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Come spostare un conto corrente

28 Agosto 2019 | Autore:
Come spostare un conto corrente

La procedura (semplificata) per trasferire i soldi da una banca ad un’altra. Quando conviene chiudere il vecchio conto?

A chiunque può capitare di avere aperto da tempo un conto corrente in una banca e di trovare successivamente un istituto di credito che offre delle condizioni più vantaggiose. Può succedere anche che, per motivi di lavoro, ci si debba trasferire in una città lontana da quella attuale e che la banca in cui si hanno depositati i soldi non abbia uno sportello nelle vicinanze. Troveresti, quindi più comodo cambiare istituto. Ma come spostare un conto corrente? Ci vogliono tante carte da firmare? Ci sono dei tempi lunghi? E, soprattutto: quanto costa l’operazione?

Molte banche mettono a disposizione dei clienti un servizio per «trascolare» il proprio conto da un istituto all’altro senza grosse trafile e senza particolari problemi. A dire la verità, la legge stessa prevede che le banche abbiano questa possibilità, solo che queste ultime non sempre lo dicono, per ovvi motivi. Quindi, prima di capire come spostare un conto corrente devi sapere che farlo è un tuo diritto, non un favore che ti viene offerto.

Naturalmente, è opportuno che tu scelga innanzitutto dove vuoi spostare il tuo conto, prima di andare in banca a dire che lo vuoi trasferire. A questo proposito, ti può essere utile leggere il nostro articolo su come scegliere la banca giusta. Dopodiché, iniziare l’iter burocratico per spostare il conto corrente. Ecco come si fa.

Spostare conto corrente: cosa prevede la legge?

La pratica per spostare un conto corrente da una banca ad un’altra è stata resa più facile da un decreto legge del 2015 [1] contenente «misure urgenti per il sistema bancario e per gli investimenti». Questa normativa definisce il servizio di trasferimento da una banca all’altra su richiesta del cliente lo spostamento di:

  • informazioni su tutti o su alcuni ordini permanenti di bonifico (ad esempio, lo stipendio di un dipendente);
  • addebiti diretti e bonifici in entrata ricorrenti sul conto corrente;
  • un saldo positivo da un conto ad un altro con o senza chiusura del conto originario.

La legge stabilisce anche che sia la banca destinataria (il prestatore di servizi di pagamento ricevente, cita testualmente la norma) ad avviare tale servizio di trasferimento su espressa indicazione del cliente ed entro 12 giorni lavorativi da quando ha ricevuto l’autorizzazione. In caso di ritardi, il cliente avrà diritto ad un indennizzo.

Spostare conto corrente: cosa bisogna fare?

Appurato che tu abbia individuato la banca presso la quale vuoi spostare il conto corrente, devi innanzitutto verificare i servizi che ci sono sul tuo attuale conto. Si parla, quindi, di controllare se puoi mantenere o se devi estinguere un mutuo o un prestito oppure una carta di credito. Se hai dei titoli intestati, prima del trasferimento ti conviene aprire un nuovo conto titoli.

In altre parole, come dicevamo all’inizio: non chiudere il vecchio conto prima di averne aperto un altro. E da quello vecchio, non portare via subito tutti i soldi: lascia una minima quantità per eventuali pagamenti residui della carta di credito o di qualche bolletta in arrivo.

Una volta fatte queste verifiche, occorre spostare i pagamenti periodici, cioè le domiciliazioni delle bollette, i bonifici ricorrenti degli stipendi (in entrata o in uscita) oppure quelli da fare per la fornitura di un servizio. Lo stesso, ovviamente, vale per la pensione: dovrai spostare sul nuovo conto i dati per riceverla ogni mese.

Alla nuova banca (e non alla vecchia) devi consegnare:

  • le carte di credito ed il Bancomat del vecchio conto;
  • gli assegni non utilizzati;
  • gli estratti conto, in modo che il nuovo istituto possa vedere quali sono i pagamenti fissi che venivano fatti sul vecchio conto.

Nel caso in cui tu decida di spostare il conto corrente via web, approfittando dei documenti che ogni banca mette a disposizione dei clienti sui propri siti, dovrai comunque recarti in una filiale della nuova banca per consegnare quanto sopra.

Come abbiamo fatto notare, la legge chiede che sia proprio la nuova banca ad occuparsi del trasferimento del vecchio conto e, in particolare, della sua chiusura. Tuttavia, se non sono stati ancora incassati degli assegni emessi da te, devi comunicarlo tu alla vecchia banca. Ecco perché, come dicevamo prima, conviene lasciare sul vecchio conto una somma sufficiente a garantire eventuali pagamenti in sospeso.

Naturalmente, un’altra cosa che dovrai fare tu sarà comunicare il nuovo Iban al tuo datore di lavoro per continuare a ricevere lo stipendio. Se, invece, percepisci la pensione, la nuova banca invierà un modulo all’Inps o all’Ente di previdenza che ti versa l’assegno ogni mese con le coordinate bancarie nuove per l’accredito.

Spostare conto corrente: quando chiedere la carta di credito?

La richiesta di una nuova carta di credito può avvenire solo quando la procedura per spostare il conto corrente si è conclusa ed è stato fatto il trasferimento dei soldi (come detto, lasciando sul vecchio conto la cifra che può servire per risolvere le ultime pendenze).

Controlla se il contratto con la nuova banca prevede il rilascio gratuito della carta. In caso contrario, l’istituto potrebbe chiederti una somma di denaro per l’apertura. Conviene sempre verificare questo aspetto, così come le condizioni della gestione della carta (commissioni, spese, ecc.). Per metterci la firma c’è sempre tempo.

Spostare conto corrente: quando chiudere quello vecchio?

Come detto, e per evitare spiacevoli sorprese, se decidi di spostare un conto corrente da una banca ad un’altra ti conviene lasciare il vecchio conto aperto almeno finché non avrai verificato:

  • che i pagamenti in sospeso siano andati a buon fine (eventuali assegni non ancora riscossi, qualche scadenza immediata, la carta di credito, ecc.);
  • che lo stipendio o la pensione siano arrivati sul nuovo conto corrente.

A quel punto, puoi dare disposizioni per chiudere il rapporto con la vecchia banca.


note

[1] Dl n. 3/2015 del 24.01.2015 convertito in legge n. 33/2015.


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