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Spese psicologo: sono detraibili?

26 Agosto 2019 | Autore:
Spese psicologo: sono detraibili?

Come molti trattamenti medici anche quelli psicologici hanno un costo. Leggendo questo articolo scoprirai se le spese per lo psicologo sono detraibili oppure no.

Le visite (o le terapie) dallo psicologo comportano quasi sempre delle spese – a volte onerose – dunque, è giusto chiedersi se tali esborsi sono fiscalmente detraibili. Per rispondere a questo quesito è necessario, preliminarmente, chiarire che cos’è la detrazione e qual è la sua differenza con la deduzione.

La deduzione riduce il reddito imponibile, ossia il valore monetario sul quale, applicando un’aliquota variabile caso per caso, viene calcolata l’imposta da pagare (per esempio l’Irpef). Dunque, se il tuo reddito imponibile è pari a 20.000 euro si applicherà l’aliquota Irpef del 27%, relativa allo scaglione di reddito compreso tra € 15.001 ed € 28.000. In assenza di deduzioni, l’aliquota sarà calcolata sull’intero imponibile di 20.000 euro, per cui l’imposta da pagare risulterà dalla seguente operazione: 20.000 x 27/100 = 5.400.

Invece, se c’è la possibilità di dedurre una spesa sostenuta pari, per esempio, a 2.000 euro, tale importo andrà sottratto al reddito imponibile di 20.000 euro, che così diverrà 18.000 euro. Ripetendo l’operazione eseguita in precedenza per calcolare l’Irpef si avrà 18.000 x 27/100 = 4.860, con una riduzione dell’imposta versata nella misura di 540 euro.

La detrazione, invece, incide direttamente sull’imposta, per cui, tornando all’esempio precedente, i 2.000 euro di spese dovranno essere sottratti dall’importo corrispondente al risultato finale dell’operazione. Dunque, 20.000 x 27/100 = 5.400 – 2.000 = 3.400. Dopo averti spiegato la differenza tra deduzioni e detrazioni, ora ti darò maggiori informazioni sulle spese psicologo: sono detraibili? Per avere maggiori informzioni, prosegui nella lettura di questo articolo.

Le spese sanitarie sono detraibili?

La legge [1] stabilisce che dall’imposta lorda si detrae ai fini Irpef il 19% degli oneri affrontati dal contribuente – tra le altre – per spese sanitarie, relativamente alla quota che supera 129,11 euro.

La spesa sanitaria annuale del contribuente ammonta a 2.000 euro, la somma da portare in detrazione sarà data dall’applicazione dell’aliquota del 19% sulla differenza tra 2.000 e 129,11 (cioè su 1.870,89). Se, invece, la spesa annuale non supera la franchigia di 129,11 euro, il contribuente non potrà usufruire della detrazione.

Gli oneri di cui stiamo parlando sono quelli relativi alle spese mediche e di assistenza specifica, diverse da quelle sostenute nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione, nonché a quelle chirurgiche, per prestazioni specialistiche e per l’acquisto e l’impianto di protesi (anche dentarie).

In particolare, l’elenco di tali spese detraibili comprende quelle relative, con riferimento alle spese mediche vere e proprie, vale a dire:

  • alle prestazioni dei medici generici (incluse quelle rientranti nella medicina omeopatica);
  • all’acquisto di alimenti a fini medici speciali (con esclusione di quelli riservati ai lattanti);
  • alle prestazioni specialistiche;
  • ad analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni, terapie;
  • a interventi chirurgici (e ai connessi ricoveri per degenza);
  • ai trapianti d’organi;
  • alle cure termali, con l’eccezioni delle spese di viaggio e soggiorno;
  • all’acquisto o affitto di dispositivi medici e di attrezzature sanitarie (comprese le protesi sanitarie).

Le spese di assistenza specialistica detraibili sono, invece, quelle riconducibili:

  • all’assistenza infermieristica e riabilitativa;
  • alle prestazioni effettuate da addetti all’assistenza di base o da operatori tecnici assistenziali esclusivamente dedicati all’assistenza diretta della persona;
  • alle prestazioni effettuate da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo;
  • alle prestazioni rese da personale qualificato addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale;
  • alle prestazioni rese da educatori professionali.

Per quanto riguarda l’acquisto di farmaci, la relativa spesa potrà essere detratta a condizione che si sia in possesso della fattura o dello scontrino fiscale parlante (ossia quello contenente l’indicazione circa il tipo, la quantità e la qualità degli articoli acquistati nonché il codice fiscale dell’acquirente).

Le spese per lo psicologo rientrano tra le spese sanitarie detraibili?

La questione è stata a lungo dibattuta, soprattutto perché non era chiaro se le spese per lo psicologo rientrassero o meno tra quelle relative alle prestazioni specialistiche.

Una risposta chiara, in proposito, è stata data dall’Agenzia delle Entrate, la quale ha precisato che sono detraibili, anche senza prescrizione medica, le prestazioni effettuate da psicologi e da psicoterapeuti a scopo terapeutico [2].

Più in particolare, con riguardo alla non necessità della prescrizione medica ai fini della detrazione, l’Agenzia delle Entrate ha puntualizzato che il ministero della Salute equipara, almeno per quanto concerne la detraibilità delle relative spese, le prestazioni professionali dello psicologo e dello psicoterapeuta a quelle del medico, potendo i cittadini fruire di tali prestazioni anche senza prescrizione medica [3].

Va precisato che nella spesa per assistenza psicologica rientra anche quella relativa alle prestazioni fornite dagli educatori professionali.

Chi ha diritto alla detrazione?

Il contribuente può beneficiare della detrazione delle spese sostenute sia per se stesso e sia per familiari a carico, sotto il profilo fiscale, come il coniuge, i figli, i genitori, i fratelli, i generi, le nuore.

Peraltro, la detrazione delle spese mediche – quindi anche di quelle per lo psicologo – sostenute per un familiare a carico è subordinata alla circostanza che egli produca un reddito inferiore a 2.840,51 euro. Dal 2019 tale soglia è stata elevata a 4.000 euro per coloro che non hanno più di 24 anni.

In realtà, è possibile ottenere la detrazione anche delle spese sostenute da un familiare non a carico, a condizione che il suo reddito sia inferiore a 2.840,51 euro e che egli benefici dell’esenzione dalla spesa pubblica sanitaria (ossia, che non paghi il ticket).

L’ammontare della singola detrazione non potrà superare 6.197,48 euro, mentre tra questa cifra e 15.493,71 euro tale detrazione sarà spalmata in quattro rate annuali di uguale importo.


note

[1] Art. 15, comma 1, lettera c) del Testo unico delle imposte sui redditi

[2] Circolare dell’Agenzia delle entrate n. 7/E del 4 aprile 2017

[3] Circolare dell’Agenzia delle entrate n. 20/E del 13 maggio 2011


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