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La copia di un originale che non esiste è reato?

8 Agosto 2019
La copia di un originale che non esiste è reato?

La formazione della copia di un atto inesistente (falsa fotocopia) non integra il reato di falsità materiale, salvo che la copia assuma l’apparenza di un atto originale.

Non c’è bisogno di essere avvocati o dottori in legge per intuire che la falsificazione di un documento costituisce reato. Ma con la parola «falsificazione» non si intende qualsiasi tipo di attività. Il falso vero e proprio riguarda la creazione di una copia di un originale mai rilasciata dalla pubblica amministrazione. Che succede, invece, se l’originale non esiste o se si falsifica una copia di un originale (creando quindi la copia della copia)? Chi crea un documento dal nulla, spacciandolo come autentico, può essere punito? Per quanto possa sembrarti scontato che la realizzazione di un’autorizzazione, una licenza, un permesso mai emesso dalla pubblica autorità possa integrare un falso, la questione è stata al centro di un lungo dibattito in giurisprudenza. Solo ora si sono espresse le Sezioni Unite della Cassazione [1], in tal modo ponendo fine ai dubbi interpretativi sull’esatta portata della norma, prevista dal Codice penale, sulla «falsità materiale». Alla Corte è stato chiesto se la copia di un originale che non esiste è reato. Ecco qual è stata la risposta.

Il reato di falso

Il Codice penale prevede il delitto di falsità materiale commessa dal privato.

Il reato scatta in presenza delle seguenti azioni:

Contraffazione di un originale

La contraffazione di un originale si verifica quando viene emessa una copia di un documento originale da parte di persona diversa da chi ha il potere per farlo.

Luisa ha un pass invalidi. Ne fa una fotocopia a colori, falsificando la firma del funzionario del Comune, per utilizzarlo indebitamente su una seconda auto.

Alterazione dell’originale

L’alterazione dell’originale si verifica quandoa un documento originale, vengono apportate delle modifiche di qualsiasi tipo da parte di altro soggetto non legittimato (ad esempio la data, il luogo di formazione, il contenuto).

Mirco ha un pass per Ztl registrato su un’auto di sua proprietà. Ne crea una copia modificando la targa per ottenere lo stesso pass su un’altra macchina.

La falsità materiale può, quindi, riguardare:

  • un atto pubblico;
  • un certificato o un’autorizzazione amministrativa;
  • copie autentiche di atti pubblici o privati;
  • attestati su contenuti di atti pubblici o privati;
  • testamento olografo, cambiale o altro titolo di credito;
  • documenti informatici;
  • carte di credito o di pagamento o qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all’acquisto di beni o alla prestazione di servizi;
  • visto di ingresso o reingresso, permesso di soggiorno, contratto di soggiorno, carta di soggiorno o altri documenti volti al rilascio di un visto di ingresso o reingresso, un permesso di soggiorno, un contratto di soggiorno o una carta di soggiorno.

Diverso dal falso materiale è il falso ideologico che si verifica quando il documento, non contraffatto né alterato, contiene dichiarazioni menzognere: nel falso ideologico, dunque, è lo stesso autore del documento ad attestare fatti non rispondenti al vero.

Luca dichiara all’anagrafe di essersi trasferito presso una nuova abitazione ove chiede il cambio di residenza. In realtà egli non si è mai mosso dalla precedente casa. Il suo intento è solo rivolto a ottenere i benefici fiscali.

Creare una falsa copia di un atto inesistente è reato?

In merito alla creazione di una falsa copia di un atto che non esiste, sino ad oggi si sono scontrate due diverse tesi. Secondo un primo indirizzo l’utilizzo della copia contraffatta di un atto inesistente non integra il reato di falsità materiale (in «assenza dei requisiti di forma e di sostanza tali da far apparire l’atto in fotocopia come il documento originale o come la copia autentica di esso»). Una seconda tesi più rigida, invece, ritiene che, per il reato, basta «la formazione di un atto presentato come riproduzione fotostatica di un documento in realtà inesistente, del quale invece, si intendano attestare artificiosamente l’esistenza e gli effetti probatori»).

Le Sezioni unite hanno optato per il primo orientamento più restrittivo. Per cui, creare una falsa copia di un atto originale che non esiste non integra il reato di falsità materiale. Si potranno tutt’al più valutare gli estremi del diverso reato di truffa ma, a tal fine, il falso non deve essere «grossolano», ossia facilmente individuabile ad occhio nudo.

Luigi deve vendere un attico. Per convincere l’acquirente, crea un falso attestato di agibilità che, in realtà, non è stato mai rilasciato dal Comune. Luigi non commette reato di falsità materiale. Ciò non toglie che l’acquirente, una volta pagato il prezzo, possa agire contro il venditore chiedendo la restituzione dei soldi ed, eventualmente, querelandolo per truffa. Ma il reato di falsità materiale non potrà essere punito.

Falsificare la fotocopia di un certificato è reato?

Con una precedente decisione [2] la Cassazione aveva altresì detto che falsificare la copia di un certificato non è reato. Secondo la Corte, il reato di falso scatta solo quando si falsifica il documento in originale, ma non la sua copia. Si legge, infatti, in sentenza: «non integra il delitto di falsità materiale la condotta di colui che esibisca la falsa fotocopia di un documento (esistente o meno in originale) al fine di conseguire un qualche vantaggio, qualora si tratti di fotocopia esibita ed usata come tale dall’imputato».

La disciplina sulla falsità materiale è volta a reprimere la contraffazione o l’alterazione dei soli documenti originali, «non anche la condotta di colui che utilizzi le riproduzioni di un documento, quando, per le modalità e le circostanze dell’uso, sia chiaro che si tratti di una fotocopia (comunque realizzata) dallo stesso». Una banale fotocopia non ha quei requisiti di forma e di sostanza capaci di farla sembrare un provvedimento originale. Solo se la falsificazione riguarda una copia conforme, ossia con attestazione di conformità all’originale, si potrebbe parlare di reato di falso.

Antonio chiede un certificato anagrafico in Comune ma lì gli viene rilasciata solo una fotocopia a uso privato, senza alcun valore certificatorio. L’eventuale falsificazione non è reato.

note

[1] Cass. sent. n. 35814/2019.

[2] Cass. sent. n. 2297/18 del 19.01.2018.


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