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Telefonate commerciali: come opporsi?

24 febbraio 2018


Telefonate commerciali: come opporsi?

> Business Pubblicato il 24 febbraio 2018



Le nuove regole del telemarketing telefonico: ecco come opporsi alle telefonate commerciali aggressive grazie alla nuova legge che tutela anche i cellulari

Il fenomeno del telemarketing selvaggio e delle telefonate commerciali moleste è una realtà che oramai colpisce tutti quanti, titolari di utenze fisse e titolari di utenze mobili, nessuno escluso. Non c’è considerazione né di orario né di giorno settimanale: la telefonata arriva sempre sia che si tratti di ora di pranzo o di cena, sia che sia domenica o la festa di Pasqua. Tante volte non si può far altro che ascoltare tutto il messaggio dell’operatore, mantenendo un tono di cortese disinteresse. Tante altre, tuttavia, si giunge a perdere la pazienza quando le telefonate si fanno numerose. Ecco perché il fenomeno ha assunto la denominazione di telemarketing selvaggio.

Ora, per fortuna, vi è la possibilità di opporsi alle telefonate commerciali e, dunque, dire addio alle chiamate pubblicitarie dei call center. Vediamo, allora, come opporsi alle telefonate commerciale e, dunque, come difendersi dal telemarketing aggressivo alla luce delle ultime novità legislative.

Telefonate commerciali moleste: la legge

D’ora in poi, contro le telefonate commerciali moleste, si potrà invocare la legge. Il Senato, infatti, ha da poco approvato una legge contro il telemarketing selvaggio [1], che potrebbe porre una volta per tutte un argine al fenomeno. Ne abbiamo parlato diffusamente in Telefonate commerciali moleste: ora c’è la legge. In realtà era già da tempo che si avvertiva l’esigenza di trovare un equilibrio tra le ragioni dei cittadini –  che non possono essere tempestati di chiamate – e la necessità di salvaguardare i posti di lavoro nei call center. Lo strumento concepito al fine di contemperare tali due opposte esigenze è il Registro Pubblico delle Opposizioni. Vediamo di comprendere meglio di cosa si tratta.

Telefonate commerciali: il registro delle opposizioni

Gli abbonati, i cui nominativi e numeri siano pubblicati in elenchi telefonici e che non desiderino ricevere telefonate pubblicitarie devono iscriversi al Registro Pubblico delle Opposizioni. Questo, istituito nel 2010 [2], è un servizio a tutela del cittadino, il cui numero è presente negli elenchi telefonici pubblici e che decide di non voler più ricevere telefonate per scopi commerciali o di ricerche di mercato. Allo stesso tempo, però, è uno strumento per rendere più competitivo, dinamico e trasparente il mercato tra gli operatori di marketing telefonico. La sua gestione è stata affidata, dal Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per le Comunicazioni, alla Fondazione Ugo Bordoni. L’iscrizione è gratuita, ha durata indefinita e può essere revocata in qualsiasi momento. Al registro delle opposizioni ci si può iscrivere in 5 modi:

  • con lettera raccomandata diretta al “Gestore del Registro Pubblico delle Opposizioni – Abbonati” Ufficio Roma Nomentano- Casella Postale n. 2711 – 00162 Roma
  • via fax: 06.54224822;
  • via e-mail all’indirizzo abbonati.rpo@fub.it;
  • tramite il numero verde: 800.265.265;
  • compilando il modulo elettronico disponibile nella apposita “area abbonato” sul sito ufficiale del Registro delle Opposizioni.

Tuttavia, nonostante i propositi, fino alla recente riforma il registro delle opposizioni non funzionava e non era in grado di tutelare gli utenti dalle continue chiamate di telemarketing selvaggio. Ebbene, la nuova legge ha introdotto una riforma del registro delle opposizioni. Scopriamo, dunque, le principali novità in ordine a come opporsi alle telefonate commerciali.

Telefonate commerciali: stop anche per i cellulari

Cominciamo innanzitutto con il dire che il principale limite del Registro delle opposizioni era rappresentato dal fatto che si potevano iscrivere solo i numeri di telefonia fissa iscritti negli elenchi telefonici e non anche i numeri di cellulare. Da più parti, dunque, era stata avvertita l’esigenza di una legge che estendesse l’iscrizione per tutti i numeri – fissi e mobili, riservati e non – al Registro delle opposizioni. Ebbene, da oggi, anche i numeri di cellulare possono essere iscritti nel registro con il risultato che non potremo più essere disturbati neanche sul nostro telefono portatile. La nuova legge, infatti, consente ai titolari di iscrivere tutte le utenze telefoniche al registro delle opposizioni, compresi i numeri di cellulare e degli apparecchi fissi non presenti nell’elenco telefonico.

Iscrizione al registro opposizioni: conseguenze

Gli operatori che utilizzano i sistemi di pubblicità telefonica e di vendita telefonica o che compiono ricerche di mercato o comunicazioni commerciali telefoniche hanno l’obbligo di consultare mensilmente, e comunque precedentemente all’inizio di ogni campagna promozionale, il Registro pubblico delle opposizioni e di provvedere all’aggiornamento delle proprie liste, cancellando – così – i numeri di chi non intende più ricevere chiamate. In mancanza di cancellazione, invece, nulla vieterà agli operatori di continuare a telefonare. Ciò posto, l’altra importante novità è che l’iscrizione al registro delle opposizioni, d’ora in poi, revocherà i precedenti consensi. Quindi le nuove iscrizioni al registro delle opposizioni in qualche modo faranno tabula rasa dei consensi che avevamo dato in precedenza, consentendo ai call center di disturbarci. 

Con l’iscrizione al registro delle opposizioni, dunque, si intendono revocati tutti i consensi al trattamento dei dati personali espressi in precedenza. L’operatore che viola le nuove disposizioni rischia una pesante sanzione, vale a dire una multa da 10mila a 120mila euro e nei casi più gravi rischia addirittura la sospensione o la revoca della licenza.

Stop alle telefonate commerciali: i due prefissi

La legge inoltre, impone ai call center di rendere identificabile la telefonata commerciale attraverso l’adozione di due prefissi distinti che precedano il numero:

  • uno per le chiamate commerciali;
  • uno per le chiamate a fini statistici e volte alle indagini di mercato.

A questa regola corrisponde però un’eccezione: l’operatore non è obbligato ad usare questi due prefissi se telefona da un numero richiamabile. La ratio della norma si spiega al fine di consentire al consumatore di poter richiamare l’utenza, chiedere chiarimenti, appurare se è stato attivato un contratto non richiesto ed, in ogni caso, esercitare il diritto di recesso e non essere così più disturbato. Peccato che questa novità, se non adeguatamente disciplinata, potrebbe essere lesiva per gli utenti, dal momento che potrebbero essere costretti a dover sostenere i costi della chiamata per ricontattare il numero telefonico, per poi scoprire che si trattava di telemarketing.

note

[1] Approvata in Commissione trasporti del Senato riunita in sede deliberante il 22.12.2017. 

[2] D.P.R. n. 178/2010.

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