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Sfiducia a Salvini, presentata la mozione: ecco quando si vota

3 Agosto 2019 | Autore:
Sfiducia a Salvini, presentata la mozione: ecco quando si vota

La mozione presentata dal Pd è stata rinviata a settembre e sarà uno dei primi argomenti da trattare alla ripresa dei lavori parlamentari.

Il Parlamento va in ferie fino al 9 settembre ed ha già fissato l’agenda dei lavori alla ripresa: il primo punto messo all’ordine del giorno, come rivela l’agenzia stampa AdnKronos che ha diffuso il calendario stabilito dalla Camera dei deputati, riguarderà la mozione di sfiducia a Salvini, presentata dal Pd nei giorni scorsi. Dopo la bagarre in aula nella scorsa settimana (Lega, M5S, Forza Italia e Fratelli d’Italia si erano rifiutati di discuterla ad agosto prima della pausa estiva) la mozione è stata quindi inserita, con l’accordo dei capigruppo delle forze parlamentari, tra i principali punti di discussione all’ordine del giorno dell’assemblea settembrina.

Ecco quando si vota: l’assemblea si riunirà lunedì 9 settembre alle ore 14 “con eventuale prosecuzione notturna” già prestabilita, data la delicatezza e l’importanza dei temi da trattare. Si partirà dall’esame del progetto di legge sulla riduzione del numero dei parlamentari (già approvato in prima deliberazione da entrambe le Camere ed in seconda deliberazione dal Senato); trattandosi di una modifica costituzionale, è indispensabile ottenere l’approvazione per questo secondo passaggio anche dalla Camera dei deputati affinché la riforma possa entrare in vigore.

La discussione sulla mozione di sfiducia a Salvini, invece, è stata fissata per giovedì 12 settembre alle ore 15. Ricordiamo che la mozione era stata presentata il 25 luglio scorso dal gruppo dei parlamentari Pd e riguarda il voto di sfiducia individuale richiesto nei confronti del ministro dell’Interno per la vicenda dei presunti finanziamenti illeciti provenienti dalla Russia tramite esponenti vicini a Salvini. Il Pd fino al giorno dell’ultima seduta, tenuta lo scorso giovedì 1 agosto, aveva premuto per la sua discussione immediata, prima degli altri argomenti in calendario, ma le altre forze politiche hanno detto no: tutto rinviato, quindi, al 12 settembre.

La mozione di sfiducia individuale, proposta contro un solo ministro anziché contro l’intero Governo è uno strumento atipico, non direttamente previsto dalla Costituzione, che si limita a stabilire [1] che il Governo deve avere la fiducia di entrambe le Camere e che ciascuna Camera (dunque la Camera dei deputati ed il Senato) possano revocare la fiducia mediante mozione motivata, firmata da almeno un decimo dei componenti, e votata per appello nominale (quindi senza voto segreto). La Corte Costituzionale in seguito ha però ammesso la possibilità di proporre la sfiducia contro un solo ministro, preservando così il Governo dalla caduta. In caso di accoglimento, il ministro sfiduciato ha l’obbligo di dimettersi [2].


note

[1] Art. 94 Cost.: «Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale. Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia. Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni. La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione».

[2] Art. 95 comma 2 Cost.: «I Ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei Ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri».

C. Cost., sent. n. 7/1996 del 18 gennaio 1996: «Gli effetti derivanti dalla approvazione di una mozione siffatta sono … : in primis, l’obbligo del titolare dell’organo colpito da sfiducia di dimettersi. Qualora questo obbligo non sia rispettato, il Presidente della Repubblica può nominare il nuovo titolare dell’ufficio, con sostituzione del titolare sfiduciato».


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