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Si possono anticipare i permessi legge 104?

8 Agosto 2019 | Autore:
Si possono anticipare i permessi legge 104?

Il lavoratore con particolari esigenze può fruire in un’unica soluzione dei permessi retribuiti per l’assistenza di familiari disabili?

I permessi legge 104 sono delle assenze retribuite, finalizzate all’assistenza, da parte del lavoratore, di un familiare al quale è stato riconosciuto un handicap grave. Questi permessi possono, però, essere riconosciuti anche allo stesso lavoratore, nell’ipotesi in cui gli sia stato riconosciuto un handicap in situazione di gravità.

I permessi spettanti sono normalmente pari a 3 giorni al mese, frazionabili a ore. Se a fruire dei permessi è il lavoratore disabile in prima persona, può beneficiare, in alternativa ai 3 giorni mensili, di 2 ore al giorno di permesso, oppure di un’ora al giorno, qualora l’orario giornaliero sia inferiore alle 6 ore.

A seconda delle particolari esigenze del lavoratore disabile, o del disabile assistito, tuttavia, i permessi legge 104 spettanti nel mese possono non essere sufficienti: pensiamo al caso in cui il disabile debba sottoporsi a delle cure per le quali necessiti di assistenza per diversi giorni, o per le quali sia necessario spostarsi per parecchio tempo. In questi casi si possono anticipare i permessi legge 104?

È possibile, cioè, fruire in anticipo, durante un determinato mese, dei permessi orari o giornalieri spettanti nei mesi successivi, per esigenze di cura ed assistenza? Ad esempio, è lecito che il lavoratore richieda, nel mese di agosto, di fruire di 9 giorni di permesso (le 3 giornate di agosto, quelle di settembre e quelle spettanti ad ottobre), a patto, naturalmente, di non richiedere i permessi mensili per i successivi due mesi? Nel caso in cui il cumulo non sia lecito, ma il lavoratore debba assentarsi per un lungo periodo, la legge 104 prevede altre tutele, come congedi e aspettative? Proviamo a fare chiarezza, in base alla finalità di queste assenze retribuite per l’assistenza dei portatori di handicap grave.

A chi spettano i permessi legge 104?

I permessi legge 104 spettano in prima persona al lavoratore portatore di handicap in situazione di gravità, oppure per assistere i seguenti familiari portatori di handicap grave:

  • genitori;
  • coniuge;
  • convivente di fatto: non si tratta di un semplice coinquilino, ma del convivente more uxorio; per il diritto ai permessi, deve essere stata effettuata la dichiarazione di convivenza anagrafica al Comune di residenza, mentre non è necessaria la firma di un patto di convivenza;
  • parte dell’unione civile;
  • parenti e affini entro il 2° grado;
  • parenti e affini entro il 3° grado, se il genitore, il coniuge, il partner dell’unione civile o il convivente del disabile:
    • hanno compiuto i 65 anni;
    • sono invalidi a carattere permanente;
    • sono deceduti o mancanti (assenza naturale o giuridica).

Quanti permessi spettano al mese?

I permessi legge 104 possono ammontare a:

  • 3 giorni al mese, frazionabili anche a ore;
  • 3 giorni al mese o 2 ore al giorno (se l’orario giornaliero è superiore alle 6 ore, altrimenti un’ora al giorno), per il lavoratore disabile.

Per i lavoratori in regime di part time verticale che prestano servizio per meno della metà delle giornate lavorative settimanali, ad esempio che lavorano 2 giorni su 6, i 3 giorni di permesso Legge 104 non spettano per intero e devono essere riproporzionati [1].

Se il lavoratore assiste più disabili, o ha diritto ai permessi per sé stesso e per un familiare portatore di handicap grave assistito, può cumulare i permessi, a meno che non sia possibile l’assistenza contemporanea (ne abbiamo parlato in: Cumulo permessi legge 104).

Marco assiste la moglie ed il padre: entrambi non possono spostarsi dall’appartamento in cui vivono, quindi l’assistenza congiunta non è possibile; a Marco, lavoratore full time (o in regime di part time orizzontale, o verticale/ misto, se lavora per almeno la metà delle giornate settimanali), spettano 6 giorni di permesso al mese.

Si possono anticipare i permessi legge 104?

Come abbiamo osservato, possono spettare più di 3 giornate al mese di permessi retribuiti, se i lavoratori assistiti sono più di uno, e l’assistenza contemporanea non è possibile.

La legge, invece, non consente di anticipare i permessi legge 104, cioè di fruire in un mese i permessi spettanti nel mese successivo, o nei mesi successivi, neanche se questa richiesta risponde a bisogni specifici di cura e di assistenza del disabile.

Nel caso in cui vi siano straordinarie esigenze legate alle cure del disabile, difatti, è possibile fruire di assenze alternative:

  • il familiare lavoratore che assiste il disabile ha diritto al congedo straordinario legge 104;
  • il disabile, se lavoratore, ha il diritto di:
    • assentarsi per malattia;
    • assentarsi per malattia per cure ricorrenti;
    • fruire di un congedo per cure relative all’infermità riconosciuta, per un periodo non superiore a 30 giorni l’anno, se risulta invalido dal 51%; il congedo è retribuito come le assenze per malattia, e il diritto alle assenze va verificato all’interno del contratto collettivo di riferimento;
    • fruire di aspettative e congedi non retribuiti, in base alle previsioni del contratto collettivo applicato; il datore di lavoro, però, non è obbligato né a collocare unilateralmente il dipendente in aspettativa, né a sollecitare la richiesta di aspettativa.

Il disabile, in alternativa, può chiedere di convertire il contratto in part time, se:

  • affetto da malattie oncologiche, e con una ridotta capacità lavorativa;
  • affetto da malattie cronico-degenerative: il diritto al part time, in questo caso, sorge se si tratta di patologie «ingravescenti», cioè di malattie destinate ad aggravarsi progressivamente e gradualmente nel corso del tempo, per le quali il miglioramento è praticamente impossibile; tra le più conosciute malattie cronico-degenerative ricordiamo il morbo di Parkinson e l’Alzheimer, la sclerosi multipla e l’Aids.

note

[1] Cass. sent. n. 22925/2017.

Autore immagine: 123rf.com


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