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Scrittura privata per costituire usufrutto: autenticazione

24 Agosto 2019
Scrittura privata per costituire usufrutto: autenticazione

Su un articolo de “La legge per tutti” si legge:”Per l’usufrutto è necessario un contratto scritto, ma non è necessario che sia un atto notarile, ossia un atto pubblico. Per costituire un usufrutto è sufficiente anche una scrittura privata, purché autenticata. L’autentica delle firme può essere apposta da un notaio o da un altro pubblico ufficiale (ad esempio un addetto del Comune)”. Vengono considerati l’art.2657 trascrizione di scrittura privata autenticata da pubblico ufficiale e l’art.2703. Ciò detto l’impiegato comunale, pubblico ufficiale, si rifiuta di autenticare le firme di un usufrutto. È un mio diritto ottenere l’autentica delle firme? L’art 2658 per scritture private, prevede la presentazione dell’originale. Deve essere comunque autenticato?

Per la trascrizione occorre, in alternativa alla sentenza o all’atto pubblico, una scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un pubblico ufficiale autorizzato a ciò. Il segretario comunale è pubblico ufficiale, ma solamente nei casi previsti dalla legge.

Secondo l’art. 97, co. 4, lett. c), D.lgs 267/2000 (cosiddetto Testo Unico degli Enti Locali), il segretario comunale “…roga, su richiesta dell’ente, i contratti nei quali l’ente è parte e autentica scritture private ed atti unilaterali nell’interesse dell’ente”.

In pratica, il potere di autentica spetta al segretario comunale solamente se il Comune sia parte dell’atto o sia comunque interessato allo stesso. Se, al contrario, l’atto è del tutto estraneo agli interessi pubblici (cioè, comunali), il segretario non potrà autenticare la scrittura privata.

Ciò in quanto l’ordinamento italiano dispone che la competenza generale in materia di autentica spetti al notaio, configurandosi il potere medesimo in capo a diverso pubblico ufficiale solo nell’ipotesi in cui una norma espressamente lo preveda, e con esclusivo riferimento agli atti ai quali la funzione è specificamente attribuita.

Non potrebbe dunque ravvisarsi una competenza del segretario comunale in ordine all’autentica di scritture private di contenuto negoziale, laddove tutte le parti risultino estranee all’amministrazione comunale.

Pertanto, in risposta al quesito in esame, se l’usufrutto di cui parla il lettore è estraneo al Comune e ai suoi interessi, il segretario comunale non può autenticare la scrittura privata. È probabile che l’articolo de La Legge per Tutti a cui il lettore si riferisce riportasse il dipendente comunale solamente come esempio di un possibile soggetto legittimato, al ricorrere delle condizioni suesposte, all’autenticazione della scrittura privata.

Per quanto riguarda il secondo quesito in esame, l’originale non deve essere autenticato. Tuttavia, il problema non si pone poiché sarà il notaio presso il quale dovrà recarsi il lettore per l’autenticazione a fornirgli tutto ciò che occorrà per la trascrizione.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Mariano Acquaviva



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