Fuochi e petardi nelle manifestazioni pubbliche: da oggi è reato

6 Agosto 2019 | Autore:
Fuochi e petardi nelle manifestazioni pubbliche: da oggi è reato

Rafforzate le misure contro i manifestanti violenti: vengono introdotti nuovi reati specifici e puniti con pene severe. 

Il Decreto sicurezza bis, voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini e sul quale il Governo aveva posto la fiducia, è stato approvato ieri sera dal Senato in via definitiva ed ora è legge. Dei 18 articoli di cui si compone il Decreto, però, solo i primi 5 contengono le disposizioni urgenti in materia di contrasto all’immigrazione illegale, mentre i successivi riguardano le nuove norme, ritenute altrettanto urgenti, in materia di ordine e sicurezza pubblica. Tra i contenuti del provvedimento spiccano, quindi, non tanto le nuove norme (tanto discusse e che hanno reso il Decreto famoso) riguardanti il contrasto all’immigrazione, come i “porti chiusi” e l’arresto dei capitani che trasgrediranno ai divieti di sbarco, quanto le nuove previsioni incriminatrici in materia di ordine pubblico, che mirano a colpire con sanzioni molto severe i manifestanti violenti. Tra queste novità, vi è quella che prevede che da oggi portare razzi, fuochi artificiali e petardi nelle pubbliche manifestazioni è reato che sarà punito con pene davvero elevate.

Viene, infatti, introdotta una nuova figura di reato, che prevede la reclusione da 1 a 4 anni, per chi, durante le manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, lancia o utilizza razzi, bengala, petardi, fumogeni o gas urticanti e fuochi artificiali, oppure fa uso di mazze, bastoni o altri oggetti contundenti o comunque atti ad offendere, in modo da creare concreto pericolo per l’incolumità delle persone presenti. La pena è, invece, dimezzata (reclusione da sei mesi a due anni) per chi, con gli stessi mezzi, determini un pericolo all’integrità delle sole cose e non delle persone.

E’ prevista anche una nuova fattispecie di danneggiamento [1] compiuto durante le manifestazioni pubbliche: la pena sarà la reclusione da 1 a 5 anni e, quindi, sarà consentito alle forze dell’ordine eseguire l’arresto facoltativo in flagranza. Dunque, chi, durante le manifestazioni, si limiterà a mettere in concreto pericolo l’integrità delle cose usando petardi, fuochi, bastoni o oggetti del genere risponderà del reato punito fino a 2 anni; chi, invece, sempre utilizzando tali oggetti, porrà in pericolo l’incolumità delle persone rischierà fino a 4 anni e chi infine in occasione di queste manifestazioni danneggerà con qualsiasi mezzo cose mobili o immobili potrà arrivare fino a 5 anni di carcere.

E’ prevista anche una nuova aggravante che inasprisce le pene per i reati di violenza, minaccia o resistenza a pubblico ufficiale quando sono commessi nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico. Il Decreto eleva anche le pene già esistenti per chi, durante i cortei, utilizza caschi o altri oggetti che rendono difficile il riconoscimento della persona: l’arresto sale da 2 a 3 anni e l’ammenda da 2.000 a 6.000 euro (prima l’arresto andava da 1 a 2 anni e l’ammenda da 1.000 a 2.000 euro).

Inoltre, il Decreto rafforza il Daspo (divieto di accesso a manifestazioni sportive) estendendolo ai soggetti denunciati per aver preso parte ad episodi di violenza, anche se accaduti all’estero, ed allungandolo a un periodo minimo non inferiore a 5 anni. Infine, verrà punito con la reclusione da 6 mesi a 5 anni chi commette fatti di violenza o minaccia contro gli arbitri o gli altri tecnici che assicurano la regolarità delle competizioni sportive.


note

[1] Art. 635 comma 3 Cod. pen. Il nuovo comma prevede che «Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui in occasione di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico è punito con la reclusione da uno a cinque anni».

DECRETO SICUREZZA BIS

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53, recante disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica

Articolo 6.
(Modifiche alla legge 22 maggio 1975, n. 152)

1. Alla legge 22 maggio 1975, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 5:

… [omissis] …

b) dopo l’articolo 5 è aggiunto il seguente:

« Art. 5-bis. – 1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato e fuori dai casi di cui agli articoli 6-bis e 6-ter della legge 13 dicembre 1989, n. 401, chiunque, nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, lancia o utilizza illegittimamente, in modo da creare un concreto pericolo per l’incolumità delle persone, razzi,
bengala, fuochi artificiali, petardi, strumenti per l’emissione di fumo o di gas visibile o in grado di nebulizzare gas contenenti princìpi attivi urticanti, ovvero bastoni, mazze, oggetti contundenti o, comunque,
atti a offendere, è punito con la reclusione da uno a quattro anni. Quando il fatto è commesso in modo da creare un concreto pericolo per l’integrità delle cose, la pena è della reclusione da sei mesi a due anni ».


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2 Commenti

  1. era ora che venisse varato questo decreto sulla sicurezza pubblica che risente anche della quiete pubblica, inerentemente ai fuochi di artificio: nel mio quartiere molto popolare spesso di sera si effettuano scoppi anche forti di fuochi di artificio petardi e quant’altro provocando fumo e disturbo alla quiete soprattutto con esalazioni di fumo che arrivano anche in casa e con imbrattamento da residui di scoppio di simili materiali con conseguenze fastidisiose e lavoro di pulizia dei balconi e terrazzi aggettanti.

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