Diritto e Fisco | Articoli

Come redigere un testamento

29 Agosto 2019 | Autore:
Come redigere un testamento

Il testamento è l’atto con il quale si dispone dei propri beni per il tempo in cui si avrà cessato di vivere: come scriverlo da soli e quali i suoi requisiti. Esempi di testamento.

Stai pensando di fare testamento. Devi necessariamente recarti da un notaio o puoi scriverlo da solo? Quale deve essere il suo contenuto affinché sia valido? Come puoi conservarlo? Molte sono le domande che possono sorgere quando si decide di fare testamento. In particolare con riferimento alle modalità di redazione spesso ci si chiede se bisogna necessariamente rivolgersi ad un notaio ovvero se è possibile scrivere il testamento da soli.

Non tutti sanno che per dettare le proprie ultime volontà non è indispensabile recarsi da un esperto della materia. La legge italiana [1], infatti, prevede un particolare tipo di testamento, detto olografo, che viene scritto direttamente da colui che intende disporre dei propri beni per il tempo in cui avrà cessato di vivere. Tuttavia per la sua validità è richiesto il rispetto di alcune regole specifiche. Pertanto, in questo articolo verrà spiegato come redigere un testamento da soli senza incorrere in errori. Ciò consentirà di evitare che un domani possano insorgere problematiche tra gli eredi circa la sua efficacia.

Come scrivere un testamento olografo

Scrivere un testamento olografo è abbastanza semplice se si tiene conto dei tre requisiti fondamentali che il legislatore italiano ha fissato ai fini della redazione. Il mancato rispetto degli stessi incide sulla validità dell’atto.

Ecco quali sono i requisiti.

Olografia

Il testamento deve essere scritto a mano dal testatore, di suo pugno, con grafia chiara e leggibile. Il difetto di tale requisito determina la nullità del testamento [2]. Pertanto, se lo stesso è scritto con la macchina da scrivere o è stampato con il computer, è nullo. Così com’è nullo se viene scritto da un terzo anche sotto dettatura del testatore.

Il nostro legislatore ha stabilito questa regola rigida al fine di assicurare una maggiore tutela alla volontà del testatore che, se espressa con mezzi meccanici, potrebbe essere facilmente alterata.

E’ possibile scrivere in stampatello ed anche in dialetto o in una delle così dette lingue morte (in latino, in greco, ecc.), purché conosciute dall’autore. Inoltre, la scrittura autografa può essere fatta con qualsiasi mezzo (penna, carbone, gesso, ecc.) e su qualunque materia come ad esempio carta, stoffa, legno, pietra purché idonea  a riceverla.

Il testamento può assumere la forma anche di una lettera; quello che importa è che nella stessa siano chiaramente espresse le ultime volontà del testatore.

Data

Il testamento deve essere datato dal testatore. Deve cioè riportare l’indicazione del giorno, del mese e dell’anno in cui è stato redatto [3]. In tal modo si potrà individuare in modo esatto il momento in cui l’atto si è formato.

La datazione quindi, ha due scopi fondamentali.

In presenza di più testamenti con contenuto differente, la data serve per stabilire quale dei due sia efficace, ovvero l’ultimo.

In data 12.02.2018 Tizio redige un testamento con il quale dispone di lasciare un quadro di valore all’amico Caio. Successivamente sottoscrive un altro testamento, datato 07.08.2018, con il quale lascia lo stesso quadro alla nipote Sara. In questo caso sarà efficace questo secondo testamento poiché redatto per ultimo.

Qualora dovessero insorgere contestazioni, la data serve per valutare se al momento delle stesura del testamento il suo autore fosse capace di intendere e di volere.

Caio sottoscrive un testamento in data 23.12.2008. Alla sua morte sorgono contestazioni tra gli eredi circa la validità dell’atto. Infatti, al momento della sua redazione Caio si trovava ricoverato in una clinica per una grave depressione e tale circostanza avrebbe comportato in quello specifico momento, una menomazione della sua capacità di intendere e di volere.

Sono valide datazioni del tipo “il giorno di Natale del 2017” in quanto è scontato che si tratta del 25 dicembre 2017; allo stesso modo sono valide le date apposte sia all’inizio sia alla fine del testamento mentre la mancanza della data o l’indicazione di una non veritiera come ad esempio il 31 giugno 2014, determina l’annullabilità dell’atto.

