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Opposizione all’archiviazione e doveri del difensore d’ufficio

17 Agosto 2019
Opposizione all’archiviazione e doveri del difensore d’ufficio

Mia madre ha ricevuto un atto di opposizione all’archiviazione di un procedimento penale fatto nei suoi confronti e di cui non sapeva niente. L’accusa si basa sull’articolo 615bis c.p.. e probabilmente è basata sulle telecamere che mia madre ha messo all’esterno della propria abitazione dopo una annosa serie di dispetti. Ovviamente tali telecamere sono orientate all’interno della proprietà come possiamo dimostrare tramite il monitor che proietta le telecamere stesse.

In tale comunicazione arrivata tramite raccomandata postale si scopre che è stato nominato un difensore d’ufficio dal gip (credo) e che questo difensore d’ufficio ha depositato un memoriale difensivo (non si sa su che basi) dove chiede l’archiviazione della denuncia. Però questo difensore d’ufficio non ha mai interpellato mia madre, ma è fattibile un simile comportamento?

Ma mia madre non poteva essere almeno avvertita da questo avvocato visto che la fase delle indagini si era conclusa? E’ lecito tale comportamento? Ma durante i procedimenti penali il giudice ed anche l’avvocato difensore d’ufficio si possono comportare così?

Inoltre tale comportamento di richiesta di archiviazione ha portato magari a non inserire nel memoriale elementi che potevano scagionare mia madre da una situazione a mio parere personale assurda.

Il quesito posto dal lettore riguarda sostanzialmente i doveri del difensore d’ufficio nominato per un procedimento di opposizione alla richiesta di archiviazione.

Nel procedimento penale la difesa tecnica è obbligatoria: ciò significa che, anche qualora l’indagato/imputato non volesse nominare un difensore di fiducia, l’autorità giudiziaria gliene imporrebbe uno d’ufficio.

La legge prevede inoltre che la fase delle indagini preliminari sia coperta dal segreto: in altre parole, è possibile essere oggetto di indagine da parte della Procura senza saperne nulla, almeno fino alla loro conclusione o, come nel caso proposto, nel caso di fissazione dell’udienza a seguito di opposizione all’archiviazione.

Fino a qui, dunque, quello che è accaduto al lettore è del tutto normale; ma veniamo alla condotta del difensore d’ufficio. Di regola, il difensore nominato d’ufficio dall’autorità giudiziaria dovrebbe comunicare la nomina al proprio assistito, tanto più se quest’ultimo non è nemmeno a conoscenza del fatto di essere sotto indagine. La comunicazione serve a far prendere contatti con il professionista, in modo da poter impostare la miglior strategia difensiva possibile e di rendere edotto il cliente di alcuni suoi diritti, quali la possibilità di nominare un difensore di fiducia e quella di avvalersi del gratuito patrocinio (allorquando ne sussistano le condizioni economiche).

È lo stesso Consiglio Nazionale Forense che, deliberando la modifica dell’art. 11 del Regolamento per le difese d’ufficio, ha stabilito che tra i doveri del difensore d’ufficio rientra, tra gli altri, quello di comunicare alla parte assistita che ha facoltà di nominare un difensore di fiducia.

Nel caso prospettato, mi sembra di capire che il difensore d’ufficio, appena ricevuta la nomina (conseguente alla fissazione dell’udienza dovuta all’opposizione all’archiviazione), abbia immediatamente preso visione degli atti e depositato una memoria difensiva.

L’avvocato  avrebbe potuto attendere di colloquiare con l’assistita prima di depositare tal memoria, invero piuttosto superflua, visto che il p.m. si era già orientato per l’archiviazione e che comunque c’era tutto il tempo per depositare idonea documentazione. Immagino che, non avendo parlato con l’assistita, l’avvocato si sia limitato ad una memoria tecnica, di tipo giurisprudenziale, richiamando il pacifico orientamento (tra le tante, Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 44156 del 26 novembre 2008) secondo cui la videosorveglianza, quando puntata all’interno della propria abitazione oppure verso aree comuni o, comunque, non precluse alla sguardo, non integra il reato di interferenze illecite nella vita privata (art. 615-bis cod. pen.).

