Diritto e Fisco | Articoli

Riposo giornaliero dal lavoro

6 Agosto 2019 | Autore:
Riposo giornaliero dal lavoro

Sino a quante ore al giorno può lavorare un dipendente: orario lavorativo massimo, deroghe ed eccezioni, sanzioni.

La legge [1] prevede che l’orario settimanale, per i lavoratori dipendenti, non possa superare le 48 ore, straordinari compresi: sono però previste numerose deroghe ed eccezioni a questo limite.

La normativa non prevede, invece, un orario massimo giornaliero, o meglio non lo prevede esplicitamente: tutti i lavoratori dipendenti, difatti, a prescindere dalla durata normale dell’orario settimanale, hanno diritto a 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore. In sostanza, la legge prevede un riposo giornaliero pari a 11 ore consecutive: il dipendente può, dunque, svolgere la propria attività per non più di 13 ore al giorno.

Anche relativamente a questo limite orario e alla consecutività della fruizione del riposo sono previste delle deroghe: ad esempio, fanno eccezione le attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata o da regimi di reperibilità.

In ogni caso, i casi in cui si può derogare alle disposizioni sul riposo minimo giornaliero sono più limitati, rispetto alle ipotesi di deroga dell’orario massimo settimanale e del riposo settimanale. Ma procediamo con ordine.

Come funziona il riposo giornaliero?

Il lavoratore dipendente, nel dettaglio, ha diritto a 11 ore di riposo consecutive ogni 24 ore, calcolate dall’ora di inizio dell’attività lavorativa.

In pratica, se il dipendente ha iniziato a lavorare alle 9 del mattino, per verificare se il riposo giornaliero è stato rispettato è sufficiente considerare le 24 ore precedenti, quindi l’arco di tempo che parte dalle ore 9 del giorno prima: se in questo lasso di tempo il dipendente ha fruito di almeno 11 ore di riposo continuative, la normativa in materia di riposi giornalieri è stata rispettata.

Nel periodo di riposo di 11 ore non devono essere considerati:

  • i riposi intermedi e le soste, come la pausa di lavoro di 10 minuti, obbligatoria se l’orario giornaliero supera le 6 ore;
  • l’interruzione dell’attività per i pasti;
  • le pause di lavoro di durata inferiore a 10 minuti (necessarie, ad esempio, per i bisogni fisiologici del dipendente);
  • le pause di lavoro di durata tra i 10 minuti e le 2 ore, durante le quali non sia richiesto alcun tipo di attività lavorativa, come la pausa pranzo.

Queste pause, infatti, pur non rientrando nell’orario di lavoro, non rientrano nemmeno nel periodo di riposo giornaliero obbligatorio.

È lecito l’accordo che diminuisce il riposo giornaliero?

Il periodo di riposo di 11 ore è un periodo minimo, salvi i casi che osserveremo, in cui le deroghe sono consentite: pertanto, l’eventuale accordo che diminuisce la durata del riposo è nullo e sostituito di diritto dalla disposizione di legge.

Si può frazionare il riposo giornaliero?

Il riposo giornaliero deve essere fruito dal lavoratore in modo consecutivo, cioè deve beneficiare delle ore di interruzione «di fila». Fanno però eccezione le attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata: si tratta di quelle mansioni che, per loro natura, sono inframmezzate da lunghe interruzioni, come le attività degli addetti alle pulizie o alla ristorazione, o dei lavoratori che devono sottostare a regimi di reperibilità. In questi casi, è il contratto collettivo applicato a disciplinare le più opportune modalità di fruizione del riposo.

Come funziona il riposo giornaliero per chi ha più rapporti di lavoro?

Il dipendente ha diritto al periodo di riposo giornaliero anche se risulta titolare di più rapporti di lavoro [2]: le 11 ore di interruzione devono essere rispettate comunque, a prescindere dall’orario svolto in concreto per ciascun rapporto lavorativo.

In questi casi, il lavoratore deve comunicare ai datori di lavoro l’ammontare delle ore in cui può prestare la propria attività, nel rispetto dei limiti indicati dal decreto sull’orario di lavoro.

Eccezioni al riposo giornaliero

Le disposizioni sul riposo giornaliero non sono applicate ai dipendenti la cui durata dell’orario, a causa delle caratteristiche dell’attività esercitata, non è determinata, o può essere determinata dal lavoratore. È il caso:

  • dei dirigenti o del personale con potere di decisione autonomo;
  • della manodopera familiare;
  • dei lavoratori nel settore liturgico delle chiese e delle comunità religiose;
  • dei lavoratori a domicilio o con rapporto di telelavoro.

Bisogna comunque rispettare, in questi casi, i principi generali in materia di sicurezza e salute dei lavoratori, assicurando una protezione appropriata.

Disposizioni particolari si applicano poi agli autisti, al personale sanitario, al personale mobile dipendente da aziende autoferrotranviarie, e ai lavoratori impiegati a bordo di navi da pesca marittima.

