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Come denunciare il datore di lavoro online

4 Agosto 2019 | Autore:
Come denunciare il datore di lavoro online

Grazie al servizio Cip dell’Inps i dipendenti potranno segnalare il lavoro nero, grigio e tutte le irregolarità e gli errori dell’azienda.

Addio al lavoro nero, al lavoro grigio e ai raggiri del datore di lavoro (come dichiarare all’Inps di aver corrisposto gli assegni familiari al dipendente senza averli realmente pagati)? Sembrerebbe proprio di sì: grazie al nuovo servizio Cip dell’Inps, difatti, i dipendenti possono controllare in tempo reale la propria posizione lavorativa e previdenziale.

Il servizio è disponibile nel sito web dell’Inps, o tramite l’app Inps mobile. Oltre alla possibilità di consultare le informazioni che lo riguardano, il lavoratore può segnalare tutte le difformità e le incongruenze riscontrate: può dunque, a seconda dei casi, denunciare il lavoro nero, nell’ipotesi in cui si accorga che il datore di lavoro non lo ha regolarmente assunto, o il lavoro grigio, nel caso in cui sia stato assunto, ma con una retribuzione o un inquadramento diverso rispetto alle mansioni o all’orario effettivamente svolto. Può inoltre segnalare tutte le ulteriori difformità riscontrate ed eventuali raggiri dell’azienda: assenze dichiarate all’Inps ma non effettuate, retribuzione imponibile minore, assegni e indennità non percepite.

Ma come denunciare il datore di lavoro online? Cerchiamo di capire, in base alle nuove istruzioni dell’Inps [1], quali informazioni si possono verificare online, tramite il servizio web o l’app Cip, e come fare per segnalare tutte le irregolarità all’Inps.

Il servizio di consultazione delle informazioni previdenziali avrà molto probabilmente un impatto notevole nella lotta al lavoro irregolare, e metterà “ko” i “vecchi trucchetti” utilizzati dai datori di lavoro disonesti.

Il lavoro nero e grigio resisteranno comunque, anche se in misura minore: pensiamo ai casi in cui è lo stesso dipendente a chiedere di lavorare in nero per percepire dei sussidi ai quali non avrebbe diritto (nel caso del reddito di cittadinanza, però, il lavoratore rischia sino a 6 anni di galera; ne abbiamo parlato in: Reddito di cittadinanza, come evitare la galera). Vanno inoltre considerati tutti quei lavoratori che hanno difficoltà ad utilizzare le applicazioni ed i servizi web: l’Inps, nelle istruzioni sull’utilizzo del nuovo servizio, non menziona la possibilità di farsi assistere gratuitamente da un patronato, anche se nulla vieta al dipendente di farsi assistere da un professionista riguardo alla consultazione dei dati (a pagamento, però). Ma procediamo con ordine.

Come si accede al servizio di consultazione del rapporto di lavoro?

Il nuovo servizio Cip (consultazione info previdenziali), è disponibile sul sito web istituzionale dell’Inps e sull’app “Inps mobile”.

Per entrare nel servizio, il cittadino deve possedere:

  • il pin per l’accesso ai servizi online dell’Inps: questo codice può essere ottenuto in via immediata, identificandosi presso uno sportello della propria sede Inps, oppure può essere richiesto online; attenzione, però: a seguito della procedura di richiesta online, il pin che viene fornito non è dispositivo, ma di sola consultazione; è l’interessato a doverlo convertire in pin dispositivo, inviando via web o fax un apposito modulo corredato del documento d’identità; al momento, per il servizio Cip l’Inps non ha ancora chiarito se occorre il pin dispositivo o se basta il pin per la sola consultazione;
  • in alternativa, il cittadino può accedere tramite Spid: si tratta di un’unica identità digitale, che consente di accedere a tutti i servizi online delle pubbliche amministrazioni; per approfondire: Spid, che cos’è e come funziona;
  • il cittadino può anche accedere tramite Cns, carta nazionale dei servizi.

