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Videosorveglianza in spiaggia: si può?

8 Agosto 2019 | Autore:
Videosorveglianza in spiaggia: si può?

Telecamere al mare: sono lecite? Come devono essere installati i sistemi di videosorveglianza nelle spiagge? C’è violazione della privacy?

Il problema della sicurezza, in Italia, è sempre molto sentito: anche quando le statistiche ufficiali confermano un trend al ribasso della criminalità, la gente si sente sempre insicura e invoca a gran voce provvedimenti forti a tutela della propria incolumità (o, quanto meno, della propria tranquillità). Da questi timori proviene il moltiplicarsi dei sistemi di videosorveglianza: non solo all’interno delle abitazioni o degli edifici pubblici, ma anche all’esterno, ad esempio nelle prossimità delle abitazioni e nei luoghi pubblici. Il problema della sicurezza si scontra, a questo punto, con quello della privacy, soprattutto quando la videosorveglianza viene installata nelle spiagge, cioè in un luogo pubblico o aperto al pubblico ove si è soliti indossare un tipo di abbigliamento ridotto al minimo.

È lecita la videosorveglianza in spiaggia? Possono essere installate delle telecamere al mare? Non c’è il rischio di violare la riservatezza dei bagnanti? Se cerchi risposte a queste domande, sei nel posto giusto: prosegui nella lettura dei prossimi paragrafi.

Si possono installare telecamere in spiaggia?

Non esiste una legge che impedisca di installare un sistema di videosorveglianza in spiaggia e, infatti, sono molti gli stabilimenti balneari che optano per questa soluzione per tutelare la sicurezza dei propri clienti e l’integrità della propria struttura: le telecamere servono non solo a riprendere eventuali furti o risse, ma anche atti vandalici nei confronti dello stabilimento stesso.

Decreto spiagge sicure: cos’è?

A riprova di quanto appena detto, v’è il cosiddetto decreto spiagge sicure del ministero dell’Interno che, in attuazione di quanto già previsto dal decreto sicurezza del 2018 [1] che istituiva il fondo per il potenziamento delle iniziative di sicurezza urbana, ha destinato una parte dei finanziamenti a cento comuni marittimi italiani, col fine di combattere la criminalità nella stagione estiva.

È chiaro che, tra le misure destinate alla tutela della sicurezza dei vacanzieri, v’è anche il rafforzamento dei sistemi di videosorveglianza, sui quali stabilimenti balneari e, più in generale, comuni marittimi hanno ampiamente investito sfruttando le risorse giunte dal ministero.

Come funziona la videosorveglianza sulle spiagge?

Chiarito che le telecamere in spiaggia sono ammesse, vediamo ora come devono essere installate; in altre parole, come deve funzionare la videosorveglianza al mare per essere lecita? È giusto che l’occhio delle telecamere riprenda persone che prendono il sole o fanno il bagno, mentre addirittura alcuni lidi si sono dotati di webcam in grado di mostrare in tempo reale l’affollamento delle spiagge e le condizioni meteo del posto?

La regola comune che devono rispettare coloro che installano degli impianti di videosorveglianza all’interno e all’esterno delle proprie abitazioni è che le telecamere non siano rivolte verso spazi di proprietà privata altrui che, per le loro caratteristiche, sono sottratte allo sguardo di un comune osservatore esterno.

In altre parole, una telecamera in grado di riprendere un giardino visibile a tutti, non commetterà un illecito se lo spazio verde, anche se di proprietà privata, è strutturato in modo tale che chiunque possa osservare. Al contrario, l’impianto di videosorveglianza capace di “spiare” nella finestra del vicino, superando l’ostacolo rappresentato dalle tende, commetterebbe un illecito penale [2].

Da tanto deriva che la videosorveglianza nelle spiagge, poiché non invade spazi riservati (la cabina dove ci si cambia, ad esempio), ma al contrario riprende ciò che è visibile a tutti, è lecita, anche in considerazione del fatto che il suo fine è quello di tutelare la sicurezza di tutti: si tratta, cioè, di uno scopo meritevole, a differenza delle dirette streaming con le webcam, che hanno un fine meramente promozionale.

Regole videosorveglianza spiagge

Quanto detto nel precedente paragrafo, però, non significa che le telecamere possano essere collocate ovunque; per aversi un impianto di videosorveglianza in spiaggia occorre seguire le seguenti regole:

  • le telecamere devono essere debitamente segnalate;
  • le telecamere non devono invadere luoghi riservati (la cabina, i bagni, ecc.);
  • le telecamere devono essere installate in posizione tale da non riprendere da vicino gli utenti; in altre parole, esse devono essere collocate in maniera tale da assolvere alla loro funzione ma, allo stesso tempo, da non essere eccessivamente invasive;
  • le riprese della videosorveglianza devono essere conservate per un periodo limitatissimo di tempo, al massimo ventiquattro ore, per poi essere cancellate;
  • le riprese non possono essere cedute a terzi, tranne nel caso in cui si debba aderire ad una specifica richiesta investigativa dell’autorità giudiziaria o di polizia giudiziaria.

Si ritiene, pertanto, non applicabile alla videosorveglianza in spiaggia quanto stabilito da una decisione dell’Autorità garante per la privacy [3] riguardante la liceità delle webcam che, a fini pubblicitari, trasmettono in streaming in tempo reale quanto avviene all’interno del lido.

Secondo il Garante, tale sistema di ripresa è lecito solamente se le persone inquadrate non sono identificabili; tuttavia, se si applicasse questo principio anche alla videosorveglianza si finirebbe per vanificarne lo scopo, che è quello di garantire la sicurezza e, nel caso di fatto illecito, di avere una ripresa che identifichi il responsabile.


note

[1] D. l. n. 113/2018, convertito con modificazioni nella L. n. 132/2018.

[2] Art. 615-bis cod. pen.

[3] Garante privacy, doc. n. 41782 del 14 giugno 2001.

Autore immagine: Pixabay.com


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