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Differenza tra colf e collaboratrice domestica

5 Agosto 2019 | Autore:
Differenza tra colf e collaboratrice domestica

Rapporto di lavoro domestico: qual è l’inquadramento corretto di colf, badanti e governanti?

Il rapporto di lavoro domestico è un vero e proprio rapporto di lavoro dipendente, anche se, per certi aspetti, semplificato: alle parti del rapporto lavorativo, cioè al datore di lavoro (un privato, una famiglia, una comunità) ed al lavoratore (colf, badante, governante…), si applicano gli stessi diritti e obblighi che valgono per la generalità dei rapporti subordinati.

Come mai allora si sente spesso parlare di collaboratori domestici? Esiste una differenza tra colf e collaboratrice domestica?

Innanzitutto, il termine collaboratore non deve ingannare: il contratto di lavoro domestico è un rapporto subordinato a tutti gli effetti, non si tratta di un rapporto di collaborazione, o parasubordinato.

Il termine colf, poi, è in realtà un’abbreviazione che può indicare diverse categorie di lavoratori domestici.

A questo proposito, bisogna evidenziare che è molto importante inquadrare correttamente, in base alle mansioni svolte ed all’esperienza, il lavoratore domestico, per assicurargli un trattamento corretto ed evitare futuri contenziosi. Ne abbiamo parlato in: Lavoro domestico, scopri come fare tutto in regola. Ma procediamo con ordine.

Come si inquadrano i lavoratori domestici?

L’inquadramento del collaboratore domestico, o della collaboratrice domestica, dipende sia dalle mansioni alle quali il lavoratore o la lavoratrice sono adibiti, sia dall’esperienza. Ai fini del trattamento economico hanno rilevanza anche l’eventuale regime di convivenza e l’orario stabilito.

Il contratto collettivo del lavoro domestico prevede 6 livelli diversi d’inquadramento:

Livello
Lavoratori
A collaboratori domestici generici, non addetti all’assistenza di persone, senza esperienza professionale o con esperienza inferiore a 12 mesi
AS collaboratori domestici che, in possesso della necessaria esperienza, svolgono con competenza le proprie mansioni, relative ai profili lavorativi indicati, a livello esecutivo e sotto il diretto controllo del datore di lavoro
B collaboratori domestici che, in possesso della necessaria esperienza, svolgono con specifica competenza le proprie mansioni, anche se a livello esecutivo
BS
C collaboratori domestici che hanno specifiche conoscenze di base sia teoriche che tecniche, relative allo svolgimento dei compiti assegnati, e che operano con totale autonomia e responsabilità
CS
D e DS collaboratori domestici che, in possesso dei necessari requisiti professionali, ricoprono specifiche posizioni di lavoro caratterizzate da responsabilità, autonomia decisionale o coordinamento

Se il datore di lavoro deve assumere un collaboratore domestico per sostituire, limitatamente alla copertura dei giorni di riposo, uno o più lavoratori a tempo pieno addetti all’assistenza di persone non autosufficienti, ed i sostituiti sono inquadrati nei livelli CS o DS, i sostituti devono essere inquadrati a loro volta nel livello CS o DS.

Com’è inquadrata la colf?

La colf può essere inquadrata in uno dei livelli previsti dalla contrattazione collettiva, in base alle specifiche mansioni svolte ed alla sua esperienza (salvo la particolare ipotesi, appena osservata, relativa alla sostituzione di collaboratori inquadrati nei livelli CS o DS). Se totalmente priva di esperienza, ad esempio, la colf sarà inquadrata nel livello A; se svolge mansioni meramente esecutive, ma è in possesso di specifica competenza, l’inquadramento opportuno è il livello BS.

Che cosa vuol dire colf?

Ma quali sono le mansioni che, nello specifico, svolge la colf? C’è differenza tra la colf e la collaboratrice domestica? E tra colf e badante?

Il termine colf è un’abbreviazione, che sta a significare “collaboratore familiare” o “collaboratrice familiare”.

Non c’è dunque alcuna differenza tra la colf e la collaboratrice familiare, in quanto si tratta di due termini col medesimo significato.

Attenzione, però: il termine collaboratore o collaboratrice familiare è comunemente utilizzato per indicare la generalità dei lavoratori domestici, quindi anche gli addetti all’assistenza, come i badanti.

La parola colf è, invece, diventata d’uso comune per indicare, in contrapposizione alla categoria dei badanti, cioè degli addetti all’assistenza personale, le categorie di lavoratori domestici addetti alla cura della casa: ad esempio, addetti alle pulizie, governanti, maggiordomi.

Differenza tra colf e badanti

La legge [1] e il contratto collettivo del lavoro domestico non effettuano, comunque, alcuna distinzione tra colf e badanti. Normativa e contrattazione collettiva intendono difatti, per addetti ai servizi personali domestici, i lavoratori e le lavoratrici che svolgono la loro attività per il funzionamento della vita familiare, sia che si tratti di personale con qualifica specifica, sia che si tratti di personale adibito a mansioni generiche.

Gli addetti all’assistenza e gli addetti alla cura della casa non sono trattati in modo differente, ma i lavoratori sono inquadrati, come abbiamo osservato, in base all’esperienza ed alla specificità delle mansioni.

note

[1] L. 339/1958.


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