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È legale riprodurre un’opera d’arte?

4 Agosto 2019 | Autore:
È legale riprodurre un’opera d’arte?

Cos’è il diritto d’autore? È lecito copiare un’opera famosa e metterla in commercio? Cos’è il falso d’autore e quando è reato?

I grandi artisti hanno ricevuto il dono di poter essere ricordati anche dopo la morte grazie al frutto del loro ingegno e del loro estro: persone come Leonardo da Vinci, Van Gogh e Picasso resteranno per sempre nella memoria di tutti grazie a ciò che hanno prodotto. Estasiati dalle opere di questi grandi artisti, molte persone, un po’ per diletto, un po’ con intenzioni serie, si cimentano nella riproduzione delle opere d’arte più famose: è così possibile ammirare l’esatta copia della Gioconda, dell’Urlo, della Guernica.

Ma è legittimo tutto ciò? In altre parole: è legale riprodurre un’opera d’arte? Se sì, a quali condizioni? Si può esporre o mettere in commercio la copia di un’opera d’arte? Se cerchi risposte a queste domande, sei nel posto giusto.

Opere d’arte: quali sono?

Prima di vedere se è legale riprodurne una, vediamo cosa si intende per opera d’arte. Secondo la legge [1], le opere d’arte sono opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.

Di conseguenza, sono opere d’arte, ad esempio: le opere letterarie, scientifiche, didattiche, drammatiche (tanto se in forma scritta quanto se orale); le composizioni musicali, con o senza parole; le opere della scultura, della pittura, dell’arte del disegno, della incisione e delle arti figurative similari; le opere dell’architettura; le opere dell’arte cinematografica, muta o sonora; le opere fotografiche.

Diritto d’autore: cos’è?

La risposta al quesito se sia possibile riprodurre un’opera d’arte passa necessariamente per la spiegazione di cosa sia il diritto d’autore.

Ogni opera d’arte (intesa in senso ampio, come spiegato nel paragrafo precedente) è protetta dal diritto d’autore, cioè da quella situazione giuridica che consente al creatore dell’opera di attribuirsi la paternità del suo lavoro (diritto morale d’autore) e di beneficarne economicamente (ad esempio, dalla vendita; diritto patrimoniale d’autore).

Tizio, dopo anni di lavoro, ha finalmente ultimato il suo romanzo. Per il solo fatto di esserne l’autore, la legge gli riconosce il diritto esclusivo di attribuirsene la paternità, nonché quello di guadagnare dalla vendita della propria opera.

È lecito copiare un’opera d’arte?

Siamo pronti ora a dare una risposta alla domanda posta come titolo dell’articolo: è legale riprodurre un’opera d’arte? La risposta, tendenzialmente, è negativa. Secondo la legge [2], è punito con la reclusione da tre mesi fino a quattro anni e con la multa da euro 103 a euro 3.099 chi, al fine di trarne profitto, contraffà, altera o riproduce un’opera di pittura, scultura o grafica, ovvero un oggetto di antichità o di interesse storico od archeologico.

Il dettato normativo è piuttosto chiaro: chi riproduce un’opera d’arte di qualsiasi tipo rischia la galera, purché però vi sia lo scopo di lucro, cioè la precisa volontà di copiare per guadagnare.

Da tanto si evince che colui che si diletta, in casa propria, a riprodurre fedelmente opere d’arte solamente per il puro piacere di farlo, senza avere intenzione di spacciare per originale il proprio lavoro, potrà farlo tranquillamente senza incorrere in alcuna sanzione.

Caia è un’artista appassionata di pittura. Nel suo studio personale si diletta a riprodurre su tela le opere dei più grandi artisti, come Caravaggio, Van Gogh e Manet. Una volta terminato, mostra il suo lavoro agli amici e ne fa dei quadri per la propria casa e per fare qualche regalo.

Nell’ipotesi sopra illustrata, nessun reato viene commesso da chi riproduce opere d’arte solamente per passione, esercizio o diletto: l’importante, come detto, è che non ci sia lo scopo di lucro, nel senso che la copia non può essere spacciata per l’originale.

La legge, tra l’altro, non punisce solamente il falsario ma anche colui che, senza aver preso parte alla contraffazione, pone in commercio, o detiene per farne commercio, spacciandoli per autentici, esemplari contraffatti, alterati o riprodotti di opere di pittura, scultura, grafica o di oggetti di antichità, o di oggetti di interesse storico od archeologico. Stessa sanzione si applica anche a chi, pur conoscendone la falsità, autentica opere d’arte contraffatte o riprodotte.

In pratica, la legge punisce non solo il falsario, ma anche coloro che, conoscendo la falsità, cercano di trarne profitto vendendo le opere spacciandole per autentiche.

Quando è legale riprodurre un’opera d’arte?

Quanto detto nel paragrafo precedente ci permette di comprendere anche quando è legale riprodurre un’opera d’arte.  È possibile copiare, fin nel minimo dettaglio, un’opera d’arte altrui quando non la si spacci per autentica: in tali casi, si parla di falso d’autore.

Secondo la legge, il falso d’autore non è reato quando viene riconosciuto come tale. In pratica, occorre dichiarare espressamente all’atto dell’esposizione o della vendita che l’opera non è autentica, mediante annotazione scritta sull’opera o, quando ciò non sia possibile per la natura o le dimensioni della copia o dell’imitazione, mediante dichiarazione rilasciata al momento dell’esposizione o della vendita.

Dunque, ciò che occorre per riprodurre fedelmente un’opera d’arte e poterla mettere in vendita o, comunque, a disposizione del pubblico è di munirsi di un vero e proprio “certificato di falso d’autore” che garantisca all’acquirente che l’opera che sta acquistando non è un originale, ma il lavoro di un artista che riesce a riprodurre alla perfezione un’opera celebre.

note

[1] Legge n. 633 del 22 aprile 1941, n. 633.

[2] Art. 178, d. lgs. n. 42/2004 (codice dei beni culturali e del paesaggio).

Autore immagine: Pixabay.com


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