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Condominio: ripartizione spese carrellati rifiuti

14 Agosto 2019
Condominio: ripartizione spese carrellati rifiuti

Sono proprietaria di un appartamento disabitato e privo di utenze, esente Tari, situato in un condominio. Ogni anno pago la spesa per i carrellati della spazzatura che vengono ritirati da un incaricato 4 volte la settimana. Ho chiesto all’amministratore del condominio di essere esonerata dal pagamento di questa quota dal momento che non produco rifiuti e non pago la Tari: è corretto?

Per rispondere al quesito del lettore, occorrerebbe verificare, innanzitutto, se esiste un regolamento condominiale convenzionale e se questo ha previsto particolari regole per la ripartizione delle spese relative ai servizi comuni (come, appunto, la raccolta differenziata). Sarebbe poi opportuno verificare cosa è stato specificato in sede di delibera assembleare riguardante il conferimento dell’incarico di movimentazione dei bidoni e i relativi costi.

In assenza di regolamento o di disposizioni dello stesso sul punto, occorre tener conto della regola generale vigente in tema di ripartizione delle spese condominiali (art. 1123 cod. civ.). Sono quindi sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, le spese necessarie:

a) per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell’edificio;

b) per la prestazione dei servizi nell’interesse comune;

c) per le innovazioni deliberate dalla maggioranza.

Se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell’uso che ciascuno può farne.

La spesa per i carrellati della spazzatura può rientrare nella lettera b), laddove si consideri come servizio svolto nell’interesse, non solo dei singoli condomini, ma dell’intera collettività condominiale, anche al fine di una corretta gestione della raccolta differenziata e di mantenere ordine e pulizia nell’atrio del palazzo.

Si potrebbe, tuttavia, far rientrare la spesa in questione anche tra quelle relative a servizi di cui i condomini beneficiano in misura diversa.

In altri termini, dunque, è pur vero che il condomino che non produce rifiuti non trae alcuna utilità dal servizio in sé considerato, visto che non necessita di una prestazione esterna di raccolta dei rifiuti e di movimentazione dei bidoni.  Dall’altro lato, però, il condomino potrebbe comunque trarre un vantaggio indiretto dalla presenza di un servizio svolto a beneficio della collettività condominiale, in termini di decoro del palazzo e manutenzione delle parti comuni dell’edificio. A titolo esemplificativo, se non esistesse il servizio di raccolta tramite carrellati condominiali, ne deriverebbero disagi per tutti i condomini e non solo per coloro che producono rifiuti.

L’interpretazione in un senso o nell’altro, dell’esistenza di un’utilità per il singolo condomino è risolutiva del caso concreto. Non esistendo una norma specifica sul punto, occorre, pertanto, visionare l’eventuale regolamento e la delibera assembleare.

A parere di chi scrive, il condomino titolare di un appartamento non produttivo di rifiuti e, pertanto, esente dal pagamento della Tari, non dovrebbe essere tenuto al pagamento delle spese di movimentazione dei carrellati poiché non ne trae alcuna utilità effettiva. Tuttavia, affinché possa operare l’esenzione, occorre una nuova delibera assembleare che, con le medesime maggioranze, preveda espressamente l’esonero della spesa.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone



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