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Negoziazione assistita sinistri stradali

28 Agosto 2019 | Autore:
Negoziazione assistita sinistri stradali

A chi si invia la richiesta di stipula di una convenzione di negoziazione assistita? Cos’è il risarcimento diretto? Cos’è la messa in mora dell’assicurazione?

Un tempo, se qualcuno ti faceva un torto, ad esempio perché non ti restituiva una somma di danaro oppure perché ti provocava un danno qualsiasi, avresti potuto esclamare: «Ti porto in tribunale!». Ora, fare ciò non è più tanto facile: non perché i tribunali siano chiusi, ma perché la legge ha imposto, in determinati casi, di tentare per prima l’accordo con la controparte; solamente se questo tentativo fallisce, potrai rivolgerti al giudice. Gli strumenti principali che il legislatore ha ideato per evitare che ognuno decidesse di andare in tribunale per un nonnulla, anche quando il problema era risolvibile amichevolmente, sono la mediazione e la negoziazione assistita. Quest’ultima, in particolare, è obbligatoria nei casi di sinistri stradali.

Come ti spiegherò nel corso di questo articolo, la negoziazione assistita consente alle parti di incontrarsi con i rispettivi avvocati al fine di addivenire ad una composizione bonaria della controversia. In altre parole, anziché ricorrere immediatamente al tribunale, gli avversari potranno sedersi allo stesso tavolo e cercare, con l’aiuto dei propri legali, di raggiungere un accordo, il quale costituirà titolo esecutivo idoneo anche per l’iscrizione di ipoteca giudiziale. Con questo piccolo contributo ci concentreremo sulla negoziazione assistita nei sinistri stradali.

Cos’è la negoziazione assistita?

Come anticipato, la negoziazione assistita [1] è quella procedura stragiudiziale volta a favorire la conciliazione tra le parti che sono in conflitto tra loro. Caratteristica fondamentale della negoziazione assistita è che l’attività di mediazione non viene svolta da un organo terzo ed imparziale, bensì dagli avvocati stessi: sono i difensori delle parti coinvolte nella lite a dover cercare di raggiungere un accordo che possa andare bene a tutti.

Se la negoziazione dovesse andare a buon fine, le parti sottoscriverebbero un’apposita convenzione, cioè un verbale che definirebbe una volta per tutte la vicenda.

Negoziazione assistita: come funziona?

La negoziazione assistita è una procedura che non può durare all’infinito: secondo la legge, una negoziazione assistita non può avere una durata inferiore al mese e superiore ai tre mesi, prorogabile al massimo per altri trenta giorni.

Se, durante questo periodo di tempo, le parti giungono ad una positiva conclusione, ne viene dato atto in una scrittura privata (una convenzione di negoziazione assistita) che viene sottoscritta personalmente dalle parti e dai loro difensori.

In caso contrario, se le trattative sorte a seguito di invito a stipulare una convenzione di negoziazione assistita dovessero andare male, la procedura si concluderebbe con un verbale che attesta l’esito negativo.

Negoziazione assistita: quando è obbligatoria?

La legge ha previsto due ipotesi distinte di negoziazione assistita: una obbligatoria e una facoltativa. Nel primo caso, la negoziazione rappresenta condizione di procedibilità per un futuro giudizio: in altre parole, se non fai il tentativo di conciliazione secondo le regole della negoziazione assistita, non puoi andare in tribunale.

La negoziazione assistita è obbligatoria:

  • in tutte le controversie in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti;
  • nelle controversie che hanno ad oggetto una domanda di pagamento a qualsiasi titolo di somme non eccedenti cinquantamila euro.

La negoziazione assistita nel caso di sinistri stradali

Come avrai senz’altro intuito leggendo il precedente paragrafo, nel caso di sinistri stradali la negoziazione assistita è obbligatoria, a prescindere dal valore della controversia. In altre parole, se hai subito un danno a causa della circolazione di un veicolo, dovrai incaricare il tuo avvocato affinché proceda ad invitare la controparte a stipulare una convenzione di negoziazione assistita, qualunque sia l’entità del risarcimento richiesto.

La negoziazione assistita in caso di sinistri stradali merita, però, un approfondimento, in quanto la sua procedura potrebbe presentarsi un po’ differente, a cominciare con la parte da invitare ai fini della stipula di una convenzione, cioè di un accordo. Se ne vuoi sapere di più sul tema sinistri stradali e negoziazione assistita, prosegui nella lettura.

Sinistro stradale: a chi fare l’invito di negoziazione assistita?

Di norma, l’invito a stipulare una negoziazione assistita viene fatto alla controparte, cioè a colei alla quale si chiede il risarcimento o il pagamento di una somma di danaro. Nel caso di sinistro stradale, a chi inviare l’invito di negoziazione assistita?

Dipende dal soggetto a cui intendi chiedere il risarcimento, che cambia a seconda del tipo di sinistro. Nei prossimi paragrafi ti illustrerò tutti i casi che possono verificarsi.

Negoziazione assistita nel caso di incidente tra vetture

Cominciamo dalla classica ipotesi di incidente stradale, mentre si è a bordo della propria vettura. Ebbene:

  • se ricorrono le condizioni per richiedere il risarcimento diretto alla tua assicurazione (ciò che avviene quando nell’urto siano coinvolte solamente due vetture entrambe immatricolate in Italia, e non vi siano danni a persone che abbiano cagionato un danno biologico di invalidità permanente superiore al nove per cento [2]), allora l’invito alla stipula di una negoziazione assistita andrà fatto proprio alla tua compagnia assicuratrice;
  • negli altri casi, la proposta di negoziazione assistita andrà inviata all’assicurazione della controparte, cioè di chi ha causato il sinistro.

