Diritto e Fisco | Articoli

Cosa succede se non ricarico il cellulare?

12 Agosto 2019 | Autore: DAVIDE LUCIANI
Cosa succede se non ricarico il cellulare?

Se non hai più credito sulla scheda telefonica e non fai una ricarica cosa ti può succedere? Si perdono le offerte o il numero?

Il cellulare è diventato un accessorio indispensabile nella nostra quotidianità. Tutti ne hanno uno, anche gli anziani. Ormai, sono pochissimi coloro che si ribellano a questo mezzo di comunicazione. Il boom del telefonino ha causato due vittime eccellenti: la cabina telefonica e il telefono di casa. Il processo di miniaturizzazione che si è avuto in campo elettronico lo ha poi trasformato da semplice mezzo di comunicazione a strumento multitasking. In questo modo ha inglobato radio, televisione e computer.

La premessa storica era d’obbligo per far comprendere come oggi, senza il cellulare, non si perde solo un mezzo di comunicazione, ma un vero e proprio strumento di lavoro e di vita quotidiana. Questo ha creato due grandi fobie. La prima è quella di perdere o danneggiare il telefonino, la seconda è rimanere senza credito. In questa guida, ci occuperemo proprio di questa seconda paura.

Cosa succede se non ricarico il cellulare? E’ una domanda che tutti ci siamo posti almeno una volta. Per quanto possa sembrare improbabile che, al giorno d’oggi, qualcuno rimanga senza credito, questo accade spesso. Del resto, se stai leggendo questa guida, non puoi che essere d’accordo con me. Perchè succede? Il motivo è semplice. Ormai, le compagnie telefoniche ogni mese presentano offerte sempre più allettanti per fidelizzare il consumatore o spingerlo a cambiare gestore. Al giorno d’oggi, però, è impossibile ricordarsi tutte le scadenze. La frenesia della vita quotidiana non lo permette. Neanche gli sms di avviso rinnovo dell’offerta servono a qualcosa. Quante volte sono stati ignorati? Innumerevoli! Vediamo quindi, come comportarci in questi casi, analizzando anche le contromisure che le compagnie telefoniche adottano.

Cosa succede alle offerte se non si ricarica la scheda

Può accadere che ci si dimentichi di ricaricare il telefonino per più di un mese? Certo che sì! Magari il numero che si utilizza è secondario e non esistono necessità impellenti di avere credito. Molte schede finiscono per essere disattivate proprio per questo motivo. Cosa succede alle offerte attive su quel numero? Continuano ad accumularsi e a «succhiare credito»? La risposta è no. I piani tariffari presenti su un numero hanno durata mensile e diventano attivi solo quando il credito è in positivo.

Nel mese di maggio si attiva un’offerta di dieci euro che porta in negativo il tuo credito di tre. Per due mesi non effettui ricariche. A luglio decidi di tornare a fruire dei servizi. Di quanto devi ricaricare? La risposta corretta è dieci euro. Infatti, se sei sotto di tre euro, significa che quando è partito il mese, avevi sette euro. Dunque, tre euro ti serviranno per ripianare il tuo debito e i restanti soldi per portare in attivo il tuo saldo. Fai attenzione però: l’offerta parte dal giorno previsto dal tuo piano tariffario, non da quando riporti il credito in positivo. Ciò significa che, se effettui la ricarica in ritardo di dieci giorni, pagherai il mese intero ma usufruirai dell’offerta per venti giorni, anziché per trenta.

Ti ricordo che, in base alla legge del 2017 [1], le offerte hanno sempre carattere mensile. Sono state abolite quelle di ventotto giorni che permettevano alle compagnie di fatturare tredici volte durante l’anno, invece che dodici.

Ti anticipo anche una cosa di cui parleremo a breve. Le compagnie telefoniche negli ultimi mesi hanno adottato misure preventive per evitare che gli smemorati non ricarichino. Ecco di cosa si tratta.

