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Elezioni 2018: come funziona la nuova legge elettorale?

27 febbraio 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 27 febbraio 2018



Il 4 marzo è il debutto della nuova legge elettorale conosciuta come Rosatellum: come funziona e in cosa consiste? Vediamolo insieme

Domenica 4 marzo 2018 saranno circa 50 milioni gli italiani chiamati alle urne per il rinnovo di Camera e Senato. Le votazioni si terranno solo nella giornata di domenica 4 marzo dalle 7 alle 23 e saranno regolate dalla nuova legge elettorale conosciuta come Rosatellum [1]. Il soprannome della nuova legge elettorale è dovuto al deputato Ettore Rosato al quale è assegnata la paternità della legge. In cosa consiste la nuova legge elettorale e come funziona? Come si vota? A tanto cercheremo di rispondere nel seguente approfondimento.

Nuova legge elettorale: come funziona?

Il Rosatellum è un sistema elettorale misto, in parte maggioritario ed in parte proporzionale. Cosa vuol dire sistema maggioritario o sistema proporzionale? Partiamo con il sistema maggioritario: in sostanza l’Italia viene divisa in collegi elettorali ed in particolare 116 per il Senato e 231 per la Camera. In ogni collegio vince il candidato che prende il maggior numero di voti. Secondo il sistema proporzionale, invece, i restanti 199 senatori ed i 399 deputati vengono eletti in collegi plurinominali che sono 34 per il Senato e 63 per la Camera. Qui ciascun partito presenta una lista bloccata di 2-4 candidati. Secondo questo criterio i seggi sono assegnati ai partiti che hanno raggiunto il 3% dei voti in proporzione ai consensi ricevuti. I candidati sono eletti in ordine di listino e, dunque, non vi è alcun voto di preferenza salvo che per gli elettori all’estero chiamati ad eleggere 12 deputati e 6 senatori.

Elezioni 2018: come si vota?

Ciascun elettore avrà due schede, una per il Senato (di colore giallo) e una per la Camera (di colore rosa). Può essere utile rammentare che mentre per la Camera possono votare tutti gli elettori iscritti nelle liste sezionali, avendo essi compiuto 18 anni, per l’elezione del Senato possono votare solo coloro che alla data del giorno di votazione di domenica hanno compiuto 25 anni. Le schede elettorali si presentano suddivise in rettangoli: in quello in alto sarà riportato il nome del candidato nel collegio uninominale. Sotto ogni candidato uninominale ci sarà il simbolo o i simboli dei partiti che lo sostengono con i nomi dei candidati dei listini proporzionali. L’elettore dispone di un solo voto per ciascuna scheda, ma ha tre possibilità:

  • croce su simbolo del partito. In questo caso il voto andrà sia al partito prescelto per la parte proporzionale sia al candidato nel collegio uninominale;
  • croce su simbolo del partito e croce sul nome del candidato. Anche in questo caso il voto andrà sia al partito prescelto per la parte proporzionale sia al candidato nel collegio uninominale;
  • croce solo sul candidato nel collegio uninominale. Il voto andrà a lui e ai partiti che lo sostengono in proporzione ai voti ricevuti.

È bene prestare attenzione durante le operazioni di voto atteso che la scheda elettorale verrà annullata se il candidato ed il partito votati appartengono a coalizioni differenti. Il voto, infatti, è nullo se l’elettore traccia un segno sul rettangolo contenente il nominativo del candidato uninominale e un segno su un rettangolo contenente il contrassegno di una lista cui il candidato non sia collegato. In tutti i casi in cui l’indicazione del voto sia contraddittoria e non chiara, il voto è nullo. Allo stesso modo è nullo il voto espresso su una scheda che riporti un qualsiasi segno di riconoscimento.

note

[1] L. n. 165 del 03.11.2017.

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