Sottoscrizione

Il testamento deve essere firmato dal testatore alla fine dell’atto. La sottoscrizione serve per identificare con certezza l’autore e, pertanto, deve riportare la firma leggibile di chi lo ha scritto. Se il documento si compone di più pagine, è consigliato apporre la firma su ciascuna di esse.

Si possono adoperare anche soprannomi, pseudonimi o altre forme equipollenti (ad esempio in un testamento/lettera indirizzata dal padre ad una figlia, è valido firmarsi “papà”). Tuttavia, è preferibile utilizzare con il proprio nome e cognome anagrafico al fine di non ingenerare dubbi sull’identità del testatore.

La mancanza della sottoscrizione determina la nullità del testamento.

Quali sono le disposizioni testamentarie

Al fine di redigere correttamente un testamento olografo oltre ai requisiti di forma, occorre prestare attenzione al suo contenuto. Infatti, la legge [5] prevede che lo stesso può comprendere due tipi di disposizioni:

  • quelle a titolo universale, mediante le quali viene attribuita tutta l’eredità o una quota di essa agli eredi;
  • quelle a titolo particolare mediante le quali viene attribuito un particolare bene o un determinato diritto (legato) ad un soggetto specificatamente individuato (persona, associazione, fondazione, ecc.), detto legatario.

Va ricordato che la legge tutela la posizione dei parenti più stretti del defunto, cioè del coniuge (il marito o la moglie), dei discendenti (i figli, i nipoti) e degli ascendenti (i genitori), i quali assumono la qualifica di eredi necessari o legittimari, riservando loro determinate porzioni del suo patrimonio (le così dette quote di riserva o legittima). Essi pertanto, subentreranno al defunto in ogni caso sia quando il soggetto che muore non dovesse lasciare testamento sia nel caso in cui nel suo testamento dovessero essere contenute solo delle disposizioni a titolo particolare.

Per questo motivo sarà sempre opportuno che un testamento inizi con l’istituzione d’erede e prosegua con le disposizioni a titolo particolare.

In maniera estremamente sintetica, occorre, inoltre, precisare che se le disposizioni contenute nel testamento dovessero essere lesive della quota spettante agli eredi necessari, gli stessi potranno agire in Tribunale affinché le stesse vengano annullate in tutto o in parte attraverso la così detta azione di riduzione.

Per un approfondimento in merito si consiglia la lettura dell’articolo “Le azioni a tutela dell’eredità“.

Come conservare un testamento olografo

Una volta redatto un testamento olografo si pone il problema della sua conservazione in quanto occorre trovare il modo e il posto più giusto dove tenerlo affinché lo stesso non venga sottratto, perso o distrutto.

A tal fine, è possibile:

  • conservare il testamento da sé ad esempio chiudendolo in una cassaforte o in un cassetto della propria scrivania. In ogni caso è bene avvisare della cosa qualcuno di propria fiducia al fine di evitare che il testamento non venga mai ritrovato. La persona informata quindi, alla morte del testatore, potrà consegnarlo ad un notaio, il quale provvederà alla sua pubblicazione;
  • consegnarlo ad un notaio, in plico chiuso ed alla presenza di due testimoni, affinché lo conservi presso il suo studio. In questa ipotesi l’atto non può essere letto da nessuno e pertanto, assume la forma di testamento segreto. Il notaio redige un atto di ricevimento, che sottoscrive e fa firmare al testatore e ai due testimoni. Il testamento segreto può essere ritirato in qualsiasi momento dal testatore, previa redazione di un verbale di restituzione da parte del notaio. Alla morte del testatore, gli eredi, qualora siano a conoscenza del nominativo del notaio, dovranno contattarlo, consegnandogli il certificato di morte del testatore, se richiesto. Il notaio poi, li convocherà per la lettura del testamento. Può anche succedere che alla morte del testatore, il notaio provveda ad aprire il plico e a contattare egli stesso gli eredi;
  • consegnare il testamento olografo al beneficiario. Se i beneficiari sono più di uno, allora il testatore dovrà redigere più originali identici, consegnandone uno a ciascuno dei beneficiari.

In cosa consiste la pubblicazione del testamento

Alla morte del testatore, affinché le disposizioni contenute nel testamento assumano efficacia, è necessario che lo stesso venga pubblicato [4]. Pertanto, chiunque sia in possesso di un testamento olografo, appena viene a sapere della morte del testatore deve recarsi presso un notaio. Questi provvede alla pubblicazione del testamento che consiste nella redazione di un verbale, nel quale il notaio trascrive pedissequamente il suo contenuto, anche nel caso in cui il documento dovesse contenere disposizioni nulle (ad esempio manca la firma del testatore) o annullabili (ad esempio il testamento non è datato).

