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Come riconoscere una firma falsa

6 Agosto 2019
Come riconoscere una firma falsa

Come stabilire l’autenticità di un documento, di un testamento, un assegno o qualsiasi altra scrittura privata. I criteri rilevatori della genuinità di una grafia.

Prima dell’arrivo dell’informatica e dei file digitali, le prove erano in prevalenza costituite dai documenti di carta. La carta ha, tuttavia, posto da sempre il problema della sua genuinità. Come capire se un testamento è autentico o se un assegno è stato davvero emesso dal titolare del conto? Come stabilire se un contratto è stato realmente voluto dal cliente o se questi non ha richiesto alcun servizio? L’unico modo per garantire la provenienza del documento cartaceo e del suo contenuto è la firma da parte dell’autore o di chi, comunque, ne accetta il contenuto. La sottoscrizione è un elemento materiale difficilmente riproducibile, perciò in grado di attestare l’autenticità del documento.

A ben vedere, la firma non è tanto importante per il fatto di riportare il nome e il cognome di una persona, ma perché essa è lo specchio della sua grafia, della sua abitudine a impugnare la penna in un determinato modo, di calcarla sul foglio, di farla scorrere più o meno velocemente, di ripeterla nel tempo sempre allo stesso modo. La firma, soprattutto, ha in sé la storia di una persona e, perciò, è comparabile con precedenti scritture.

Ecco perché, alla fine dei conti, non è tanto importante ciò che nella firma viene scritto, ma come essa è apposta: potrebbe quindi trattarsi anche di una sigla, del soprannome del suo autore, persino di uno scarabocchio o di un segno grafico. L’importante è che sia stata fatta “di pugno” dalla persona interessata. È proprio la sua mano che ne garantisce l’autenticità. Nella firma infatti ci sono una serie di elementi che dicono molto del suo artefice. Elementi spesso non distinguibili ad occhio nudo.

Se, dunque, è vero che la firma, in sé per sé, serve per dare valore legale a un documento, come riconoscere una firma falsa? 

In verità, chiunque è in grado di riconoscere un falso grossolano. Il problema si pone, però, tutte le volte in cui non si è a conoscenza della grafia di una persona o quando si è in presenza di una contraffazione ben fatta. In queste ipotesi, un perito calligrafico è in grado di valutare, con strumenti che ormai sono anche di tipo digitale, le eventuali imperfezioni e differenze tra l’originale e il falso.

Ma non sempre si può ricorrere all’opera di un professionista. Ecco dunque alcuni importanti chiarimenti su come riconoscere una firma falsa.

Firma falsa: chi deve contestarla?

Chi contesta l’autenticità di una firma deve anche dimostrare che essa è falsa, a meno che non si tratti del suo autore. A quest’ultimo, infatti, basta la semplice dichiarazione per togliere ogni valore al documento. Cerchiamo di spiegarci meglio con due esempi.

Marco ha in mano il testamento del padre e lo porta a Lucio per dividere i beni del genitore. Lucio sostiene che quel testamento è, in realtà, un falso; a suo dire, la scrittura del padre era diversa. Spetta, però, a Lucio dare le prove di ciò, intraprendendo una causa in tribunale per l’azione di nullità del testamento. Lucio dovrà chiedere al giudice l’accertamento dell’autenticità della scrittura e della firma del testamento, presentando scritture di confronto da cui si possa evincere la grafia del genitore.

Silvio viene citato in tribunale da Roberto per il mancato pagamento di un servizio. Silvio sostiene di non aver mai richiesto tale servizio. Per tutta risposta Roberto esibisce il contratto con la firma di Silvio. Quest’ultimo disconosce la propria firma, sostenendo di non aver mai sottoscritto il documento. In questo caso, spetterà a Roberto dimostrare il contrario con un procedimento che si chiama «verificazione della scrittura privata».

Per evitare tutti i problemi conseguenti all’eventuale disconoscimento della firma da parte del suo autore, la legge ha dato, a determinati soggetti, un potere privilegiato di accertare l’identità delle persone e di attestarla su carta. Questi soggetti sono i pubblici ufficiali come ad esempio i notai o i funzionari della pubblica amministrazione (ad esempio il sindaco). Dunque, un documento le cui firme sono state autenticate dal notaio o da altro pubblico ufficiale non può più essere contestato dai rispettivi autori. La funzione del pubblico ufficiale, infatti, serve proprio a dare al documento un margine di certezza superiore. Leggi Come avviene l’autenticazione di una firma.

In teoria, è comunque possibile contestare la firma autenticata da un pubblico ufficiale (si pensi al registro delle raccomandate compilato dal postino), ma solo a seguito di un procedimento piuttosto complicato, detto querela di falso, volto a togliere il valore di prova all’atto pubblico.

Come riconoscere una firma falsa?

La verifica della firma falsa viene fatta, di norma, da periti calligrafici, ma anche ad occhio nudo è possibile un primo accertamento. Di solito, si parte sempre dalle cosiddette scritture di comparazione: si tratta di altri documenti già firmati in passato dalla persona in questione. Ad esempio, i dipendenti di una banca, nel momento in cui verificano la sottoscrizione apposta su un assegno, prima di portarlo all’incasso, fanno una verifica con la firma depositata dal proprio cliente all’atto del rilascio del carnet.

Solitamente, si prendono a riferimento le scritture di comparazione più prossime all’epoca in cui è stata apposta la firma da verificare, visto che, nel tempo, la grafia di una persona può cambiare.

Se non hai alcun documento già firmato dalla persona in questione potresti ricorrere ad eventuali atti di acquisto di compravendita immobiliare da questi sottoscritti, che sono pubblici e che puoi richiedere presso qualsiasi notaio.

Se l’occhio nudo non ti dice nulla, puoi sempre ricorrere a una lente di ingrandimento per scendere nei dettagli. Fai un raffronto di ogni singola lettera dell’alfabeto per vedere se la stessa assume o meno gli stessi caratteri.

Anche la pressione della mano sul foglio è un elemento che rivela l’identità dell’autore di una firma: se in un caso è più calcata di un altro è probabile che ti trovi dinanzi a una firma falsa. A tal fine, potresti capovolgere il foglio e, col tatto, rilevare quanto forte è stata la forza impressa sulla penna da essere percepita sull’altra facciata.

Tieni conto che chi fa una firma falsa ha una inconscia tensione emotiva provocata dalla consapevolezza di alterare un documento e di commettere un illecito. Questa circostanza viene indirettamente trasmessa dal cervello alla mano che, pertanto, risulterà più tremula, meno decisa, più marcata, meno lineare e sciolta.

Valuta la dimensione grafica (soprattutto l’importanza tra il rapporto delle lettere grandi e quello delle lettere piccole e la variazione di questo rapporto); gli spazi tra le singole lettere (di solito le scritture molto attaccate sono prodotte con velocità e quindi con spontaneità); la spontaneità grafica; i legamenti delle lettere (che si considera il più importante tra tutti i sintomi psicologici, perché lo scrivente ci presta meno attenzione e perché, qualora ci facesse attenzione, sarebbe difficile mantenere a lungo le modifiche, scivolando infine nella forma originale).

Insomma, esiste una vera e propria psicologia della scrittura.

Gli elementi per riconoscere una firma falsa

Alcune caratteristiche che contraddistinguono una firma falsa sono:

  • lentezza della grafia, generata di solito da impedimenti psicofisici;
  • grafia innaturale senza vita e con frequenti arcate;
  • frequenti ritocchi;
  • assenza di originalità;
  • frequenti alzate di penna;
  • omissione di tratti essenziali di lettere in grafia lenta.


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