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Multe e Autovelox: cosa cambia con l’obbligo della pec?

27 Febbraio 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 27 Febbraio 2018



Le multe ci arriveranno via pec. Ma come funziona la notifica a mezzo pec delle multe stradali e cosa cambia. Ecco tutte le novità sull’obbligo di notifica delle multe tramite pec

Tra non molto dovremo dire addio alle buste verdi delle multe stradali. Molto presto, infatti, le multe stradali non saranno più cartacee, ma in formato elettronico e ci arriveranno a mezzo pec, vale a dire sull’email della posta elettronica certificata. Di tanto abbiamo parlato nell’articolo Multa inviata sulla pec: come funziona e cosa cambia. La novità è contenuta in un decreto ministeriale che disciplina, appunto, le procedure di notificazione a mezzo pec dei verbali di accertamento delle violazioni del Codice della Strada [1]. ebbene, c’è di nuovo che con una recentissima circolare (del 20.02.2018) il Ministero dell’Interno ha fornito importanti chiarimenti e delucidazioni al riguardo [2]. Vediamo, allora, con riferimento alle multe, cosa cambia con l’obbligo di notificazione a mezzo pec.

Le multe ci arriveranno a mezzo pec

Si tratta, a ben vedere, di una vera e propria rivoluzione, anche se non tutti hanno accolto di buon grado la notizia. Non tutti, infatti, hanno dimestichezza con strumenti e dispositivi digitali, non tutti ritengono sia possibile sostituire il domicilio reale con quello digitale. Ci si domanda, dunque, come funzionerà il meccanismo di notificazione della multa via pec e cosa cambierà rispetto al passato.  A tanto risponderemo nel presente articolo. Vediamo, dunque, come funziona la notifica del verbale di multa a mezzo pec; cosa fare quando ci arriva una multa sull’email della posta certificata e cosa cambia con le multe notificate via pec.

Multe via pec: ultime novità

Chi ha già letto gli articoli: Multa: che fare se arriva sull’email della posta certificata e Multa inviata sulla pec: come funziona e cosa cambia, sarà già ben informato sull’argomento. Partiamo, dunque, dalle ultime novità, per poi fare un “ripasso” di tutto ciò che è importante sapere.

Ebbene, con la recentissima circolare sopra richiamata, il Ministero dell’Interno ha chiarito i seguenti punti:

  • quali sono gli atti che possono essere notificati a mezzo pec;
  • chi sono i soggetti ai quali le multe possono essere notificate a mezzo pec;
  • quale deve essere il contenuto del verbale digitale;
  • come funzionano i termini della notifica della multa a mezzo pec;
  • cosa succede se la notifica tramite pec è impossibile per cause imputabili al destinatario.

Procediamo, dunque, con ordine.

Multe via pec: quali vantaggi

Prima, però, da buoni ottimisti, cominciamo ad analizzare i lati positivi delle nuove disposizioni. Ebbene, le buone notizie sono sostanzialmente due. In primis, grazie alle nuove disposizioni in tema di notifica delle multe stradali via pec, le fila in Posta per ritirare una multa rappresenteranno molto presto solo un ricordo del passato. In secondo luogo, la notifica dei verbali a mezzo pec consentirà di risparmiare almeno sulle spese di spedizione che si aggiungono alla sanzione da pagare, arrivando talvolta a cifre non trascurabili (20 euro e più).

Detto ciò,  la “cattiva notizia”, però, è che – come noto – l’invio della pec equivale alla notifica di un atto: una volta arrivata, dunque, la multa stradale non potrà essere ignorata. Il decreto ministeriale, infatti, precisa che l’arrivo sulla nostra pec rende la multa un atto “notificato e conoscibile” all’automobilista, che dunque non potrà dire di non aver ricevuto niente. La multa via pec, in altre parole, dovrà essere pagata per forza di cose. Ma ciò vale sempre e comunque? Sarà sempre possibile notificare una multa a mezzo pec? Cosa succede se l’automobilista da multare non ha una pec? Di seguito risponderemo a tutte queste domande, anche alla luce delle ultime novità. Prima, però, vediamo come funzionerà il meccanismo della notifica di una multa a mezzo pec.

Multe a mezzo pec: come funziona la notifica

Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni, la notifica dei verbali stradali deve essere effettuata prioritariamente con la pec (posta elettronica certificata), senza spese particolari. I verbali si considerano notificati nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna completa del messaggio pec. Ma sarà sempre possibile notificare una multa a mezzo pec? Quali atti potranno essere notificati a mezzo pec? Ecco le risposte.

Quali sono gli atti che possono essere notificati a mezzo pec?

Secondo gli ultimi chiarimenti, potranno essere notificati tramite pec i verbali di contestazione, redatti a seguito dell’accertamento delle violazioni del Codice della Strada (le multe, per intenderci), con esclusione, pertanto, dei verbali relativi alle sanzioni amministrative previste da altre norme. Secondo le ultime precisazioni, di conseguenza, l’obbligo di notifica a mezzo pec vale anche per le violazioni relative al cronotachigrafo.

