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Onorario avvocato: prescrizione

8 Agosto 2019
Onorario avvocato: prescrizione

Per la parcella dovuta all’avvocato, qual è la prescrizione e da quale momento inizia a decorrere? 

Non hai pagato l’avvocato che ti ha difeso in una causa. Il giudizio non è andato come ti aspettavi e ora non hai i soldi che speravi di recuperare e con cui avresti fatto fronte anche alla parcella del professionista. Hai ricevuto, alcuni mesi fa, una lettera di diffida, ma da allora il legale non si è fatto più vivo. Ti chiedi, a questo punto, quanto tempo deve passare per essere definitivamente libero dal debito. In altri termini, qual è la prescrizione dell’onorario dell’avvocato? La risposta è stata fornita da una recente sentenza della Cassazione [1]. Ecco cosa ha detto la Corte in merito.

La prescrizione dell’onorario dell’avvocato

Il termine di prescrizione per la parcella dell’avvocato è di tre anni. Si tratta però di una cosiddetta “prescrizione presuntiva” che funziona in modo diverso dalla prescrizione ordinaria (anche se, nella pratica, gli effetti sono identici).

Il termine della prescrizione presuntiva è più breve di quello della prescrizione ordinaria (detta prescrizione estintiva). Nel caso degli onorari derivanti da contratto (scritto o verbale) è di tre anni anziché di cinque. Ciò, quindi, vale anche per la parcella dell’avvocato. Si chiama «prescrizione presuntiva» perché la legge presume che il credito sia stato già pagato, ma è ammessa la prova contraria.

In pratica, dinanzi all’eccezione di prescrizione presuntiva, il creditore può sempre fornire la prova che il debito non è stato estinto, ma tale prova è tutt’altro che facile. Infatti, il creditore (nel nostro caso l’avvocato), per dimostrare che non è stato pagato può solo:

  • sperare che il debitore ammetta al giudice – tramite confessione – di non aver pagato (cosa che difficilmente farà salvo clamorosi errori processuali);
  • chiedere al debitore di giurare davanti al giudice, ossia invitandolo a confermare sotto giuramento che l’obbligazione sia davvero estinta. Anche in questo caso, l’ipotesi è piuttosto rara. Difficilmente si va in causa e poi si dichiara di avere torto.

Ecco perché, alla fine dei conti, la prescrizione presuntiva realizza in pieno l’interesse del debitore: quello di non pagare o comunque di non adempiere al proprio obbligo, al pari della prescrizione estintiva.

Da quando decorre la prescrizione dell’onorario dell’avvocato?

Una volta appurato che la prescrizione della parcella dell’avvocato è di tre anni, cerchiamo di capire da quando inizia a decorrere tale termine.

Secondo la Cassazione, per affermare la prescrizione del diritto al pagamento degli onorari dovuti all’avvocato, il giudice deve verificare che l’incarico si sia esaurito con le prestazioni oggetto della richiesta. Difatti, la prescrizione non decorre dal compimento della prestazione ma:

  • dalla decisione della lite (ossia dalla pubblicazione della sentenza);
  • oppure dalla conciliazione delle parti (ossia l’accordo di transazione);
  • o dalla revoca del mandato (effettuata dal cliente con lettera scritta indirizzata al legale);
  • o, per gli affari non terminati, dall’ultima prestazione.

Sulla decorrenza della prescrizione dei crediti dei professionisti legali, il Codice civile [2] detta una regola speciale, in deroga a quella generale fissata dal primo comma. La norma stabilisce quanto segue:

«Per le competenze dovute agli avvocati, ai procuratori (2) e ai patrocinatori legali il termine decorre dalla decisione della lite, dalla conciliazione delle parti o dalla revoca del mandato per gli affari non terminati, la prescrizione decorre dall’ultima prestazione».

Quando l’incarico del professionista è limitato a prestazioni particolari, non collegate direttamente e immediatamente con la decisione della lite, come nel caso in cui l’attività si debba svolgere fino alla proposizione di un atto di impugnazione, escludendo le prestazioni eventualmente necessarie dopo tale atto, si applica la regola generale, secondo cui la prescrizione parte dal “compimento” della particolare prestazione richiesta. Per cui, in materia di onorari di avvocati «la prescrizione decorre non dal compimento delle singole prestazioni, ma dall’esaurimento dell’incarico, qualora sia stato chiesto in giudizio il pagamento di onorari professionali di avvocato per le prestazioni eseguite fino a una certa data, tale data può essere assunta quale dies a quo del termine di prescrizione non automaticamente, in conseguenza della mera delimitazione temporale della pretesa compiuta dal creditore, ma solo a seguito dell’accertamento che l’incarico professionale si è esaurito con il compimento delle prestazioni oggetto della domanda».

La lettera che interrompe la prescrizione

Chiaramente, ogni lettera di diffida, inviata con raccomandata a.r. o con pec, o consegnata a mani e controfirmata, interrompe la prescrizione e fa ripartire da capo il termine di tre anni. Lo stesso effetto è prodotto da eventuali comunicazioni scritte del cliente con cui ammette – anche tacitamente – il debito (si pensi a una richiesta di dilazione, di rateazione o con cui contesta l’entità della parcella).


note

[1] Cass. sent. n.21008/19 del 6.08.2019.

[2] Art. 2957, co. 2 cod. civ.


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