Resto al Sud: incentivi estesi ai professionisti

7 Agosto 2019 | Autore:
Resto al Sud: incentivi estesi ai professionisti
Incentivi estesi ai professionisti ed agli under 46. Appena il Decreto sarà pubblicato in Gazzetta, Invitalia aprirà la piattaforma per inserire le domande.

Il ministro del Lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio ha firmato il decreto attuativo che estende la misura «Resto al Sud», che ha l’obiettivo di incentivare le attività imprenditoriali nelle regioni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, ai liberi professionisti di età compresa tra i 18 e 45 anni. Si tratta di 1,25 miliardi di incentivi inizialmente previsti per i soli imprenditori ed ora estesi ai professionisti in modo da favorire l’avvio della loro attività.

Appena il Decreto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Invitalia, che ha già diffuso un comunicato ufficiale, potrà aprire ai nuovi destinatari della misura la piattaforma dedicata alla presentazione delle domande. La pubblicazione in Gazzetta, stando alle dichiarazioni rese dal ministro per il Sud, Barbara Lezzi, riportate sul quotidiano Italia Oggi, è attesa entro la metà di settembre.

Resto al Sud potrà, quindi, essere richiesta sia da imprenditori sia da liberi professionisti fino al 45° anno d’età. Nella versione iniziale, introdotta nel 2017, la misura era aperta solo agli imprenditori, e non ai professionisti, con il limite massimo di età di 35 anni. La legge di bilancio di fine 2018 aveva ampliato la platea dei beneficiari a tutti gli under 46 che aprono una nuova attività nel Mezzogiorno ed aveva compreso anche i liberi professionisti. Mancava ancora, però, il Decreto attuativo di concerto tra il Ministero per il Sud, quello dello Sviluppo economico e quello dell’Economia e Finanze, che ieri sera, dopo la riunione tra Governo e parti sociali tenuta a palazzo Chigi, è stato approvato con la firma del ministro Di Maio.

Resto al Sud incentiva l’apertura di nuove imprese ed attività professionali nelle regioni meridionali (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). Prevede un finanziamento a copertura del 100% delle spese di investimento giudicate ammissibili (il 35% con contributo a fondo perduto ed il 65% con prestito bancario garantito dal Fondo garanzia Pmi). L’importo massimo erogabile va da 50 mila euro per le iniziative presentate da un singolo soggetto a 200 mila euro per i casi di associazione o società tra più soggetti. Le spese ammissibili comprendono quelle per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici, quelle relative alla ristrutturazione o la manutenzione straordinaria di beni immobili (fino a un massimo del 30%) e tutte quelle necessarie per l’avvio dell’attività, come ad esempio le materie prime, i materiali di consumo, le utenze ed i canoni di locazione e le garanzie assicurative.

Possono richiederlo coloro che al momento di presentazione della domanda già hanno la residenza in una di queste regioni e coloro che la trasferiranno entro 60 giorni dalla comunicazione dell’esito positivo dell’istruttoria (120 giorni se hanno la residenza all’estero). I beneficiari dovranno mantenere la residenza nella regione del Mezzogiorno per tutta la durata del finanziamento (o la sede legale per le aziende).

L’agevolazione è mirata a favorire l’apertura di nuove attività, imprenditoriali o di lavoro autonomo: rimangono esclusi coloro che siano già titolari di attività d’impresa simili (per individuarle vale il codice di classificazione Ateco identico fino alla terza cifra) in esercizio nei 12 mesi precedenti o, se liberi professionisti, titolari di partita Iva aperta negli ultimi 12 mesi per un’attività analoga a quella per cui vengono richieste le agevolazioni. Non potrà goderne neppure chi ha beneficiato nell’ultimo triennio di  altre misure di sostegno all’auto imprenditorialità.



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