La procedura della notificazione a mezzo pec, inoltre,  è comunque applicabile anche alla notificazione delle sanzioni amministrative accessorie, qualora siano parte integrante del verbale di contestazione e vengano trasmesse unitamente allo stesso.

A chi le multe saranno notificate tramite pec?

Una delle domande più frequenti è la seguente: chi sono i soggetti ai quali le multe possono essere notificate a mezzo pec?

Ebbene, le multe stradali saranno notificate a mezzo pec nei confronti di tutti i soggetti obbligati per legge a dotarsi di una pec, vale a dire tutti i professionisti e le imprese. Sarà possibile inviare le multe sulla casella di posta certificata anche nei confronti dei cittadini che si siano dotati del cosiddetto domicilio digitale. Sul punto, è bene sapere che, dalla primavera del 2018, ogni cittadino avrà diritto di scegliere il proprio domicilio digitale, vale a dire un indirizzo di posta elettronica certificata (pec) o equivalente, ove potrà ricevere anche ogni comunicazione avente valore legale nella Pubblica amministrazione e, dunque, anche le multe. Ed infatti, se fino ad oggi il domicilio digitale è stato usato ed è obbligatorio solo per professionisti ed imprese, le nuove norme intendono estenderne l’utilizzo a tutta la popolazione, che ancora riceve le comunicazioni legali tramite posta raccomandata. Per maggiori approfondimenti e per conoscere i dettagli in tema di domicilio digitale, leggi: Domicilio digitale: cos’è e come ottenerlo.

La notifica dei verbali di violazione delle regole stradali a mezzo pec, quindi, potrà essere effettuata nei confronti di tutti i soggetti che dispongono di un domicilio digitale o forniscano un indirizzo di Pec al momento del controllo stradale.

Per chi, invece, non ha un indirizzo pec, la multa continuerà ad essere notificata in via cartacea, con tutte le spese del caso (che continueranno ad essere a suo carico); stesso discorso vale, qualora non sia possibile notificare a mezzo pec o la procedura non vada a buon fine. Ma spieghiamoci meglio.

Multa a mezzo Pec: se fornisco un indirizzo sbagliato?

Come appena detto, la notifica dei verbali di violazione delle regole stradali a mezzo pec potrà essere effettuata nei confronti di tutti i soggetti che dispongono di un domicilio digitale. Non solo, si potrà notificare la multa a mezzo pec anche nei confronti di chi, al momento del controllo stradale, fornisca il proprio indirizzo pec.

Ebbene, sul punto il recente decreto sopra menzionato descrive una situazione che ben potrebbe verificarsi innumerevoli volte nella pratica quotidiana: la polizia ferma un automobilista che ha violato il Codice della Strada, identifica la persona e gli chiede un “valido indirizzo Pec”, se ce l’ha. E questa pec viene considerata, da quel momento in poi, come il suo “indirizzo digitale”. Ora, il furbetto di turno potrebbe far finta di non avere un indirizzo di posta elettronica certificata o – peggio – fornirne uno del tutto errato. Ma sarebbe troppo facile “scamparla”. Ecco perché.

Dove cercare la pec di una persona?

Sul punto, è bene sapere che la Centrale o il posto di polizia “devono” – sono tenuti a – cercare la pec dell’automobilista sanzionato nei “pubblici elenchi cui abbiano accesso”. In ogni caso, infatti, il comando dovrà ricercare negli elenchi pubblici per comunicazioni elettroniche l’indirizzo digitale dell’interessato. In mancanza, si procederà con la notifica tradizionale, vale a dire a mezzo raccomandata. Gli organi di polizia, dunque, potranno continuare a notificare atti cartacei quando risulta impossibile la via telematica e questo, sicuramente, accadrà ancora in molti casi.

Se, invece, la via telematica risulta praticabile, allora gli uffici di polizia dovranno per prima cosa verificare sugli elenchi pubblici delle pec se il destinatario risulta titolare di una casella di posta elettronica certificata. In caso positivo, per la spedizione dovranno utilizzare quella e il cittadino non può scegliere se ricevere il verbale per via telematica o per via fisica.

Ma dove si cerca, dunque, la pec di una persona? Lo abbiamo detto: nei pubblici elenchi. Ma quali sono questi pubblici elenchi. Ecco la risposta.

I pubblici elenchi nei quali possono essere ricercati i domicili digitali (vale a dire gli indirizzi pec) sono:

  • l’indice nazionale dei domicili digitali delle imprese e dei professionisti (Ini-pec);
  • l’indice dei domicili digitali delle pubbliche amministrazioni e dei gestori dei pubblici servizi (Ipa);
  • l’indice nazionale dei domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato, non tenuti all’iscrizione in albi professionali o nel registro delle imprese;
  • il registro generale degli indirizzi elettronici, gestito dal Ministero della Giustizia.

Gli indirizzi pec presenti in tali elenchi, al fine di favorire lo scambio di informazioni e di documenti con la pubblica amministrazione in formato elettronico, sono consultabili tramite gli appositi siti web, senza necessità di autenticazione e senza oneri o spese per la consultazione.