Al servizio si accede tramite il seguente percorso: Prestazioni e Servizi / CIP Consultazione info previdenziali. In alternativa, basta digitare sulla barra di ricerca del sito web dell’Inps la parola “Cip”per reperire immediatamente il link diretto per l’accesso al servizio.

Chi può utilizzare il servizio di consultazione del datore di lavoro?

Il servizio Cip può essere utilizzato, per ora, dai soli lavoratori dipendenti del settore privato non agricolo: non è dunque disponibile per i dipendenti pubblici e per i lavoratori agricoli, in quanto enti pubblici e datori di lavoro del settore agricolo utilizzano differenti sistemi di trasmissione delle dichiarazioni periodiche all’Inps.

Quali informazioni si possono verificare?

Il servizio Cip consente di visualizzare, all’interno del periodo selezionato, una serie di informazioni ulteriori rispetto a quelle presenti nell’estratto conto previdenziale del cittadino.

Accedendo con le proprie credenziali sull’apposita sezione del sito web o dell’app “Inps mobile”, ciascun lavoratore può verificare, per ogni mese e per ogni datore di lavoro, i seguenti dati:

  • la denominazione del datore di lavoro;
  • la categoria di inquadramento contrattuale del lavoratore (dirigente, quadro, impiegato, operaio, etc.);
  • la tipologia del rapporto di lavoro (tempo indeterminato, tempo determinato, tempo pieno, tempo parziale, etc.);
  • la retribuzione imponibile a fini previdenziali, con evidenza separata dell’eventuale imponibile eccedente il massimale (cioè dell’imponibile superiore a 102.543, per l’anno 2019, sul quale nella generalità dei casi non vanno applicati contributi);
  • la presenza e l’ammontare di conguagli effettuati per assegni al nucleo familiare, distinti in arretrati e correnti;
  • la presenza di conguagli effettuati per permessi e congedi a tutela della maternità e della paternità che danno titolo ad accrediti di contributi figurativi;
  • la presenza di conguagli effettuati per periodi di malattia che danno titolo ad accrediti di contributi figurativi.

La ricerca può essere effettuata per un periodo massimo di 18 mesi, ricompreso fra il periodo di paga gennaio 2010 e il secondo mese antecedente alla data della ricerca stessa.

Il lavoratore può esportare le informazioni disponibili in formato Pdf ed Excel: queste informazioni non hanno comunque valore certificativo, e potrebbero non coincidere con quelle presenti nell’estratto conto previdenziale, in quanto l’inserimento della contribuzione in estratto avviene solo a seguito di ulteriori controlli da parte dell’Inps.

Con i successivi sviluppi del servizio, l’Inps renderà disponibili ulteriori informazioni relative al rapporto di lavoro e, a regime, il lavoratore potrà visualizzare tutti i dati trasmessi dal datore di lavoro con la denuncia Uniemens (giornate lavorate, assenze, tutti i conguagli effettuati dal datore di lavoro, eventuale accantonamento del Tfr al Fondo di Tesoreria, contratto collettivo applicato, etc.).

Come denunciare le irregolarità?

Nella pagina dedicata al servizio, a breve, sarà disponibile un collegamento per segnalare le irregolarità riscontrate tra le informazioni presenti nel servizio Cip e la situazione reale conosciuta dal dipendente: tramite un’apposita procedura online di segnalazione, il lavoratore potrà descrivere le differenze rilevate e inviare la relativa comunicazione alla sede Inps competente.

Le segnalazioni inviate dai lavoratori all’Inps, in seguito alla consultazione dei dati disponibili nel servizio Cip, daranno impulso all’attivazione dei controlli di vigilanza, fornendo informazioni essenziali per far emergere situazioni anomale o irregolari. In pratica, il lavoratore potrà inviare gli ispettori in azienda con un clic.


note

[1] Inps messaggio 2970/2019.


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