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Eredità: residenza unificata ed unione dei redditi col figlio malato

24 Agosto 2019
Eredità: residenza unificata ed unione dei redditi col figlio malato

Con la morte di mio padre io, mio fratello e la mamma abbiamo ereditato per 1/3 la casa coniugale di due appartamenti: in uno ci vive da sempre mia mamma pensionata e nell’altro mio fratello, disoccupato e aggressivo. Entrambi hanno residenze e dichiarazioni dei redditi separate. Ad oggi non abbiamo trovato un accordo su come dividere e intestare correttamente la casa. L’ipotesi di mio fratello è che vivendoci ha un diritto maggiore, ma non è per questo che le scrivo. Recentemente mio fratello si è ammalato, avrà l’invalidità e, sebbene aggressivo, vogliamo aiutarlo. Il CAF ha suggerito a mia mamma di unificare la dichiarazione dei redditi con quella di mio fratello (forse anche unificare la residenza) per avere gli assegni di mantenimento e un domani dargli la pensione di reversibilità. Se servisse ad aiutarlo non avrei problemi. Detta nuova situazione (residenza unificata, unione dei redditi, futura reversibilità della pensione) potrebbe avvantaggiare mio fratello rispetto l’eredità?

La situazione descritta dalla lettrice “residenza unificata, unione dei redditi, futura reversibilità della pensione” non produce effetti sull’eredità, o meglio sulle quota di eredità spettante a ciascun figlio. Difatti, ferma restando la volontà di sua madre, espressa nell’eventuale testamento, di destinare alcuni beni ad un figlio invece che all’altro, ella è tenuta a rispettare le quote di legittima previste a favore dei figli. La quota di legittima non può essere lesa neppure mediante le donazioni che il genitore effettua in vita a favore di un solo figlio.

Nel caso di successione testamentaria, la quota di legittima da destinare ai figli è di 2/3. Ciò vuol dire che se il testatore rispetta tale quota, può liberamente disporre del restante 1/3 a proprio piacimento (per esempio lasciando altri beni ad un solo figlio o a terzi).

Nel caso in cui, invece, il genitore muoia senza lasciare testamento, si applicano le norme sulla successione legittima e l’eredità si divide tra i due figli in parti uguali.

Come si può notare, sia in ipotesi di successione testamentaria che di successione legittima, la legge tutela la parità di trattamento tra discendenti, a prescindere dalla situazione familiare e da quale dei figli abbia vissuto con il genitore.

A tutto voler concedere, nel caso specifico, qualora la madre dovesse lasciare alla lettrice una quota maggiore di eredità, non vi sarebbe disparità se mentre era in vita ha speso del denaro per il mantenimento e l’assistenza all’altro figlio.

Per quanto riguarda l’immobile, esso andrebbe diviso secondo le disposizioni testamentarie (con rispetto della quota di legittima) o a metà tra gli eredi (in assenza di testamento). Il fratello della lettrice non potrebbe opporre il diritto di abitazione, visto che la legge riserva quest’ultimo esclusivamente al coniuge superstite.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Maria Monteleone



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