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Conviene avere più conti correnti?

7 Agosto 2019
Conviene avere più conti correnti?

Un privato può avere più di un conto corrente? Conviene davvero? Pro e contro del secondo conto corrente a uso privato.

A cosa serve un conto corrente? Sicuramente, a gestire più facilmente i propri soldi, a metterli al sicuro da eventuali furti, a ricevere pagamenti da parte di terzi (si pensi allo stipendio, alla pensione, agli accrediti da chi è fisicamente lontano), a effettuare il versamento delle tasse, ecc. In alcuni casi, avere un conto corrente è obbligatorio: è l’ipotesi del pensionato che si vede erogare dall’Inps una pensione superiore a mille euro o del dipendente con un contratto di lavoro subordinato. In altri casi, il conto consente di facilitare gli scambi di denaro.

Per chi deve ricevere più di 3mila euro, l’unica via è il bonifico bancario o l’assegno non trasferibile; chi deve fare la spesa può pagare con il bancomat; chi è all’estero non ha la necessità di portare i contanti se ha una carta di credito appoggiata a un conto corrente.

Un privato può avere anche due o più conti correnti, anche presso la stessa banca. Non c’è, infatti, un limite al numero di rapporti bancari che si possono aprire. Ma perché mai complicarsi la vita? Conviene avere più conti correnti? Avere un rapporto bancario implica dei pro e dei contro. Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Gli svantaggi del conto corrente

Iniziamo dall’analizzare i vari svantaggi di avere due o più conti correnti. La nostra analisi non può che partire dall’elemento economico.

Il costo di un conto corrente

Sicuramente, il primo svantaggio del conto corrente è il costo che esso implica. La tenuta di un conto corrente ha un costo derivante innanzitutto dalle imposte. Il carico fiscale è limitato e vale solo per i conti con una giacenza superiore a 5mila euro. In particolare, l’imposta di bollo è pari a:

  • 34,20 euro per le persone fisiche;
  • 100,00 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Ci sono poi i costi derivanti dalle commissioni bancarie che variano a seconda del tipo di contratto e di utilizzo del conto. Per i piccoli risparmiatori ci sono i cosiddetti “conti zero spese” che consentono, però, un numero limitato di operazioni.

Sono poi previsti dei conti online gratis che comportano una serie di agevolazioni anche sull’uso di carte e bancomat. Per maggiori informazioni potrai rivolgerti al tuo istituto di credito.

Il saldo del conto corrente

Un secondo svantaggio dall’avere due o più conti deriva dalla necessità di tenere sotto controllo tutti i rapporti e monitorare il relativo saldo affinché non vada mai in rosso.

Se sei solito staccare assegni per pagare i creditori dovrai verificare prima la disponibilità presente sul conto cui corrisponde l’assegno: diversamente, il titolo verrebbe protestato e subiresti le conseguenti sanzioni amministrative.

Il conto corrente non è un investimento

Bisogna tenere in considerazione il fatto che, ad oggi, il conto corrente non frutta alcun rendimento e quasi tutte le banche non riconoscono più gli interessi attivi. Quindi, il conto non deve essere considerato come una forma di investimento o di riparo dall’inflazione. Il rischio di avere un conto corrente è di svalutare il proprio denaro, a meno che non si abbia intenzione di spenderlo nel corso del medio periodo. Così, chi vuol far fruttare i propri soldi dovrà optare per strade alternative al conto come, ad esempio, i titoli di stato o le obbligazioni.

Quando avere due conti correnti è vantaggioso

Vediamo ora i pro di avere due o più conti correnti. Chiaramente, questi vantaggi dovranno essere sempre rapportati al costo dello stesso conto.

Un conto personale per chi ha il conto cointestato

In alcuni casi, avere due conti correnti può essere molto utile. Una di queste è quando si dispone solo di un conto corrente cointestato. In tal caso, infatti, la disponibilità del denaro si presume essere divisa in quote uguali. Così, se moglie e marito hanno un unico conto, i risparmi in esso contenuti sono per il 50% di un coniuge e per il residuo 50% dell’altro. La cointestazione funziona, difatti, come una sorta di donazione della metà del conto. Solo una prova contraria potrebbe superare tale presunzione.

Marco e Maria sono sposati in regime di separazione dei beni. Marco ha un conto corrente su cui gli viene accreditato lo stipendio. Decide di cointestarlo a Maria per consentirle di fare i prelievi e le altre operazioni necessarie alla gestione della famiglia. Se i due dovessero separarsi, Maria potrebbe pretendere la metà del residuo rimasto sul conto; Marco, però, può evitare la spartizione dei risparmi dimostrando che il denaro presente sul conto deriva dal proprio lavoro e che la cointestazione era solo finalizzata a una maggiore facilità di gestione delle spese.

Un conto privato per evitare accertamenti fiscali

Avere un conto personale, quindi, serve per distinguere nettamente i propri risparmi da quelli che si vuol mettere in comune con il proprio coniuge o con l’altro cointestatario.

Un altro caso in cui conviene avere un secondo conto corrente è quando si gestiscono attività imprenditoriali. In questi casi, è sempre obbligatorio separare la contabilità della ditta da quella familiare. Sulla prima, infatti, l’Agenzia delle Entrate può fare dei controlli mirati a verificare le finalità di prelievi e versamenti se non trovano riscontro in fatture.

Per quanto riguarda le attività professionali, non c’è obbligo di avere un conto corrente distinto anche se non è capitato di rado che l’ufficio delle imposte abbia preteso spiegazioni in merito ai prelievi fatti sul conto comune (per lo studio e per la famiglia) generando non poche difficoltà nella difesa.

Meglio due conti con 50mila euro che uno con 100mila euro

Avere un secondo conto è importante quando si gestiscono somme molto elevate, per evitare che il rischio di un eventuale default della banca si possa riversare sul risparmio del correntista; difatti con le recenti regole del bail-in chi ha più di 100mila euro sul conto corrente può perdere parte dei propri soldi nel caso di fallimento dell’istituto di credito.

Un secondo conto per la gestione dei titoli

Un secondo conto corrente può essere utile per la gestione dei titoli di credito e altri investimenti, per aver ben chiara i remunerativi degli stessi e gestire il proprio portafoglio senza intaccare i risparmi familiari.

Un secondo conto per accantonare le tasse e le spese fisse

Una notevole utilità del conto corrente è per chi non è capace di risparmiare e, a fine anno, si trova a dover pagare le tasse, il condominio, l’assicurazione e tutte le spese fisse in un’unica soluzione. Si pensi anche al lavoratore autonomo che è soggetto alla dichiarazione dei redditi di luglio e al versamento dell’Iva trimestrale. In questi casi, il secondo conto corrente può servire per accantonare le somme necessarie all’adempimento dei propri doveri tributari, senza il rischio di trovarsi col conto vuoto, prosciugato dalle spese personali.


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