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Entrare nella camera di albergo è violazione di domicilio?

12 Agosto 2019 | Autore:
Entrare nella camera di albergo è violazione di domicilio?

Cosa si rischia ad entrare in una stanza d’hotel occupata? Cosa si intende per domicilio e per luogo di privata dimora? Quando scatta il reato?

La proprietà privata è sacra: da questo principio deriva il diritto del padrone di casa di decidere chi accogliere e chi no tra le mura domestiche, nonché di respingere eventuali intrusioni non autorizzate e di chiamare le forze dell’ordine per proteggersi da queste. Secondo la legge, però, il diritto di una persona di vivere serenamente all’interno del proprio ambiente non riguarda solamente l’abitazione, ma anche altri luoghi ove si svolge la vita (o solamente parte di essa) oppure l’attività lavorativa. Ad esempio, se vivi in affitto, pur non essendo il proprietario della casa puoi comunque impedire agli altri di accedervi; lo stesso dicasi se stai soggiornando in una stanza di un hotel. Dal punto di vista penale, cosa dice la legge? Entrare nella camera di albergo è violazione di domicilio?

Mettiamo il caso che tu, per vacanza o per lavoro, stia pernottando in una stanza d’albergo e, all’improvviso, entri una persona la quale, accortosi del fatto che sei ancora sveglio, scappi via senza portare via con sé nulla: in un’ipotesi del genere, può integrarsi il reato di violazione di domicilio? Se vuoi conoscere la risposta a questa domanda, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa si rischia ad entrare in una camera d’albergo.

Cos’è la violazione di domicilio?

Per rispondere alla domanda posta nel titolo di questo articolo («Entrare nella camera d’albergo è violazione di domicilio?») occorre necessariamente spiegare cosa sia la violazione di domicilio è com’è punita. Per un approfondimento maggiore su questo specifico delitto ti rimando comunque all’articolo dedicato al reato di violazione di domicilio.

Secondo il Codice penale, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni chiunque si introduce nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi, contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi s’introduce clandestinamente o con inganno.  Stessa pena è prevista per chi si trattiene nei detti luoghi contro l’espressa volontà di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi si trattiene clandestinamente o con inganno [1].

Spiegato in poche parole, la violazione di domicilio scatta ogni volta che una persona voglia introdursi o, se già introdotto, trattenersi in un luogo di privata dimora senza il consenso di chi vi sta legittimamente. Di conseguenza, è violazione di domicilio tanto la condotta di chi entra furtivamente di notte in un appartamento, magari forzando la serratura della porta d’ingresso oppure passando per la finestra aperta, tanto quella di chi, invitato ad entrare, non voglia poi andarsene nonostante l’espressa richiesta del proprietario.

Il delitto di violazione di domicilio è punibile a querela della persona offesa, a meno che il fatto non sia commesso con violenza sulle cose, o alle persone, ovvero il colpevole sia palesemente armato.

Ora, è chiaro che, per capire se entrare nella camera di albergo è violazione di domicilio, occorre capire cosa intenda la legge quando parla di “altro luogo di privata dimora”. Approfondiamo questo aspetto nel prossimo paragrafo.

Luogo di privata dimora: cosa si intende?

Cosa intende la legge quando parla di “domicilio” violato? Quali sono gli altri luoghi di privata dimora che, se non rispettati, integrano il reato di violazione di domicilio?

È importante precisare che il domicilio di cui parla il Codice penale non corrisponde a quello comunemente intenso in senso civilistico: mentre, infatti, il codice civile dice che il domicilio è solamente il luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi (il suo ufficio, il suo studio, ecc.), la legge penale intende per esso ogni luogo privato ove si svolge la vita, lavorativa e non, dell’individuo. Si tratta, pertanto, di una nozione allargata.

Peraltro, il diritto penale tutela il domicilio anche se la sua occupazione sia solamente occasionale: si pensi ad una casa al mare oppure ad una abitata solamente in determinate stagioni dell’anno. Di contro, quando un immobile è totalmente disabitato, non si potrà integrare la violazione di domicilio.

Anche gli studi professionali, le osterie, i caffè, le botteghe e gli altri locali simili devono considerarsi luoghi di privata dimora e, quindi, tutelabili secondo la norma che punisce la violazione di domicilio [2].

Il reato di cui stiamo parlando scatta anche nel caso di accesso illegittimo nelle appartenenze di una privata dimora, cioè nei luoghi che, pur non costituendo parte integrante dell’abitazione, sono adibiti a servizio e completamento della stessa [3].

Pertanto, si avrà violazione di domicilio ogni volta che una persona si intratterrà o entrerà contro la volontà del proprietario all’interno di un cortile, di una cantina, di un magazzino esterno, di una stalla, di un orto, di un giardino o di luoghi simili, in quanto tutti riconducibili ad appartenenze del luogo di privata dimora, cioè al domicilio.

Camera d’albergo: è violazione di domicilio?

Le spiegazioni date sino ad ora ti avranno sicuramente già fatto comprendere qual è la risposta alla domanda di fondo dell’articolo: entrare nella camera di albergo è violazione di domicilio? La risposta è assolutamente affermativa: la stanza d’albergo, essendo un luogo dove, seppur temporaneamente, una persona abita e, quindi, compie atti della sua vita privata, è tutelata esattamente come il domicilio inteso nella maniera più classica.

In sintesi, dunque, chi entra o si trattiene in una camera d’albergo ove soggiorna una persona senza il consenso di quest’ultima, incorre nel reato di violazione di domicilio.

Discorso a parte va fatto, ovviamente, per il personale dell’albergo che entra in camera ad orari stabiliti per effettuare alcuni servizi, quale quello di pulizia: in tal caso non sussiste alcuna violazione di domicilio perché il cliente, nel momento in cui stipula il contratto con la struttura ricettiva (il che avviene al momento della prenotazione oppure direttamente alla reception), accetta “l’intrusione” e, dunque, che in camera sua possano entrare altre persone per compiere i servizi richiesti.


note

[1] Art. 614 cod. pen.

[2] Cass., sent. del 26.10.1983.

[3] Cass., sent. del 03.06.1949.

Autore immagine: Pixabay.com


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