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Debiti del defunto: chi li paga?

27 febbraio 2018


Debiti del defunto: chi li paga?

> Business Pubblicato il 27 febbraio 2018



Quando si è tenuti a pagare i debiti del defunto? Quali debiti si trasferiscono agli eredi? Vediamolo in questo approfondimento

Come tutti sappiamo, nemmeno la morte cancella i debiti. O per meglio dire, non li cancella tutti. Infatti in alcuni casi i debiti del defunto passano agli eredi, mentre in altri non si trasmettono e, dunque, non vanno più pagati. Ma su cosa si basa questa differenza? Lo scopriamo nel prosieguo. Adesso è il caso di anticipare che i debiti come i crediti passano agli eredi familiari che accettano l’eredità. Alcuni debiti, però, per la loro stessa natura sono strettamente personali del defunto e pertanto non si trasferiscono neppure in caso di accettazione dell’eredità. Vediamoli nel dettaglio.

Debiti del defunto: quali si trasferiscono agli eredi?

Come detto non tutti i debiti del defunto si trasferiscono agli eredi. Tra quelli che passano vi sono i debiti di natura civile e tributaria. Tra i primi si pensi ad esempio ad un mutuo non ancora estinto, all’assicurazione auto, alle utenze di luce e gas se non disdettate, ai contratti con rinnovo automatico (anch’essi solo in assenza di disdetta), ad una condanna del giudice a pagare le spese processuali a seguito di una soccombenza in giudizio, ad un risarcimento del danno, ai debiti con il condominio e così via. Tra i debiti di natura tributaria ci sono invece il bollo auto, il canone Rai, imposte non pagate e via dicendo.

Debiti del defunto: quali non si trasferiscono agli eredi?

Tralasciando i debiti che non si trasmettono agli eredi solo per via della rinuncia all’eredità, ve ne sono altri che, invece, per loro stessa natura non si trasmettono agli eredi. I debiti che alla morte di un familiare non si trasmettono agli eredi sono:

  • le multe;
  • le sanzioni;
  • i debiti caduti in prescrizione.

Le multe per violazioni al Codice della Strada non si ereditano. Quindi, se dovesse arrivare una contravvenzione per una infrazione commessa dal defunto quando questi era ancora in vita, è bene sapere che gli eredi non sono tenuti al pagamento: basterà produrre alla polizia il certificato di morte per ottenerne lo sgravio. Così come non è dovuto il pagamento per una cartella esattoriale per il mancato pagamento di una multa da parte del defunto. In questo caso, infatti, è possibile chiedere lo sgravio della cartella. Come le multe, non si trasferiscono agli eredi neppure le altre sanzioni per violazioni amministrative. Tanto per fare un esempio, si tratta delle sanzioni comminate in caso di emissione di assegni protestati o per qualsiasi altra violazione amministrativa.

Non si trasmettono agli eredi neppure i debiti che nel frattempo, sono caduti in prescrizione, ossia per i quali il creditore è stato inerte e non ha provveduto ad inviare diffide, solleciti ed in ogni caso altri atti interruttivi della prescrizione. I termini di prescrizione sono diversi a seconda del tipo di debito e variano anche per le imposte. Per sapere di più in ordine alla prescrizione di un debito leggi Dopo quanto tempo un debito cade in prescrizione?.

Debiti del defunto: la rinuncia all’eredità

Come detto in apertura, alcuni debiti non si trasferiscono agli eredi nel caso in questi rinuncino all’eredità. La rinuncia all’eredità consiste in una dichiarazione di non voler accettare il patrimonio lasciato dal defunto (con testamento o senza). La rinuncia deve essere frutto di una scelta libera da condizioni e da termini, gratuita e a favore di tutti gli altri chiamati all’eredità.

Ma come si rinuncia all’eredità? La rinuncia all’eredità può essere fatta con una dichiarazione ricevuta alternativamente:

  • da un Notaio;
  • dal Cancelliere del Tribunale del circondario in cui si è aperta la successione;

La dichiarazione deve essere inserita nel Registro delle successioni conservato nello stesso Tribunale. Il diritto di rinunciare all’eredità (che è speculare a quello di accettare l’eredità) si prescrive in 10 anni [1] dal giorno della morte del defunto. La rinuncia ha un effetto retroattivo: infatti il soggetto chiamato all’eredità che vi rinuncia viene considerato come se non vi fosse mai stato chiamato [2].

Debiti del defunto: accettazione con beneficio d’inventario

Tra le due soluzioni innanzi dette c’è sempre la via di mezzo: ossia l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario. Con questa scelta non viene meno la responsabilità dell’erede per i debiti, ma con questa forma di accettazione (detta beneficiata) l’erede acquista il diritto a non risponderne al di là dei beni lasciatigli dal defunto.

note

[1] Art. 480 Cod. Civ.

[2] Art. 521 Cod. Civ.

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2 Commenti

  1. Ho contratto un prestito con la banca unitamente a mio marito che dopo un anno è deceduto. Premetto che avevo il conto corrente in comune che mi è stato bloccato subito dopo la sua morte. Ho ottenuto la pensione di reversibilità e non mi lasciato nessun bene. Inoltre avevo la separazione dei beni matrimoniale. Devo pagare tutto il debito contratto oppure solo l parte mia? Grazie.

  2. la banca ifis mi ha pignorato un quinto dello stipendio, in caso di morte si continua a pagare, io avevo un debito con la findomestic che ha venduti il finanziamento a banca ifis che ammontava a 8000, come saldo estralcio ora devo dare 28000 mila euro secondo lei una soglia piu’ enorme mi ritrovo con questo ammontare ho 80% di invalidita’, mi da un quesito.

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