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Posso rinunciare all’eredità se ho debiti?

4 Agosto 2019
Posso rinunciare all’eredità se ho debiti?

Successione: cosa possono fare i creditori se il debitore rinuncia all’eredità e come si tutelano gli altri eredi.

Quando un erede ha debiti, gli altri eredi rischiano insieme a lui un pignoramento, almeno fin quando la comunione ereditaria non è stata divisa. Prima di questo momento, infatti, il bene spettante pro quota a tutti gli eredi può essere oggetto di pignoramento. Di qui l’abitudine, da parte di alcuni, di rinunciare all’eredità proprio per non far aggredire il patrimonio del defunto dai creditori. Ma si può fare? È legale questo comportamento? Se anche tu ti sei già chiesto «posso rinunciare all’eredità se ho debito» ecco ciò che devi sapere.

Che succede se uno degli eredi ha debiti?

Secondo quanto dispone il codice civile, ognuno risponde dei debiti che ha contratto con tutto il proprio patrimonio, presente e futuro. Per «patrimonio futuro» si intendono i beni che, anche dopo la nascita del debito, dovessero divenire di titolarità del debitore a seguito di atto di acquisto, donazione o testamento.

Nello specifico caso dell’eredità, l’erede può subire indifferentemente il pignoramento dei propri beni personali o di quelli ricevuti in successione. Ma questi ultimi possono essere aggrediti solo dopo l’accettazione dell’eredità. Prima di questo momento, il semplice fatto di essere “eredi potenziali” (o, secondo la terminologia tecnica, “chiamati all’eredità”) non comporta alcun rischio, non potendo il creditore sottoporre ad esecuzione forzata dei beni che ancora non sono entrati di titolarità del debitore.

Il fatto poi che l’erede acquisti solo una quota di proprietà del patrimonio del defunto – ad esempio una casa – non toglie il diritto del creditore di pignorare l’intero bene, salvo poi, all’esito della vendita coattiva, restituire agli altri contitolari il valore corrispondente alle rispettive quote.

Francesco e Andrea sono eredi del padre al 50%. Entrambi accettano l’eredità e diventano comproprietario della casa genitoriale per metà ciascuno. Andrea ha molti debiti, così i suoi creditori ipotecano e pignorano l’immobile ricevuto in successione. L’esecuzione forzata sfocia nella vendita all’asta e nell’aggiudicazione dell’intero bene a un offerente. Il prezzo da questi pagato viene, per metà, restituito a Francesco e, per l’altra metà, va a coprire il più ampio debito di Andrea.

Come evitare il pignoramento dei beni ereditati

La “truffa” – se così vogliamo chiamarla – per impedire ai creditori di pignorare i beni dell’eredità viene spesso architettata nel seguente modo (ne abbiamo già parlato, in modo più approfondito, nell’articolo Rinuncia all’eredità per debiti dell’erede). L’erede debitore rinuncia all’eredità. I suoi creditori così non possono mettere le mani sui beni del defunto. Gli altri eredi, quindi, vedono aumentare le rispettive quote di eredità per via di tale rinuncia. A fronte di ciò, però, con un accordo sottobanco, questi ultimi garantiscono il godimento dei beni al rinunciatario.

Peppino, Romualdo e Ivano sono stati citati nel testamento del padre, il quale ha voluto lasciare loro la propria villa, divisibile in tre unità immobiliari distinte. Ivano però è pieno di debiti e i suoi fratelli, per evitare che l’immobile vada all’asta, lo convincono a rinunciare all’eredità. In cambio però sono disposti a cedergli l’uso di uno dei tre appartamenti con la promessa che, di lì a qualche anno, lo intesteranno a suo figlio.

Si può rinunciare all’eredità in presenza di debiti?

Tecnicamente, si può rinunciare all’eredità anche in presenza di debiti e nonostante lo scopo sia quello di evitare il pignoramento. Solo chi ha già accettato l’eredità non può più rinunciarvi: difatti l’accettazione è un atto irrevocabile (al contrario della rinuncia che può essere revocata entro i 10 anni dall’apertura della successione).

Si può rinunciare all’eredità in presenza di debiti ma i creditori possono sempre opporsi a tale scelta. Difatti, la legge consente a questi ultimi di esperire un’azione volta a revocare la scelta del debitore che potrebbe pregiudicarli.

I creditori possono, quindi, ricorrere al giudice per fasi autorizzare ad accettare l’eredità al posto del debitore che vi ha invece rinunciato. Lo scopo è, chiaramente, rivolto a poter, in un momento successivo, pignorare i beni della successione fino alla conferenza del credito, proprio come se la rinuncia non fosse mai avvenuta.

La revocatoria della rinuncia all’eredità presuppone è possibile solo se l’erede rinunciatario non era in possesso di altri beni personali pignorabili su cui i creditori avrebbero potuto soddisfarsi.

Marco rinuncia all’eredità del padre perché ha un debito di 50mila euro. Tuttavia, egli è proprietario di un terreno che ne vale almeno 70mila. In tal caso i creditori non possono opporsi alla sua scelta.

Erede con debiti: cosa possono fare gli altri eredi?

Come abbiamo anticipato, se uno degli eredi ha dei debiti, i suoi creditori possono decidere di pignorare i beni su cui questi ha una quota di eredità. Cosa possono fare gli altri eredi per difendersi? Ci sono tre vie:

Cosa possono fare gli altri eredi per difendersi? Hanno tre opzioni:

  • possono chiedere la separazione della quota pignorata: ossia, laddove possibile, dividere in natura il bene e quindi liberarlo dalla quota pignorata. Nell’esempio di poc’anzi, i due fratelli senza debiti possono far dividere la villa in tre unità catastali differenti intestate ciascuna a ognuno dei tre eredi. Questa soluzione è facile da realizzare in caso di terreni mentre più difficile con le case;
  • chiedere la divisione dell’immobile in natura. Il risultato pratico è pressoché identico al precedente, ma in questo caso è necessario prima un giudizio di divisione dell’immobile, sospendendo l’esecuzione forzata;
  • chiedere la vendita della quota indivisa: viene venduta solo una quota percentuale del bene, cosa però molto difficile perché è improbabile che qualcuno compri una proprietà in comunione con un altro soggetto di cui non sa nulla.


1 Commento

  1. Nel caso di morte di un coniuge, proprietario di un immobile, che ha fatto testamento in favore del figlio, il coniuge superstite, che ha un debito nei confronti dello stato, cosa rischia?
    grazie

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