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Contratto d’acquisto: ripensamento e recesso

31 Agosto 2019
Contratto d’acquisto: ripensamento e recesso

Pochi giorni fa ho acquistato un frigorifero costoso, pagando il 50% dell’importo complessivo. La consegna sarà tra un mese. Oggi però il negozio dove ho comprato detto bene ha lanciato una campagna promozionale proprio sui grandi elettrodomestici con un sconto del 30% per 14 giorni.  Posso recedere dal contratto come diritto di ripensamento?  Mi farei fare eventualmente un buono acquisto per il 50% che ho già pagato ed usufruirei poi della nuova scontistica  per ricomprare lo stesso bene. L’acquisto però è stato fatto nel negozio.

Il cosiddetto Codice del consumo (cioè il decreto legislativo n. 206 del 2005) stabilisce all’articolo 52 il diritto del consumatore, entro il termine di quattordici giorni, di recedere senza dover fornire alcuna motivazione e senza spese (salvo quelle di restituzione del bene) ma solamente per i contratti a distanza o per quelli negoziati fuori dai locali commerciali che siano stati conclusi con un professionista (cioè con un soggetto che agisce nell’esercizio della sua attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale).

In base all’articolo 45 del Codice del consumo:

  • i contratti a distanza sono quelli conclusi senza la presenza fisica e simultanea del professionista e del consumatore mediante l’uso esclusivo di uno o più mezzi di comunicazione a distanza (telefono, fax, personal computer, ecc.) fino alla conclusione del contratto, conclusione compresa;
  • i contratti negoziati fuori dei locali commerciali sono quelli: 1) conclusi alla presenza fisica e simultanea di consumatore e professionista in un luogo diverso dai locali del professionista (cioè in un luogo diverso dall’esercizio commerciale o dallo studio professionale);
  • oppure quelli per cui è stata fatta un’offerta dal consumatore e poi conclusi alla presenza fisica e simultanea di consumatore e professionista in un luogo diverso dai locali del professionista;
  • oppure quelli conclusi nei locali del professionista alla presenza fisica e simultanea del professionista e del consumatore (o mediante un qualsiasi mezzo di comunicazione) subito dopo che il consumatore è stato avvicinato personalmente e singolarmente fuori dei locali commerciali;
  • oppure quelli conclusi durante un viaggio promozionale organizzato dal professionista allo scopo di promuovere e vendere beni o servizi al consumatore.

Detto questo, e dopo aver confrontato con l’acquisto (come il lettore lo ha descritto) le ipotesi appena elencate in cui è possibile esercitare il diritto di recesso stabilito dall’articolo 52 del Codice del consumo, si può dire che non è possibile da parte dello stesso esercitare il diritto di recesso (o di ripensamento) entro il termine di 14 giorni dall’acquisto.

Ovviamente il lettore può ugualmente proporre al rivenditore di consentirgli il cambio della merce o qualsiasi altra formula che gli possa permettere di “annullare” la vendita già conclusa, non ritirare più l’elettrodomestico già acquistato, acquistare l’elettrodomestico a prezzo scontato e ottenere buono spesa per la differenza di prezzo.

Se il rivenditore sarà d’accordo, questo percorso potrà sicuramente essere realizzato.

Ma il rivenditore non è obbligato ad accettare la proposta del lettore in quanto, in base alle modalità dell’acquisto, la legge non gli attribuisce il diritto di recesso fissato nel Codice del consumo né altra possibilità di recedere dal contratto o di ripensare il suo acquisto semplicemente perché ha cambiato idea.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte



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