Multa notificata via pec: quale deve essere il contenuto del verbale digitale

In caso di multa notificata via pec, la email che la Polizia ci invia avrà, come oggetto, questa frase: “Atto amministrativo relativo ad una sanzione amministrativa prevista dal Codice della Strada”.
La e-mail dovrà contenere i seguenti dati:

  • il nome esatto e l’indirizzo dell’ufficio che ci scrive;
  • il nome del funzionario pubblico responsabile “del procedimento di notificazione”;
  • l’indirizzo e il telefono dell’ufficio dove è possibile accedere al fascicolo che ci riguarda;
  • l’elenco pubblico da cui il nostro indirizzo Pec viene ricavato;
  • una “copia per immagine” o una “copia informatica” del verbale di contestazione;
  • ogni informazione utile perché l’automobilista possa esercitare la sua difesa.
  • Il verbale spedito in modalità digitale, inoltre, dovrà contenere, in allegato, sia la relazione di notifica dettagliata che una copia del verbale sottoscritta con firma digitale. 

Multa: quando si considera arrivata

La notifica digitale si considera effettuata, per il comando di polizia, dal momento in cui verrà generata la ricevuta di accettazione. Per il destinatario dal momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna completa del messaggio inviato via pec.

Quindi chi ha una pec valida dovrà prendere l’abitudine di consultarla ogni giorno, per evitare di pagare fuori termine o per poter fruire dello sconto del 30% previsto per chi chiude la partita entro cinque giorni dalla notifica.

Multa via pec: cosa succede se la notifica è impossibile per cause imputabili al destinatario?

Se la notifica via pec della multa risulterà impossibile per causa imputabile al destinatario (per esempio per pec scaduta) il comando procederà alla notifica tradizionale della sanzione con addebito dei costi a carico del trasgressore. La stessa procedura ordinaria postale potrà essere utilizzata dagli organi di polizia stradale qualora la notifica digitale non risulterà possibile per qualsiasi altra causa (per esempio utente privato sprovvisto di domicilio digitale e posta elettronica certificata). 

Multa: che fare quando arriva via pec 

È bene sapere che la procedura sopra descritta costituisce piena prova dell’avvenuta notificazione della multa. Dunque, se non guardiamo la pec e i suoi messaggi, pazienza: la multa si intende comunque consegnata e ricevuta.

Come detto, inoltre, se questa procedura di invio elettronico della multa fallisce per colpa del destinatario (cioè dell’automobilista), la Polizia stampa tutto: il verbale di contestazione e “l’avviso di mancata notifica” per poi spedire la multa  all’automobilista in modo tradizionale. E le spese dell’invio saranno, per intero, a carico del destinatario.

Se, invece, la procedura va a buon fine la ricevuta di avvenuta consegna fa in ogni caso piena prova dell’avvenuta notificazione del contenuto del messaggio ad essa allegato. La multa, quindi, si considera inviata e conosciuta a tutti gli effetti dall’automobilista, che non potrà ignorarla. E dunque, molta attenzione: nessuna scusa per chi (per svariati motivi) non apre la casella o ha dimenticato la password della propria posta certificata. Una volta consegnata la pec, la multa si considera comunque arrivata (anche se la comunicazione non è stata letta, né aperta). Solo per fare un esempio: è dal momento in cui la pec viene consegnata che decorrono i 5 giorni per poter pagare la multa in misura ridotta. Tutti i termini, in sostanza (anche quelli per contestare la multa) decorrono da quanto si riceve la pec, non da quando (e se) viene aperta.

Multe via pec: quando cambieranno le cose

Le novità sono attese da anni, ma è difficile dire quando le procedure appena entrate in vigore saranno applicate a  pieno regime. Ed infatti, non c’è ancora chiarezza ufficiale sull’effettiva data di entrata in vigore dell’obbligo di notificare prioritariamente via pec. In ogni caso, gli Agenti non muteranno le prassi normalmente seguite fino a quando non avranno ricevuto indicazioni operative. Quindi non cambierà nulla fino a quando saranno emanate circolari dallo stesso Ministero o dai Comandi dei corpi di polizia locale.

note

[1] Ministero dell’Interno, D.m. n. 12 del 18.12.2017, in Gazzetta Ufficiale del 16.01.2018.

[2] Ministero dell’Interno, circolare 300/A/1500/18/127/9 emanata il 20.02.2018.


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3 Commenti

  1. Buongiorno,
    chi ha una casella PEC e riceve la notifica per raccomandata; può fare ricorso e contestare la multa per nullità della notifica?
    Grazie

  2. Buongiorno,
    ma chi è in possesso di PEC e riceve una multa con raccomandata; può fare ricorso e contestare la notifica per inadempienza della Pubblica Amministrazione che avrebbe dovuto notificare soltanto a mezzo PEC?

  3. io sono in possesso di indirizzo PEC.
    in caso di notifica di una multa a mezzo raccomandata, posso contestarla per inadempienza da parte della Pubblica Amministrazione che invece, per legge, avrebbe dovuto eseguire la notifica a mezzo PEC

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