Alla redazione del verbale, il notaio procede in presenza di due testimoni. Il testamento pubblicato viene quindi trascritto nel registro delle successioni, collocato presso la cancelleria del tribunale dell’ultima residenza del defunto, dopodiché si può procedere alla sua esecuzione.

Cosa succede se un soggetto muore senza lasciare testamento

Se un soggetto muore senza lasciare testamento, si apre la successione legittima. Quindi, la sua eredità verrà distribuita tra gli eredi in base alle norme previste dal legislatore italiano in materia. Se chi muore è senza eredi, l’eredità sarà devoluta in favore dello Stato.

Quando il testamento olografo è nullo o annullabile

Se si decide di disporre delle proprie ultime volontà senza ricorrere a un notaio bensì attraverso un testamento olografo, la legge prevede due tipologie di invalidità: nullità e annullabilità.

In particolare, questo tipo di testamento è nullo se non è autografo o se non è stato firmato dall’autore. E’ invece, annullabile quando contiene un difetto di forma, come ad esempio quando manca della data o riporta una data inesistente.

E’ possibile poi, che il testamento olografo sia parzialmente valido perché ad esempio contiene delle disposizioni illecite o delle disposizioni che non si possono eseguire dopo la morte del testatore. Nel primo caso la clausola illecita si considera come mai apposta mentre nel secondo la singola disposizione non è valida. In entrambe le ipotesi tutto il resto del testamento è invece, pienamente valido.

L’annullabilità del testamento olografo può essere fatta valere da chi vi abbia interesse nel termine di cinque anni dalla data in cui il testamento o la singola disposizione ha avuto esecuzione.

Un testamento con firma falsa è invece un testamento inesistente, in quanto il vizio è talmente grave da impedire all’atto di essere identificato come tale.

Esempi di testamento olografo

Testamento olografo valido

Negli esempi sopra riportati sono rispettati i tre requisiti fondamentali che garantiscono la validità di un testamento olografo, quali:

  • l’autografia: scrittura ad opera del testatore, senza l’intervento di terzi o l’ausilio di mezzi meccanici;
  • l’indicazione del giorno, mese ed anno di stesura;
  • la sottoscrizione, ovvero l’apposizione della firma in calce.

Anche in questo caso si è in presenza di un testamento olografo valido, la cui forma è quella di una lettera. La firma, pur non indicando nome e cognome, è valida, perché è riconducibile con certezza al suo autore.

Testamento olografo parzialmente valido

Nell’esempio sopra riportato si è in presenza di un testamento olografo parzialmente valido in quanto contiene una disposizione illecita. Infatti, la possibilità per il nipote Gianni di acquisire l’immobile solo evitando di sposarsi, costituisce un’ingerenza inammissibile sulla sua libertà. Ne consegue che il nipote acquisirà la proprietà dell’immobile indipendentemente dal fatto di essere o meno coniugato. Pertanto, la clausola illecita è come se non fosse stata mai apposta.

Pure in questo caso si tratta di un testamento olografo parzialmente valido. Infatti, se al momento della morte del testatore l’immobile lasciato a favore della nipote Elisa, fosse stato venduto, la disposizione non sarebbe valida, mentre tutto il resto del testamento sarebbe pienamente valido.

Lo stesso dicasi per l’esempio di cui sopra. Se al momento della morte della signora Elena G. i quadri oggetto di disposizione testamentaria fossero rimasti due, perché in parte venduti o regalati a terzi, la disposizione testamentaria avrà efficacia solo per i due quadri rimasti.

Testamento olografo non valido

Il testamento olografo di cui sopra è nullo perché è scritto al computer anziché essere autografo.

Questo tipo di testamento olografo non è valido perché la legge vieta i testamenti “congiunti”: cioè due persone non possono fare testamento con un unico atto, ciò al fine di salvaguardare il testatore dal pericolo di farsi influenzare da altri.


note

[1] Art. 602 cod. civ.

[2] Art. 606 cod. civ.

[3] Art. 602 cod. civ.

[4] Art. 588 cod. civ.

[5] Art. 620 cod. civ.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube