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Auto assegnata dal marito alla moglie: chi deve pagare l’assicurazione

24 Agosto 2019
Auto assegnata dal marito alla moglie: chi deve pagare l’assicurazione

Con ricorso congiunto i coniugi concordano che l’auto intestata al marito viene assegnata nella disponibilità della moglie fino a che la stessa non ne prenderà un’altra per sé, dopodiché tornerà nella disponibilità dell’ ex marito (nel ricorso non è indicata la targa). L’agente assicurativo non accetta il pagamento dell’assicurazione da parte della signora che ha la disponibilità dell’auto. L’ex marito tramite l’avvocato chiede la restituzione dell’auto ritenendo che la signora le avrebbe riconsegnato l’auto, che pertanto sarebbe divenuto definitivo assegnatario e che ora l’auto è nella disponibilità della signora solo per sua concessione. Si può diffidare l’agente a ricevere il pagamento dall’assegnataria dell’auto? Quale azione giudiziale può promuoversi per tutelare la Sig.ra che vuole pagare l’assicurazione? La perdita di disponibilità presupposta dall’ex marito, oltretutto contestata, può avvenire senza modifica giudiziale delle condizioni.

Se nella polizza non esiste una specifica disposizione in contrario, anche nel caso specifico risulta applicabile l’articolo 1180 del Codice civile.

Questa norma consente che l’adempimento di una obbligazione (nel caso specifico si tratterebbe del pagamento della rata prevista dalla polizza) venga eseguito da un terzo invece che dal soggetto che ha stipulato il contratto.

Il creditore, cioè l’assicuratore, non può rifiutare di ricevere il pagamento da un terzo invece che dal soggetto che ha stipulato la polizza.

Il creditore potrebbe rifiutare il pagamento di un terzo solo se ci fosse una specifica clausola contraria nella polizza oppure solo se ci fosse uno specifico suo interesse a ricevere personalmente dal debitore la prestazione.

Pertanto, il rimedio che la legge concede in casi (simili a quello in esame) nei quali il creditore rifiuta di ricevere la prestazione che gli viene offerta dal debitore oppure da un terzo, è quello previsto dagli articoli 1209, 1210 e 1212 del Codice civile e 73, 74, 76 e 78 delle disposizioni di attuazione del Codice civile.

Si tratta della cosiddetta offerta reale.

Eseguendo l’offerta reale e seguendo l’iter previsto dalla legge, il debitore (cioè colui il quale deve eseguire una prestazione) o il terzo che voglia pagare al posto del debitore ottengono lo stesso effetto del pagamento: è come se avessero effettivamente pagato la prestazione dovuta (cioè la rata della polizza nel caso specifico) nonostante il creditore si rifiuti di riceverla.

Il consiglio alla lettrice è perciò di seguire il seguente percorso:

1) inviare una raccomandata a.r. all’assicuratore (se non l’ha già fatto) in cui chiede di poter pagare ai sensi dell’articolo 1180 del Codice civile il premio assicurativo (specificando numero della polizza e importo e ogni altro elemento utile), invitandolo a comunicarle entro sette giorni dalla ricezione della lettera le modalità con le quali effettuare il pagamento e preavvertendo che, in mancanza, avvierà le procedure per eseguire l’offerta reale della prestazione;

2) se la raccomandata a.r. della lettrice non dovesse ottenere risposta, la stessa dovrà avviare la procedura di offerta reale rivolgendosi ad un notaio o ad un ufficiale giudiziario (in base, come si diceva, degli articoli 1209, 1210 e 1212 del Codice civile e 73, 74, 76 e 78 delle disposizioni di attuazione del Codice civile;

3) la procedura di offerta reale prevede che il notaio o l’ufficiale giudiziario si rechino dal creditore (cioè l’assicuratore) e gli offrano formalmente per conto del debitore o, come nel caso specifico, anche del terzo, il pagamento della prestazione (cioè della rata della polizza): se il creditore dovesse accettare è chiaro che il problema della lettrice sarebbe subito risolto (questi riceverebbe quietanza);

4) se, invece, il creditore dovesse rifiutare anche l’offerta reale (cioè l’offerta della somma per il pagamento della polizza) che gli è stata fatta dal notaio o dall’ufficiale giudiziario, allora la procedura prevede che il notaio o l’ufficiale giudiziario eseguano il deposito della somma offerta in pagamento presso la cassa depositi e prestiti o presso un istituto bancario (di tutte le operazioni ovviamente il notaio o l’ufficiale giudiziario redigono apposito verbale);

5) dopo che è stato eseguito il deposito della somma presso la cassa depositi e prestiti (o presso una banca), il debitore (cioè il marito della lettrice) potrà considerarsi libero dall’obbligazione, cioè il pagamento della polizza potrà essere considerato come se fosse effettivamente avvenuto

quando sarà passata in giudicata la sentenza che avrà convalidato il deposito; in altri termini, dopo che il notaio o l’ufficiale giudiziario avrà eseguito il deposito della somma (cioè l’importo da pagare all’assicuratore) presso la cassa depositi e prestiti, bisognerà avviare un procedimento per ottenere dal giudice con sentenza la convalida del deposito e solo dopo che questa sentenza sarà diventata definitiva la lettrice (e suo marito) otterranno l’effetto legale di considerare come se il pagamento della rata della polizza fosse stato eseguito nelle mani dell’assicuratore.

Questa, si ripete, è la procedura legale che la legge prevede nei casi in cui i creditore rifiuti di ricevere il pagamento di una somma di denaro dal suo debitore o da un terzo che voglia pagare al posto del debitore.

Nel momento in cui la procedura si conclude (con la sentenza definitiva che convalida il deposito della somma), il debitore è come se avesse pagato il proprio debito ed è libero dal suo debito.

Infine per quanto riguarda l’assegnazione dell’auto, da quel che pare di capire dal quesito in esame si tratta di un comodato (cioè di un prestito gratuito) con durata fissata fino al momento in cui la moglie non avrà acquistato altra auto.

Se non esistono altre clausole particolari, è chiaro che la restituzione dell’auto all’ex marito può avvenire solo se la ex moglie abbia acquistato un’altra auto.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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