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Rischi del sole: rughe e lesioni pre-cancerose

31 Luglio 2019
Rischi del sole: rughe e lesioni pre-cancerose

Attenzione all’abbronzatura: anche sotto l’ombrellone rischiamo di invecchiare e di contrarre gravi patologie alla pelle.

A settembre, torneremo dal mare tutti più vecchi. Questa volta, però, non sarà l’effetto di qualche app per smartphone che simula l’avanzamento dell’età. Purtroppo, le rughe saranno reali e difficili da mandare via. È questo l’effetto dei raggi del sole che, anno dopo anno, si fa sempre più aggressivo e letale per la nostra pelle. A farne le spese non sarà solo l’estetica, ma anche – e soprattutto – la nostra salute. Stando, infatti, a quanto rivelato da uno studio del dermatologo dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata Gianluca Paganelli, reso noto da Adnkronos, i rischi dell’estate non sono solo le scottature e arrossamenti: una volta che sarà andata via l’abbronzatura noteremo nuovi nei, macchie e rughe.

«A settembre vediamo i segni più subdoli del danno solare, come macchie scure, cheratosi seborroica che può evolvere in lesioni pre-cancerose, discromie e rughe» rivela lo studio.

Paese che vai, abbronzatura che trovi

La passione per l’abbronzatura è tutta italiana: un complesso di inferiorità nei confronti delle popolazioni scure? Di fatto, negli altri Paesi, la mania della tintarella non è affatto condivisa. «In Giappone – prosegue lo studio – è apprezzato un incarnato bianco, e proprio la tendenza a proteggere la pelle dal sole, evita macchie e alterazioni», regalando alle nipponiche un incarnato senza età. Ecco perché gli ombrellini dei turisti: per l’estremo oriente, la pelle chiara è sinonimo di bellezza, per noi invece di malattia. Paese che vai…

Chi rischia la pelle?

Se questo appeal per l’abbronzatura si riducesse a un mero fattore di richiamo per l’altro sesso non ci sarebbe nulla da dire. Il fatto è che, per colpa dell’apparenza… “rischiamo la pelle”. E, a rischiare di più sotto il sole sono le donne in gravidanza, o con problemi ormonali: il pericolo è quello di incappare nel cloasma, che regala una sorta di “maschera” di macchie, avverte Adnkronos.

«La realtà è, però, che tutti sottovalutano i danni a lungo termine: le lesioni da sole una volta acquisite tendono a ripresentarsi”, ammonisce Paganelli. Occhio anche «ai farmaci fotosensibilizzanti, che possono dare reazioni in caso di  esposizione. Fra questi anche alcuni antibiotici. Il consiglio è chiedere al medico e, in caso, farsi indicare prodotti alternativi».

Le macchie solari possono essere tolte grazie all’intervento del chirurgo estetico. «Esistono peeling e prodotti sbiancanti che però vanno usati da mani esperte. Sull’iperpigmentazione si può intervenire anche con il laser, con ottimi risultati», assicura.

Non a caso, il record di richieste di questo tipo arriva quasi sempre a settembre, dopo mesi di tintarella selvaggia.

Prevenire è meglio che curare. E la prevenzione si fa anno dopo anno. Esistono creme protettive ormai molto efficaci e gradevoli da applicare. Queste fungono da schermo, pur lasciando che la pigmentazione della pelle si colori.

Ma attenzione: usare la protezione solare non consente di stare sotto il sole tutta la giornata in sicurezza. «Bisogna invece imparare a prendere il sole senza eccessi, utilizzando tutti gli strumenti protettivi a disposizione. Non solo creme dunque – insiste il dermatologo – ma anche cappellini, occhiali e magliette protettive».

L’ombrellone protegge dal sole?

Il consiglio del dermatologo si spinge sin sotto l’ombrellone dove il sole non viene filtrato al 100%. I raggi passano comunque ed è bene non dimenticare la crema anche quando si sta all’ombra distesi sul lettino.

Se sono abbronzato rischio?

Chi è già abbronzato non rischia meno di chi è ancora bianco. I raggi del sole sono sempre gli stessi per tutti. «L’abbronzatura è una difesa naturale dal danno del sole, dunque l’entità dell’abbronzatura è un indice di questo danno», conclude.


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