Affitto agevolato per i lavoratori che si spostano

6 Agosto 2019 | Autore:
Affitto agevolato per i lavoratori che si spostano

Il Governo è sensibile al problema dell’affitto per i lavoratori che si spostano: l’impegno del ministro Tria e le proposte di Confedilizia per ridurre l’Imu.

Durante l’incontro tra Governo e parti sociali tenuto ieri, il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha riconosciuto che «il problema di chi si deve spostare per lavoro e pagare, dunque, un altro affitto è uno dei grossi problemi da affrontare». Lo rivela oggi la nota agenzia di stampa AdnKronos, che parla di un impegno del ministro per «favorire il lavoro attraverso la mobilità delle persone sul territorio e, quindi, incentivando l’affitto». Questa apertura del Governo alla possibilità di un affitto agevolato per i lavoratori che si spostano corrisponde ad una precisa richiesta di Confedilizia (una delle parti sociali presenti all’incontro) che, sempre secondo quanto riporta AdnKronos, parla di «risposte confortanti» e, per bocca del suo presidente Giorgio Spaziani Testa, ha constatato che «gli impegni ci sono, a settembre ci aspettiamo i fatti».

Nella giornata di incontri a palazzo Chigi tra il Governo e le organizzazioni sociali sui temi del welfare e del lavoro, con il Presidente del Consiglio Conte, presente anche il vicepremier Di Maio, il ministro Tria sembra aver effettivamente preso a cuore il tema di chi è costretto a spostarsi per motivi di lavoro ed a prendere casa in affitto quando magari è già proprietario di un’abitazione nella sua città d’origine, a volte affittata e su cui deve pagare le imposte. Queste le sue parole all’uscita dall’incontro: «Se abito in una casa e per motivo di lavoro mi voglio spostare, affitto casa e prendo un’altra casa in cui pago un affitto identico, perdo dei soldi. Adesso la perdita è stata contenuta un po’ con la cedolare al 10% altrimenti sarebbe molto più alta. E’ chiaro che questo è uno dei grossi problemi che andrebbe affrontato».

Su come attuare queste intenzioni e rendere concreti i provvedimenti preannunciati, Tria ha aggiunto: «É un tema sul quale bisogna essere sensibili perché incide sulla mobilità del lavoro, incide sulla difficoltà della Pa di spostare le persone, ad esempio gli insegnanti. E’ chiaro che lo spostamento implica una perdita che incide sui salari soprattutto laddove non sono alti». Non è ancora chiaro, però, se il Governo si muoverà sul fronte delle agevolazioni Irpef e/o su quello della tassazione dei redditi immobiliari.

Confedilizia, per bocca del suo presidente Spaziani Testa, rilancia e propone: «Su questo punto, le cose da fare sono due: stabilizzare la cedolare secca per gli affitti a canone calmierato, in scadenza a fine anno, e modificare il trattamento tributario delle società immobiliari». In effetti, la priorità di intervenire sulla tassazione degli immobili, con l’eliminazione della Tasi e la riduzione dell’Imu, è stata recentemente sostenuta anche dal vicepremier Matteo Salvini e si inserisce nel quadro della preannunciata “pace fiscale 2“, dove il sottosegretario al dicastero dell’Economia, il leghista Massimo Bitonci, ha già presentato un progetto per la nuova Imu che assorbirà la Tasi.

Ora, all’indomani dell’incontro con il Governo e visti i segnali positivi di apertura, Confedilizia propone di aggiungere nei provvedimenti da elaborare uno specifico intervento «su forme di tassazione particolarmente odiose, come quelle su immobili sfitti, inagibili/inabitabili e occupati abusivamente».

Sul problema delle coperture finanziarie per fronteggiare queste misure, il ministro Tria ricorda che «Stiamo lavorando molto soprattutto sul cuneo fiscale e contributivo. Stiamo cercando di reperire le risorse per finanziare gli interventi perché parliamo di una riforma fiscale strutturale che non si può basare sul deficit». Tria ha precisato che «tutte le risorse che si troveranno, che andranno prese anche da tagli di spese, vanno messe in un abbassamento delle tasse».



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