Probabilmente, l’avvocato d’ufficio è stato molto solerte per giustificare un’eventuale richiesta di parcella anche laddove dovesse essere sostituito da un avvocato di fiducia: in altre parole, egli si sentirebbe legittimato a chiedere un onorario per il semplice fatto di aver depositato una memoria.

Comunque, i diritti difensivi dell’indagato non sono stati lesi, nel senso che è possibile nominare altro avvocato; inoltre, la memoria depositata non preclude la possibilità di depositarne altre (secondo l’art. 121 cod. proc. pen., in ogni stato e grado del procedimento le parti e i difensori possono presentare al giudice memorie o richieste scritte, mediante deposito nella cancelleria) e, soprattutto, di difendersi all’udienza insistendo per l’archiviazione: sarà infatti quest’ultimo il momento fondamentale in cui far valere le proprie ragioni.

Dunque, ricapitolando:

  • è possibile che l’indagato non sappia nulla delle indagini in corso. La segretezza è una prerogativa tipica delle indagini preliminari e capita di frequente che l’indagato venga a conoscenza del procedimento solamente al termine oppure quando la polizia deve compiere degli atti che, inevitabilmente, richiedono la presenza dell’indagato (perquisizione, sequestro, ecc.);
  • è assolutamente normale che venga attribuito un difensore d’ufficio;
  • il difensore d’ufficio, in quanto equiparato in tutto e per tutto a quello di fiducia (salvo per le particolari modalità di nomina), deve instaurare con il cliente un rapporto di leale collaborazione, in ossequio al principio di diligenza. Tra questi doveri rientra anche quello di prendere contatti con l’assistito.

Tuttavia, non può ritenersi sussistente alcuna responsabilità professionale in capo all’avvocato d’ufficio, il quale ha anzi prontamente assunto l’incarico, recandosi a visionare gli atti e a depositare una memoria: si ricordi, infatti, che il difensore d’ufficio ha l’obbligo di prestare il patrocinio, senza possibilità di rifiutarsi.

In pratica, il diritto alla difesa dell’indagato è stato garantito. Si potrebbe contestare quanto fatto soltanto se la memoria dovesse risultare lesiva per la sig.ra (cosa di cui dubito).

Al più, sarà possibile contestare l’eventuale parcella dell’avvocato d’ufficio, opponendo il fatto che la memoria era assolutamente superflua e che avrebbe dovuto prima confrontarsi con l’assistita. Voglio peraltro ricordare che, se la sig.ra percepisce un reddito inferiore ai 11.493,82 euro, è suo diritto chiedere il gratuito patrocinio e non pagare nulla.

Il consiglio è di nominare un difensore di fiducia, il quale poi prontamente comunicherà a quello d’ufficio di essergli subentrato. Il nuovo avvocato potrà prendere visione degli atti e, così, anche della memoria presentata, per verificare che non ci siano dichiarazioni che possano essere controproducenti per l’assistita. Così facendo, ci sarà tutto il tempo per poter preparare la propria difesa in vista dell’udienza camerale di opposizione all’archiviazione.

Il difensore d’ufficio, una volta decaduto per via della nomina di difensore di fiducia, potrebbe chiedere la parcella alla sig.ra: in questo caso, mi opporrei facendo presente che la cliente aveva diritto di essere contattata. Ogni difesa deve essere una difesa consapevole e, per essere tale, necessita delle informazioni che solo il diretto interessato (cioè, l’indagato/imputato) può fornirgli.

In sintesi, dunque, nessuna responsabilità professionale per il difensore di ufficio (a meno che, ripeto, la memoria presentata non sia controproducente e non rimediabile nemmeno con successivo scritto difensivo) ma, allo stesso tempo, non sussiste nemmeno il diritto ad essere retribuito per un atto che è stato depositato senza le necessarie informazioni e, per di più, senza che ve ne fosse alcuna urgenza: come detto più volte, infatti, la sorte dell’inchiesta verrà decisa solamente all’udienza camerale fissata per decidere sull’opposizione all’archiviazione.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Mariano Acquaviva


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