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Lavori in casa: chi è responsabile?

6 Agosto 2019
Lavori in casa: chi è responsabile?

Infortuni durante le ristrutturazioni: responsabilità del proprietario dell’immobile, del coniuge o del direttore dei lavori?

Partiamo da un caso concreto. Una coppia di coniugi decide di fare dei lavori in casa. Come spesso succede in questi casi, a prendere contatti con la ditta e a firmare il preventivo è il marito; è lui del resto che pagherà il prezzo pattuito tramite un bonifico bancario (in questo modo, peraltro, potrà usufruire delle detrazioni fiscali). Immaginiamo, però, che qualcosa vada storto e che il muratore o l’elettricista si facciano male: il cantiere non è a norma, un impianto elettrico non è sicuro e ci scappa il ferito. In questi casi, il committente dell’appalto è responsabile se non ha nominato un ingegnere o un architetto come direttore responsabile dei lavori, a fare da “parafulmine”. Ma è chiaro che, per i piccoli interventi, da fare in economia, spesso si procede “alla buona”. Detto ciò, chi risponde dei danni subiti dall’operaio? Chi ha firmato il contratto di appalto (nel nostro esempio, il marito) o il proprietario dell’immobile (entrambi i coniugi se sono in regime di comunione dei beni)? E quando i committenti possono esonerarsi dalle conseguenze risarcitorie per tutti gli infortuni avvenuti in casa?

A spiegare chi è responsabile per i lavori in casa è una recente sentenza della Cassazione penale che ha trattato un caso molto simile a quello appena esemplificato [1].

Vediamo cosa è uscito fuori dalle camere della Suprema Corte e quali sono i principi da applicare in caso di infortuni sul lavoro all’interno di un cantiere per lavori edili svolti nei confronti di privati.

Lavori in casa: responsabilità del proprietario dell’immobile

Per capire chi è responsabile per i lavori in casa dobbiamo partire dal dato normativo. Il dubbio parte dalla definizione di committente contenuta nel testo unico della sicurezza [2].

A fronte di una tesi secondo cui l’appaltatore è «qualsiasi persona fisica o giuridica per conto della quale l’opera viene realizzata», la Cassazione è, invece, per un’interpretazione restrittiva. Appaltatore è soltanto «colui per conto del quale l’opera viene realizzata». Quando si dice «per conto» si intende «per incarico di» o «in nome». Dunque, è chi firma il contratto di appalto ad essere responsabile per gli eventuali infortuni, non anche il coniuge per quanto comproprietario dell’immobile. Quest’ultimo – ossia il proprietario non committente – assumerebbe anch’egli una responsabilità solidale solo se si ingerisse nella realizzazione delle opere (si pensi alla moglie che supervisioni i cantieri e che dica agli operai cosa fare e come agire).

Con tale principio, la Corte, discostandosi dalla sentenza di condanna inflitta dai giudici di merito a due coniugi nell’esecuzione dei lavori per la responsabilità derivante da un infortunio mortale occorso a un operaio dipendente di un’impresa appaltatrice dei lavori di ristrutturazione, ha assolto la moglie del comproprietario che aveva appaltato l’opera.

Lavori in casa: responsabilità per l’abuso edilizio

Sulla base degli stessi principi, la Cassazione [3] ha ritenuto non responsabile il coniuge comproprietario di un immobile per l’eventuale abuso edilizio commesso nell’esecuzione dei lavori interni. Di tanto abbiamo parlato in modo più approfondito in Abuso edilizio: il coniuge è responsabile. La semplice contitolarità del diritto di proprietà non può comportare un’estensione della responsabilità in capo a chi non ha realizzato l’abuso edilizio (ossia il coniuge non committente).

Quando il proprietario dell’immobile non è responsabile per gli infortuni in casa

Durante l’esecuzione dei lavori in casa, il titolare dell’immobile risponde di tutti gli infortuni avvenuti nel cantiere se non ha nominato un professionista direttore dei lavori.

Basta, infatti, un contratto di appalto tra committente e ditta appaltatrice affinché il primo sia tenuto a garantire che il luogo dei lavori sia immune da qualsiasi rischio di infortunio. Tale responsabilità del proprietario-committente è tanto maggiore quanto minore è la specializzazione del personale scelto per i lavori. Leggi Lavori in casa: attenzione agli operai tutto fare. Chi, infatti, decide di svolgere i lavori di manutenzione e ristrutturazione “in economia” e perciò non nomina un responsabile del cantiere diventa lui stesso il parafulmine in caso di incidenti. La sua colpa sta proprio in questo: nel non aver affidato la direzione dei lavori a un tecnico specializzato del settore e nel non aver verificato il rispetto delle norme antinfortunistiche da parte dell’operaio medesimo.

Maggiori dettagli in Lavori in casa: operaio si fa male, proprietario responsabile.

Il committente ha l’obbligo di verificare essenzialmente due cose:

  • l’idoneità tecnico-professionale dell’impresa e dei lavoratori autonomi prescelti in relazione anche alla pericolosità dei lavori affidati;
  • il rispetto delle norme antinfortunistiche nel momento in cui affida direttamente i lavori a personale non specializzato, che opera secondo le sue direttive. Il che succede quando non risulta la presenza di personale tecnico a cui sia stato commissionato l’incarico della direzione dei lavori.

note

[1] Cass. sent. n. 34893/19, e n. 10039/19.

[2] Art. 39 Dlgs 81/08

[3] Cass. sent. n. 17736/19 del 29.04.2019.


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