Deroghe al riposo giornaliero

È, inoltre, possibile derogare alle disposizioni in merito al riposo giornaliero obbligatorio attraverso contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali, se stipulati con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, oppure con decreto ministeriale.

Le deroghe in materia di riposi giornalieri possono essere stabilite nei seguenti casi:

  • attività caratterizzate dalla distanza fra la sede di lavoro e la residenza del lavoratore, o dalla distanza tra diversi luoghi di lavoro;
  • attività di guardia, sorveglianza e permanenza;
  • attività per le quali si deve assicurare la continuità del servizio o della produzione, come:
    • i servizi relativi all’accettazione, al trattamento o alle cure prestati da ospedali o strutture analoghe, da case di riposo e da carceri;
    • i servizi del personale portuale o aeroportuale;
    • i servizi della stampa, radiofonici, televisivi, di produzione cinematografica, postali o delle telecomunicazioni, di servizi di ambulanza, antincendio o di protezione civile;
    • i servizi di produzione, di conduzione e distribuzione del gas, dell’acqua e dell’elettricità, i servizi di raccolta dei rifiuti domestici o degli impianti di incenerimento;
    • le industrie in cui il lavoro non può essere interrotto per ragioni tecniche;
    • le attività di ricerca e sviluppo;
    • le attività agricole;
    • i servizi regolari di trasporto passeggeri in ambito urbano;
  • situazioni di sovraccarico prevedibile di attività, in particolare nell’agricoltura, nel turismo e nei servizi postali;
  • attività discontinue, attività connesse al trasporto ferroviario e che assicurano la regolarità del traffico ferroviario, servizio prestato a bordo dei treni, per il personale che lavora nel settore dei trasporti ferroviari;
  • situazioni dovute a circostanze estranee al datore di lavoro, eccezionali e imprevedibili o eventi eccezionali, le cui conseguenze sarebbero state comunque inevitabili, nonostante la diligenza osservata;
  • casi di incidente o di rischio di incidente imminente.

Si può, inoltre, derogare alla disciplina in materia di riposi giornalieri:

  • per l’attività di lavoro a turni, tutte le volte in cui il dipendente cambia squadra e non può usufruire di periodi di riposo giornaliero tra la fine del servizio di una squadra e l’inizio di quello della squadra successiva;
  • per le attività caratterizzate da periodo di lavoro frazionati durante la giornata, in particolare del personale addetto alle attività di pulizie.

Riposi giornalieri compensativi

Nel caso in cui si deroghi al riposo giornaliero, devono essere predisposti periodi equivalenti di riposi compensativi, da riconoscere in un momento immediatamente successivo al carico di lavoro aggiuntivo che non ha permesso l’interruzione di 11 ore.

Nel caso in cui non sia oggettivamente possibile la compensazione, devono essere concesse al lavoratore misure appropriate di protezione.

A chi non si applicano le disposizioni sui riposi?

Le disposizioni contenute nel decreto sull’orario di lavoro si applicano alla generalità dei lavoratori. Ci sono però delle categorie escluse dall’applicazione del decreto, quindi anche dalla disciplina dei riposi giornalieri. Si tratta:

  • della gente di mare;
  • del personale di volo nell’aviazione civile;
  • dei lavoratori mobili (Dir. 2002/15/CE);
  • degli addetti ai servizi di vigilanza privata.

Per altre categorie, invece, si esclude l’applicazione del decreto solo per particolari esigenze inerenti al servizio svolto, per finalità istituzionali o per ragioni connesse ai servizi di ordine e sicurezza pubblica, di difesa e protezione civile. Si tratta:

  • del personale delle forze armate e di polizia;
  • del personale dei servizi di protezione civile;
  • del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
  • dei lavoratori delle strutture giudiziarie e penitenziarie;
  • dei lavoratori delle strutture destinate, per finalità istituzionali, alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica;
  • del personale delle biblioteche, dei musei e delle aree archeologiche dello Stato, in presenza di particolari esigenze inerenti al servizio espletato o di ragioni connesse ai servizi di ordine e sicurezza pubblica, di difesa e protezione civile;
  • del personale della scuola;
  • degli addetti al servizio di polizia municipale e provinciale.

Sanzioni per il mancato rispetto del riposo giornaliero

Se il datore di lavoro non permette al lavoratore di fruire del riposo giornaliero minimo è sanzionato come segue:

Violazione
Sanzione minima (in euro)
Sanzione massima (in euro)
Mancato rispetto del diritto del lavoratore al riposo giornaliero di 11 ore consecutive ogni 24 ore100(+ 20 maggiorazione)300(+ 60 maggiorazione)
Se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori o se si verifica in almeno 3 periodi di 24 ore600(+ 120 maggiorazione)(+ 400 maggiorazione)
Se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori o se si verifica in almeno 5 periodi di 24 ore1.800(+ 360 maggiorazione)(+ 600 maggiorazione)
non è ammesso il pagamento delle sanzioni in misura ridotta.

note

[1] D.lgs. 66/2003,

[2] Circ. Min. Lavoro 8/2005.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube