Ora l’aumento Iva è più probabile

9 Agosto 2019
Ora l’aumento Iva è più probabile

Crisi di governo: cosa rischiano gli italiani con la scelta della Lega di ritornare al voto a novembre. 

Ci sono tempi stretti, strettissimi per le elezioni anticipate e per una legge di bilancio che possa scongiurare l’aumento dell’Iva innescato dall’ultima legge di bilancio. Sono questi i timori di Mattarella che pensa anche alla possibilità di un esecutivo di transizione, chiamato proprio a disinnescare le clausole di salvaguardia. «La responsabilità che si è assunto Salvini» – ripetendo le parole proferite ieri dal premier Conte – di far cadere il Governo proprio ad agosto sta anche nell’impossibilità di trovare una soluzione alle imminenti urgenze. Con il rischio – che al momento appare scontato – di un declassamento da parte di Fitch.

Anche se non sembrano esserci chance per un governo tecnico e la via delle elezioni anticipate è l’unica percorribile, Mattarella sta pensando a una soluzione per evitare l’Iva al 25,5% già a partire da gennaio (con ulteriore aumento fino al 26,5% nell’anno successivo).

Perché aumenta l’Iva?

Per interrompere la cattiva prassi delle manovre finanziarie bis e ter, i precedenti governi hanno ideato la prassi di creare delle “clausole di salvaguardia”, ossia delle misure che scattano solo al mancato raggiungimento di determinati obiettivi di bilancio.

Da Monti in poi ci portiamo il fardello degli aumenti dell’Iva che il Governo Renzi aveva definitivamente neutralizzato. Con l’esecutivo giallo-verde è stata, invece, riscritta una nuova disposizione che prevede l’aumento dell’Iva al 25,5% per il 2020 e al 26,5% per il 2021 nel caso di superamento del rapporto deficit/pil voluto dall’Ue. L’Iva agevolata passa, invece, dal 10% al 13%. Per sapere di più sulla storia dell’aumento Iva, leggi Aumento Iva: ecco cosa cambia.

Perché è necessario fare qualcosa con urgenza?

Le clausole di salvaguardia che prevedono l’aumento dell’Iva scattano in automatico, come delle bombe ad orologeria, salvo disinnesco. Disinnesco che solo un Governo nel pieno dei poteri può disporre. Ecco perché l’assenza di un esecutivo che, entro novembre, possa mettere mano di nuovo ai conti pubblici, potrà determinare la deflagrazione delle mine.

La scelta di parlamentarizzare la crisi allunga i tempi immaginati nelle ultime ore. Per tornare al voto il 13 o il 20 ottobre come vuole la Lega, sempre che non emerga una maggioranza alternativa al momento molto improbabile, le Camere dovrebbero essere sciolte entro il 20 agosto. Mattarella dovrà poi prendersi qualche giorno per le consultazioni. Tra lo scioglimento delle Camere e la data delle elezioni passano di prassi almeno 60 giorni anche per far votare gli italiani all’estero. Ecco allora che si arriva al 10 o al 17 novembre, date questi in cui la legge di bilancio dovrebbe essere già nel pieno del dibattito.

Ecco perché il Quirinale teme il rischio fortissimo di esercizio provvisorio con il conseguente aumento dell’Iva per via del mancato congelamento delle clausole di salvaguardia. «A meno che la legge di bilancio non sia varata da un governo dimissionario – o da un governo di transizione se la crisi porterà a questa soluzione – e poi votata in piena campagna elettorale da un Parlamento dimissionario» scrive Il Sole 24 Ore.


1 Commento

  1. Mio padre e gli anziani che ho conosciuto da quando ero bambino ( ora 86enne) dicevano sommessamente :
    ” l’acqua che si aspettava nel pozzo andrà “.
    Peppinodituri

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