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In quali spiagge ci sono più bagnini donne

3 Agosto 2019
In quali spiagge ci sono più bagnini donne

Ecco in quali regioni d’Italia spopolano le ragazze vestite di rosso. In crescita anche gli stranieri.

La statistica che stiamo per pubblicare potrebbe sembrare influenzata dall’industria turistica, per “dirottare” le prenotazioni dei bagnanti in determinati lidi piuttosto che in altri. Eppure la fonte di questi dati è ufficiale: a rivelare in quali spiagge ci sono più donne quest’estate è l’agenzia di stampa Adnkronos. Che ricorda come, alla fine degli anni ’80 in America spopolava la serie tv Baywatch, con Casey Jean Parker e la prorompente bagnina interpretata da Pamela Anderson. Ci sono voluti anni perché arrivasse anche in Italia un esercito ‘rosa’ di donne bagnino arruolate in ogni regione. Ed è la Calabria a fare da capofila con oltre il 21% delle assistenti in attività, in una sorta di classifica diffusa dalla Cna Turismo e Commercio. A seguire il Trentino Alto Adige (8,5%), il Veneto (8,4%), la Campania (6,6%) e l’Emilia Romagna (6,2%).

L’età media delle assistenti bagnanti è di 18 anni, molto bassa, tanto che diverse tra di loro non hanno ancora completato l’iter scolastico.

Tra le più grandi è diffusa la scolarità medio-superiore con picchi di diplomate del 18% in Emilia Romagna, del 14,9% in Calabria e del 12,1% in Campania.

In crescita è anche la presenza di immigrati. In tutto sono 1.430, rappresentano il 9,7% del totale e registrano in un solo anno un incremento del 2,86%.

Disaggregando questo dato sono il Friuli Venezia Giulia (con il 21,3%) e la Liguria (con il 14,5%) le regioni dov’è più forte la presenza di immigrati tra gli assistenti bagnanti. A seguire Puglia (6,8%), Marche e Sicilia.

I bagnini operativi in Italia – continua Adnkronos – sono in tutto 14.750, di cui 11 mila addetti direttamente al salvamento. I maschi sono 12.390 (84%), le donne 2.360, vale a dire il 16%, il 2% in più dell’anno scorso. Ma vanno sfatati alcuni luoghi comuni: si tratta di un’attività per giovani, ma non per giovanissimi, essendo richiesta  maturità e freddezza: solo il 35% del totale ha meno di 40 anni.

La predominante stagionalità dell’attività impone che il 90% dei contratti sia a tempo determinato. La retribuzione media annua di un assistente bagnante si fissa a poco sotto i 9mila euro. A livello di istruzione scolastica, il 61,2% degli assistenti bagnanti si è fermato alla scuola dell’obbligo, il 15,8% ha conseguito il diploma secondario, il 2% è in possesso di un diploma universitario e il 21% ha frequentato corsi di formazione professionale.

Sei addetti su dieci prestano la propria attività nelle imprese fino a 9 dipendenti, il 31% nelle imprese tra 10 e 49 addetti, il 9% nelle imprese da 50 occupati in poi. Quasi un’impresa su 10 (il 9%) denuncia difficoltà a reclutare forza lavoro specializzata. L’attività di  bagnino è profondamente mutata negli ultimi anni esigendo nuove e più approfondite doti professionali, spiega ancora la Cna, si richiede una maggiore preparazione rispetto al passato, esperienza acquisita sul campo, la frequenza di corsi di aggiornamento. Ma a che cosa è dovuta la crescita dell’occupazione femminile in questo settore?

Probabilmente alla maggiore propensione femminile verso alcune doti richieste quali le capacità organizzative, l’accuratezza, la comprensione.


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