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Senato, sì al voto a 18 anni: ok della Camera alla riforma Costituzione

31 Luglio 2019
Senato, sì al voto a 18 anni: ok della Camera alla riforma Costituzione

La Camera approva la riforma della Costituzione che contiene la proposta di legge per il voto a 18 anni anche per il Senato. Ora la palla all’altro ramo del Parlamento.

Una nuova riforma della Costituzione è in atto ed è già stata votata, anche se i media non ne parlano. Proprio questa mattina la Camera dei deputati ha votato – con ben 487 voti favorevoli e solo 5 contrari – il disegno di legge costituzionale che prevede la possibilità, per i giovani con più di 18 anni, di votare per le elezioni politiche anche al Senato. Ad oggi infatti, può votare solo chi ha 25 anni di età. A riferire l’esito della votazione è la nota agenzia di stampa Adnkronos.

Riforma dell’articolo 58 della Costituzione

Quasi un plebiscito. L’attuale maggioranza sta modificando l’articolo 58 della Costituzione. La norma voluta dai nostri padri costituenti prevedeva un limite di età superiore rispetto al voto previsto per la Camera dei deputati.

L’attuale formulazione dell’articolo 58 è infatti la seguente:

«I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età. Sono eleggibili a senatori gli elettori che hanno compiuto il quarantesimo anno».

Invece il nuovo disegno di legge costituzionale abbassa il limite di età a 18 anni.

Ora che succede

Il testo unificato passa ora all’esame dell’altro ramo del Parlamento.

Come per ogni legge costituzionale, l’iter di approvazione è però più lungo e complicato. Difatti, l’art. 138 della stessa Costituzione prevede che le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali devono essere approvate da ciascun ramo del Parlamento con due distinte deliberazioni, tra le quali devono intercorrere almeno tre mesi; nella seconda deliberazione di ciascuna camera, per l’approvazione è necessaria la maggioranza assoluta.

Il voto a 25 anni è giusto?

È già da due anni che si parla dell’abbassamento del limite di età per il voto al Senato. Si sostiene che la diversità dell’elettorato contribuisca a facilitare l’instabilità politica. Far eleggere Camera e Senato da due corpi elettorali in parte diversi rende più probabili maggioranze politiche diverse nei due rami del Parlamento. In tal caso è difficile formare un governo, approvare le leggi, visto che alcune proposte di legge vanno avanti e indietro tra le due camere.



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