia, la perdita del ricorso non ti esime dal pagamento dei compensi legali all’avvocato. Infatti, l’obbligazione che questi assume nei tuoi confronti è un’obbligazione di mezzi, non di risultato: significa che il tuo avvocato si assume l’obbligo di ben adempiere all’attività legale richiesta, ma non di garantire il buon esito della causa.

Pertanto, se il giudice dovesse rigettare il ricorso e condannarti al pagamento delle spese processuali nei confronti della Pubblica Amministrazione, ciò non ti esimerebbe dal pagare anche la parcella del tuo avvocato.

Impugnazione senza avvocato

Se, invece, pensi che l’intervento di un legale sia superfluo e ti senti in grado di poter affrontare un giudizio personalmente, sappi che per le cause fino a 1.100 euro non è necessario l’avvocato, potendo la parte difendersi da sola.

In questo modo, eviterai di pagare le spese legali dell’avvocato, ma attenzione! Dovrai conoscere bene il diritto civile, processuale e sostanziale, già pieno di termini e regole che, se si disconoscono, possono provocare la sconfitta processuale, con conseguente rischio di pagare, oltre la multa che si reputava ingiusta, anche le spese legali sostenute dalla pubblica amministrazione.

Non ti resta, quindi, che ben valutare l’impugnabilità della multa presa, analizzando nel rapporto costi-benefici quale sia la soluzione migliore:

  • pagare la multa;
  • impugnare la sanzione tramite legale;
  • improvvisarsi avvocato, magari con qualche soddisfazione personale.

note

[1] Decreto ministeriale n.55/2014

[2] Cassazione civile, sez. II, n.8114/2011 del 08.04.2011


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