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Uscire fiscalmente dal nucleo familiare

8 Agosto 2019 | Autore:
Uscire fiscalmente dal nucleo familiare

È possibile risultare a carico di un parente non facente parte dello stesso nucleo familiare ai fini fiscali?

Sei disoccupato da tempo, e sono ormai parecchi anni che il tuo reddito si trova sotto la soglia per essere considerati fiscalmente a carico, cioè al di sotto di 2.840, 51 euro. Tuttavia, non trai alcun beneficio dall’essere considerato coniuge a carico, perché tua moglie (o il partner dell’unione civile) ha un reddito molto basso e, nel concreto, non fruisce della detrazione.

Preferiresti, invece, essere fiscalmente a carico di tuo padre, che non convive più con te, ma ha un reddito elevato e, nel concreto, ti aiuta economicamente.

Ma c’è un modo per uscire fiscalmente dal nucleo familiare, per essere considerato a carico del genitore e non del coniuge? Si può essere fiscalmente a carico solo se si convive?

Proviamo a fare chiarezza, analizzando le disposizioni del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir) e i principali chiarimenti forniti in materia dall’Agenzia delle Entrate.

Attenzione, poi, a non fare confusione tra il nucleo familiare ai fini fiscali, il nucleo familiare anagrafico e, infine, il nucleo familiare ai fini Isee e del reddito di cittadinanza. Ne abbiamo parlato in: Reddito di cittadinanza, chi è nel nucleo familiare?

Qual è il nucleo familiare ai fini fiscali?

Ai fini fiscali, cioè ai fini della tassazione, non esiste una vera e propria definizione di nucleo familiare, ma rilevano i familiari fiscalmente a carico del contribuente.

In un certo senso, il nucleo familiare ai fini fiscali coincide con il quadro «familiari a carico» della dichiarazione redditi (modello Redditi PF o modello 730), dunque comprende il contribuente, il coniuge (il cui codice fiscale va riportato anche se non a carico), ed eventuali figli e altri familiari a carico.

Come si dimostra che un familiare è a carico?

Un familiare è considerato fiscalmente a carico se:

  • ha un reddito inferiore a 2.840,51 euro annui, se si tratta del coniuge;
  • ha un reddito inferiore a 2.840,51 euro annui, o a 4mila euro se non ha più di 24 anni, se si tratta del figlio;
  • ha un reddito inferiore a 2.840,51 euro annui, convive col contribuente o percepisce da quest’ultimo (o da più persone, tra le quali il contribuente) un assegno alimentare non risultante da provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

In buona sostanza, per dimostrare che un familiare è a carico basta provare con idonea documentazione (dichiarazione dei redditi, certificazioni…) che il suo reddito non supera la soglia limite; se si tratta di un familiare diverso dal coniuge o dai figli, bisogna anche dimostrare la convivenza col contribuente, o che quest’ultimo corrisponde (da solo o in concorso con altri parenti) al familiare gli alimenti, senza che vi siano provvedimenti dell’autorità giudiziaria. La corresponsione dell’assegno deve essere attestata con un’idonea autocertificazione, oppure utilizzando dei mezzi di prova (come l’intestazione delle utenze o del contratto di affitto dell’immobile, la documentazione bancaria, etc).

Quali familiari possono risultare a carico?

Oltre ai figli ed al coniuge, il contribuente può avere a carico i seguenti altri familiari:

  • i genitori;
  • i generi e le nuore;
  • il suocero e la suocera;
  • i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, che convivano con il contribuente o che risultano a carico per provvedimenti dell’autorità giudiziaria;
  • i nipoti nei confronti dei nonni;
  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato.

La detrazione per altri familiari a carico può spettare a più contribuenti, se tutti possono dimostrare di aver contribuito a mantenere il familiare.

Quali sono i vantaggi per chi ha un familiare a carico?

Avere un familiare fiscalmente a carico comporta la possibilità di fruire di una detrazione, cioè di un importo che diminuisce l’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) dovuta.

La detrazione non è uguale per tutti, ma dipende:

  • dallo specifico rapporto di parentela col contribuente (coniuge, figlio, altro familiare);
  • dal reddito del contribuente;
  • dal numero di contribuenti che hanno a carico il familiare;
  • per ogni figlio a carico, dal numero dei figli, dal riconoscimento dell’handicap e dall’età pari o inferiore a 3 anni.

Vuoi sapere come si calcolano e quando spettano le detrazioni per familiari a carico? Guida alle detrazioni per familiari a carico.

Posso uscire fiscalmente dal nucleo familiare per tornare a carico dei miei genitori?

Il tuo reddito è sotto la soglia di 2.840,51 euro, ma tuo marito, o tua moglie, o il partner dell’unione civile, non guadagna abbastanza da poter beneficiare della detrazione fiscale?

Puoi metterti fiscalmente a carico dei tuoi genitori (o del tuo genitore che ha un reddito maggiore, se si sono accordati in tal senso), senza bisogno di tornare a vivere con loro. Perché un figlio sia a carico, difatti, non è necessario il requisito della convivenza.

In pratica, puoi uscire fiscalmente dal nucleo familiare senza bisogno di cambiare residenza.

Ricorda, però, che perché i tuoi genitori possano beneficiare della detrazione, il coniuge deve rinunciarci, ossia non deve fruirne nello stesso anno d’imposta.

Posso uscire fiscalmente dal nucleo per risultare a carico di un altro familiare?

Se vuoi uscire dal nucleo familiare del tuo coniuge/ parte dell’unione civile, per risultare fiscalmente a carico di un altro familiare, devi invece convivere con quest’ultimo, o farti corrispondere un assegno alimentare. In caso contrario, il tuo familiare non può beneficiare di alcuna detrazione.

Insomma, in questo caso devi davvero uscire “materialmente” dalla famiglia, per uscire fiscalmente dal nucleo.


note

[1] Ag. Entrate, circolare n. 95/E/2000 punto 3.1.4.


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