La negoziazione assistita per danno al terzo trasportato

Se sei un terzo trasportato danneggiato da un sinistro, potrai scegliere tra due opzioni diverse:

  • fare la negoziazione assistita con l’impresa assicuratrice del veicolo su cui eri a bordo;
  • invitare alla negoziazione assistita sia il responsabile del sinistro (proprietario o conducente, se diverso dal primo) che la compagnia di assicurazioni del veicolo antagonista, cioè del mezzo che ha cagionato il sinistro.

La negoziazione assistita del danneggiato da sinistro stradale

Se sei stato vittima di un sinistro derivante dalla circolazione delle auto, ma non eri a bordo di nessuno dei veicolo coinvolti in quanto sei stato travolto in veste di semplice pedone, potrai inviare la negoziazione assistita al responsabile del sinistro e alla sua compagnia d’assicurazione, come detto all’ultimo punto del paragrafo precedente [3].

Come fare l’invito alla negoziazione con l’assicurazione?

Anche le modalità di invito alla negoziazione assistita sono particolari quando in gioco c’è una compagnia d’assicurazione. La legge [4], infatti, prevede, a pena di improponibilità dell’azione giudiziaria, che l’assicurazione sia debitamente messa in mora prima di poter agire in diversa sede.

Nel caso di richiesta risarcitoria a seguito di sinistro stradale, dunque, si prospettano due adempimenti differenti: l’informazione (messa in mora), riguardante l’incidente e l’entità del danno, e la negoziazione assistita. Vediamo come procedere.

La messa in mora dell’assicurazione

Secondo la legge, l’impresa assicuratrice chiamata a risarcire il danno deve essere messa nelle condizioni di valutare l’accaduto e, soprattutto, l’entità della pretesa risarcitoria. Si tratta di un onere molto importante da rispettare in quanto, se il danneggiato dovesse procedere ad una messa in mora  incompleta o poco chiara, il giudice potrebbe respingere la domanda di risarcimento proposta in tribunale.

Più nel dettaglio, la legge dice che, per i sinistri con soli danni a cose, la richiesta di risarcimento deve recare l’indicazione degli aventi diritto al risarcimento e del luogo, dei giorni e delle ore in cui le cose danneggiate sono disponibili, per non meno di cinque giorni non festivi, per l’ispezione diretta ad accertare l’entità del danno.

Entro sessanta giorni (che diventano novanta, nel caso di sinistri con lesioni fisiche) dalla ricezione di tale documentazione, l’impresa di assicurazione formula al danneggiato congrua e motivata offerta per il risarcimento, ovvero comunica specificatamente i motivi per i quali non ritiene di fare offerta. Il termine di sessanta giorni è ridotto a trenta quando il modulo di denuncia sia stato sottoscritto dai conducenti coinvolti nel sinistro (famoso Cid).

La negoziazione assistita successiva alla messa in mora

Ora, attesa la chiarezza del dettato normativo, sembra opportuno distinguere la lettera di formale messa in mora dall’invito alla negoziazione assistita vero e proprio. In altre parole, se intendi chiedere il risarcimento all’assicurazione, farai bene per prima cosa ad inviargli una raccomandata con avviso di ricevimento dove spieghi dettagliatamente com’è avvenuto il sinistro, i danni che hai riportato e l’entità della pretesa risarcitoria, e solo successivamente, decorsi i termini sopra indicati, potrai procedere con la negoziazione assistita.

E, infatti, se volessi risparmiare tempo ed inviare un’unica comunicazione contenente sia le formalità viste nel paragrafo precedente che l’invito alla stipula di una convenzione di negoziazione assistita, incorreresti nel rischio di non rispettare i termini di legge.

Come abbiamo or ora ricordato, dal momento della prima messa in mora l’assicurazione ha sessanta giorni di tempo (novanta, se ci sono lesioni a persone) per poter presentare un’offerta. Questo termine, poi, può essere interrotto e ricominciare daccapo nel caso in cui l’assicurazione volesse richiedere al danneggiato documentazione integrativa.

L’invito ad aderire alla negoziazione assistita, invece, è di soli trenta giorni, decorsi i quali, nel silenzio della controparte, l’invito si intenderà rifiutato. Capirai, dunque, che i termini per l’offerta susseguente alla messa in mora e quelli della negoziazione assistita non coincidono, visto che l’assicurazione potrebbe rispondere anche cinquanta giorni dopo la prima comunicazione, facendo così spirare i termini per la negoziazione assistita, ma non quelli per rispondere alle comunicazione/messa in mora.

Insomma, il consiglio è quello di aspettare che l’assicurazione lasci decorrere i sessanta/novanta giorni a sua disposizione e, solo successivamente, procedere con la negoziazione assistita. Se l’assicurazione risponde, ma presenta un’offerta non soddisfacente, la procedura stragiudiziale può dirsi terminata e, quindi, si può ugualmente procedere con la negoziazione assistita.


note

[1] Legge n. 162/2014.

[2] Art. 149 Cod. delle assicurazioni private.

[3] Art. 144 cod. delle assicurazioni private.

[4] Art. 148 cod. delle assicurazioni private.

Autore immagine: Pixabay.com


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