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Come si cura la bronchite

9 Ottobre 2019 | Autore:
Come si cura la bronchite

Quali sono i sintomi e i rimedi della malattia e quali esami bisogna fare per arrivare alla diagnosi. C’è diritto all’invalidità?

Tosse, naso che gocciola, mal di gola, fatica, brividi. A volte, mal di schiena, dolori muscolari e qualche linea di febbre, anche fino a 38°. Sono i sintomi più comuni della bronchite. Se la tosse persiste e, da secca diventa grassa con la presenza di muco spesso, siamo sicuramente di fronte ad una bronchite acuta. E non è detto che si tratti di una malattia tipicamente invernale: l’origine può essere virale e, quindi, la patologia è in agguato in qualsiasi momento. Ma come si cura la bronchite? C’è bisogno di soli farmaci oppure ci sono altri accorgimenti da adottare?

Uno degli aspetti da tenere in considerazione è il tipo di bronchite di ci si soffre, se si tratta di una malattia in fase acuta oppure se si è affetti da una bronchite cronica. Quest’ultima può degenerare in Bpco, vale a dire broncopneumopatia cronica ostruttiva. In pratica, presenta una riduzione della velocità del flusso aereo dai polmoni nel momento in cui si butta fuori l’aria. A questo punto, la domanda che sorge spontanea è questa: se la Bpco è una patologia cronica, chi ne soffre ha diritto all’invalidità?

Vedremo, quindi, nel dettaglio che cos’è e come si cura la bronchite, quali sono cause e sintomi e che cosa si può fare, oltre ad assumere i farmaci prescritti dal medico di base o dallo specialista, per alleviare la sintomatologia.

Bronchite: che cos’è?

Come tutte le malattie il cui nome finisce in «ite», anche la bronchite presenta uno stato infiammatorio, in questo caso dei bronchi, o per meglio dire della mucosa che riveste la loro parte interna. Tale infiammazione ha come principale conseguenza la riduzione del flusso d’aria verso i polmoni e, quindi, una maggiore difficoltà a respirare normalmente.

La bronchite può essere acuta o cronica. La prima è quella che si protrae fino a circa 90 giorni, mentre la bronchite cronica dura diversi mesi oppure anni. Diventa broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) quando si aggiunge la riduzione della velocità del flusso di aria dai polmoni verso l’esterno.

Bronchite: quali sono le cause?

Normalmente, le cause della bronchite possono essere di due tipi:

  • tossiche, quando un agente estraneo viene a contatto con la mucosa dei bronchi e ne provoca l’irritazione e l’infiammazione;
  • infettive, quando a provocare la bronchite sono dei virus o dei batteri.

Tra le cause tossiche della bronchite, in cima alla lista troviamo uno dei peggiori nemici dell’uomo, cioè il fumo. Che si tratti di fumo attivo o passivo, la tendenza ad ammalarsi di bronchite tra gli abitudinari delle sigarette è decisamente alta. Tuttavia, il tabacco non è il solo responsabile di una bronchite presa da agenti tossici: l’inquinamento ambientale, lo smog, i gas tossici o le sostanze che si respirano in determinati lavori favoriscono l’insorgere della malattia.

Bronchite: quali sono i sintomi?

Di solito, la bronchite comincia a manifestarsi come un semplice raffreddore: un po’ di febbre, mal di gola, naso che gocciola, senso di stanchezza, qualche brivido. Poi, però, ecco che arriva la tosse, sempre più insistente e la comparsa di muco. Sintomi che già possono far pensare alla presenza della bronchite.

Nello stadio più grave, la febbre aumenta e può arrivare a 39° per almeno 3 giorni, dopodiché scompare. Non così la tosse, che resterà per almeno 2 o 3 settimane prima che se ne vada del tutto.

Altro sintomo comune nei casi di bronchite acuta è quello della fatica a respirare a causa del restringimento temporaneo delle vie aeree. Persone anziane o soggetti con un sistema immunitario alterato possono arrivare all’insufficienza respiratoria acuta o alla polmonite.

Bronchite: come si fa la diagnosi?

Va da sé che, quando si hanno questi sintomi e si avverte che non si tratta di un semplice raffreddore, la prima cosa da fare è farsi visitare dal proprio medico curante, il quale prescriverà una serie di esami per accertare la presenza o meno di una bronchite.

Questi esami possono consistere in una semplice radiografia toracica oppure in una Tac, un prelievo del sangue per capire il livello di ossigenazione o una spirometria per valutare la capacità respiratoria. I risultati vengono messi insieme alla sintomatologia presentata dal paziente in modo da stabilire la possibile diagnosi di bronchite.

Bronchite: come si cura?

Finché si tratta di una bronchite acuta, anche se il nome può spaventare un po’, la guarigione non presenta particolari problemi. Di norma vengono prescritti paracetamolo o ibuprofene per abbassare la febbre ed i sintomi più comuni della malattia. Molti medici preferiscono aggiungerci una cura antibiotica di qualche giorno per maggiore sicurezza, soprattutto se la bronchite è di origine virale o batterica. Aiuta molto anche l’idratazione: bere tanta acqua durante il giorno è una sana abitudine.

Il problema è se la bronchite è di tipo cronico. Qui la guarigione è spesso difficile (altrimenti non verrebbe definita cronica). Tutt’al più si tiene la malattia sotto controllo in modo tale da non farla degenerare in patologie più gravi, come una polmonite o un’insufficienza respiratoria grave che possa portare alla dipendenza da una bombola di ossigeno o, addirittura, al decesso.

La prima cosa che ti sentirai dire dal medico, qualora fossi schiavo delle sigarette, è quella di smettere di fumare definitivamente per evitare ulteriori irritazioni dei bronchi. Poi, per agevolare l’espulsione del muco in eccesso, è necessaria una corretta idratazione (come detto prima, prendere l’abitudine di bere molta acqua) e possono essere prescritti degli aerosol con qualche farmaco da inalare a base di cortisone.

Se il medico lo riterrà opportuno, ci sarà da fare una cura antibiotica per contrastare l’infiammazione di tipo virale o batterico.

Bronchite: c’è diritto all’invalidità?

Le tabelle ufficiali contenenti le malattie che danno diritto all’invalidità civile e, quindi, a determinate agevolazioni o prestazioni gratuite prevedono una percentuale di riduzione della capacità lavorativa solo per due tipi di bronchite, ovvero:

  • la bronchite asmatica cronica, con invalidità al 45%;
  • la bronchite ostruttiva cronica prevalente, con invalidità al 75%.

Nel primo caso, dunque, con il 45% di invalidità si ha diritto ad ausili e protesi (ad esempio un respiratore notturno, se ce ne fosse bisogno).

Nel secondo caso, con una percentuale di invalidità del 75%, si ha diritto a:

  • ausili e protesi;
  • inserimento delle categorie protette per il lavoro agevolato;
  • esenzione dal ticket sanitario per patologia, cioè diritto a esami e visite gratuiti;
  • erogazione dell’assegno mensile di invalidità.

Per ottenere l’assegno di invalidità, oltre alla riduzione della capacità lavorativa al 75%, occorre avere questi requisiti:

  • avere tra 18 e 67 anni;
  • essere regolarmente residente in Italia;
  • non essere titolare di una prestazione di invalidità;
  • avere un reddito non superiore a 4.906,72 euro annui;
  • essere disoccupato.

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