Una nuova grande crisi economica in arrivo

8 Agosto 2019 | Autore:
Una nuova grande crisi economica in arrivo

Discesa estiva delle borse, guerra commerciale tra Usa e Cina, tassi bassi e fermi: segnali di rallentamento dell’economia e forse di recessione in arrivo.

L’economia sta rallentando e non solo in Italia ma a livello globale. I segnali negativi che si stanno accumulando in questo agosto 2019 sono parecchi e tutti preoccupanti, perché indicano in maniera concorde che il tempo sta volgendo al brutto e sembra proprio che una nuova grande crisi economica è in arrivo.

Le Borse europee ed americane sono in calo; la produzione industriale negli ultimi mesi è scesa in quasi tutti i Paesi industrializzati e addirittura nella “locomotiva” Germania; la guerra commerciale instaurata dal Presidente Usa Donald Trump, che ha imposto dei dazi sull’importazione dei prodotti dalla Cina, mette tensione e certamente non aiuta l’espansione; il prezzo dell’oro è tornato a salire mentre quello del petrolio è in discesa.

Tutti questi dati macroeconomici, pubblicati su Il Sole 24 Ore di oggi, indicano che potrebbe essere in arrivo, e presto, una recessione. Le Banche centrali sono già corse ai ripari tagliando i tassi di interesse nel tentativo di sostenere l’economia; anche questo però è un segnale preoccupante perché significa che esse hanno anticipato la tendenza cercando di contrastarla (non l’avrebbero fatto se il quadro economico fosse stato roseo ed espansivo).

Intanto gli investitori non stanno a guardare e già corrono ai ripari: sui mercati prevale la prudenza e l’avversione al rischio, gli operatori professionali evitano speculazioni azzardate sulle borse azionarie e si rifugiano sui titoli di Stato e sulle valute “forti”, come lo yen giapponese ed il franco svizzero, che si sono apprezzate di oltre il 2% nei confronti del dollaro statunitense nella sola ultima settimana.

Via dalle Borse, tutti sui titoli di Stato (e sull’oro)

Sono proprio i titoli di Stato a dare il termometro preciso di cosa sta succedendo: la corsa all’acquisto, che ha avuto un’impennata negli ultimi giorni, ha riguardato non solo i solidi Bund tedeschi ma anche i nostri Btp che, sulla scadenza decennale, sono arrivati a sfiorare rendimenti dell’1,4%, un valore mai visto dal 2016 in poi. La parola d’ordine sui mercati nei primi tre giorni di questa settimana sembra essere vendere azioni e comprare titoli di Stato.

In queste condizioni, è difficile proteggersi in uno scenario di debolezza economica che sta coinvolgendo i maggiori Stati del mondo, a partire dagli Usa. Le Banche centrali, come la Fed statunitense e la nostra Bce europea, non possono far molto se non utilizzare lo strumento dei tassi di interesse nel tentativo di sostenere una ripresa che sembra sempre più lontana, ben al di là delle rassicurazioni dei capi di Stato e di Governo, a partire da Donald Trump e senza bisogno di arrivare all’Italia che, a livello mondiale, è in posizione marginale e certamente non può muoversi in controtendenza. Le Borse sono sull’ottovolante in questo agosto inconsueto dove gli investitori, anziché scappare dalle città per raggiungere i luoghi di vacanza, stanno fuggendo dai titoli azionari per rifugiarsi sui bond e addirittura su un classico “bene rifugio” come l’oro.

Intanto proprio oggi la Bce ha lanciato l’allarme sulla mancata crescita dell’economia nei Paesi dell’Eurozona nel 2019 – che è stata inferiore alle aspettative – sottolineando che «il perdurare di incertezze… sta indebolendo il clima di fiducia».  Per questo, in un comunicato diffuso dall’agenzia stampa AdnKronos, si è dichiarata pronta ad intervenire sui tassi di interesse per garantire “stimolo monetario” a sostegno dell’espansione dei Paesi nell’area euro e per tenere sotto controllo l’inflazione.



1 Commento

  1. èNon credo sia in arrivo una nuova recessioneQuella che ci affligge è la vecchia, non certo domata e aggravata dalla corsa alla rinuncia agli strumenti,molto poveri, per combatterla.Accadde così anche per la crisi del 29, quando roosewelt, convinto di aver domato il mostro tornava alla politica classica, la recessione ripartiva:Bisogna ridare a chi lavora u mezzi per tornare sul mercato dei beni durevoli.Bisogna rendersi conto che la vittoria del capitale sul lavoro ,secondo gli insegnamenti di Friedman è un cane che si mangia la coda.Crescita esclusivamente per l’esportazione assomiglia al suggerimento di HOOVER:Vendete mele agli angoli delle strade.TUtti già occupati da altri venditori di mele, E poi arrivano i dazi saluti

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