Cos’è la tassa della distrazione

A partire dal 15 aprile di quest’anno, Vodafone ha introdotto la cosiddetta «tassa della distrazione». Ti dico subito che non si tratta di un’offerta opzionale, ma di un servizio che la compagnia con sede a Londra ha attivato su tutti gli abbonamenti ricaricabili. Di cosa si tratta? In pratica, nel momento in cui andrai sotto zero con il credito e non potrai ricaricare, Vodafone ti permetterà di parlare e navigare per due giorni con una piccola sovrattassa. Inizialmente questa era pari a 0.99 euro totali. Dal 27 luglio, è stata, però, portata a 0.99 centesimi al giorno, per un costo complessivo di 1.98 euro. Al termine delle quarantotto ore, in caso di ulteriore mancata ricarica, il cliente potrà solo ricevere chiamate ed sms ed effettuare chiamate di emergenza. Questo comporta che, nel momento in cui ricaricherai la tua scheda per avere un credito attivo sarai costretto a pagare due euro in più, oltre al totale o al residuo della tua offerta.

E se qualcuno non volesse aderire a questa iniziativa? L’unica alternativa sarebbe quella di recedere dal contratto e passare ad un altro operatore. In pratica, si tratta di un sistema un po’ rude per spingere a ricordarti di onorare la scadenza che hai sottoscritto.
La compagnia tutela solo chi effettua il pagamento mediante carta di credito o conto corrente. Questi ultimi non avranno costi aggiuntivi.

L’esempio di Vodafone è stato seguito da Wind e Tim. La prima ha lanciato la nuova tariffa a partire dal 16 giugno 2019. La società ha imposto la sovrattassa di 0.99 euro in caso di credito non sufficiente per il rinnovo dell’offerta. Anche in questo caso il periodo di garanzia sarà di quarantotto ore. Scaduto tale termine, si potrà solo ricevere o effettuare chiamate d’emergenza. Da notare che, come ci tiene a specificare la Wind, a partire dal 22 luglio l’anticipo di traffico è applicato anche se il credito va a zero per il pagamento di un costo di attivazione o di un qualunque altro costo periodico relativo agli optional che si aggiungono alle offerte.

Tale tassa non viene applicata alle offerte a consumo che non prevedono traffico incluso.

Anche Tim ha intrapreso una strada simile. In questo caso, il costo è di 0.90 euro al giorno per i primi due giorni dalla fine del credito. Allo scadere di tale termine, le condizioni di utilizzo sono le stesse di Vodafone e Wind.

Come la Vodafone, anche Wind e Tim hanno introdotto la possibilità di recedere dal contratto e di cambiare operatore per i clienti che non vogliono sottostare a questa tariffa. Come abbiamo visto, però, tutte le compagnie adottano ormai questo sistema. Il cambio, quindi, risulta sostanzialmente inutile.

Come riattivare una Sim scaduta

In questa guida, ho fatto riferimento alle Sim scadute. Si tratta di quelle schede che sono state disattivate, passati dodici mesi dall’ultima ricarica. Forse non lo sai, ma possono essere riattivate. Dopo la disattivazione, infatti, gli operatori tengono in stand by la Sim per dodici mesi. Nel primo mese, sarà possibile solo ricevere chiamate e messaggi ed effettuare chiamate di emergenza. Negli altri undici il numero rimarrà «dormiente». Significa che pur non funzionando, il suo possessore ha ancora la possibilità di riattivarla. Come si procede in questi casi? Vediamolo insieme.

Se sei il possessore di una Sim Tim e vuoi riattivarla, la prima cosa da fare è accertarti che non sia del tutto inutilizzabile. Per farlo devi chiamare il 119 e parlare con un operatore. Una volta ottenuto l’ok recati in un centro Tim e fai presente la tua richiesta. Dovrai esibire il tuo documento di riconoscimento ed il tuo codice fiscale, oltre alla Sim. Il tuo numero verrà quindi passato su una nuova scheda. Ti verrà riconosciuto il credito che era eventualmente residuo sulla stessa e potrai anche cambiare il profilo tariffario. Il tutto in modo assolutamente gratuito.

Sei un cliente Vodafone? Allora hai due metodologie da seguire, a seconda se dall’ultimo utilizzo della scheda siano passati più o meno di novanta giorni. Per avere queste informazioni chiama il numero 190 ed esponi il tuo problema.

Se la carta risulterà scaduta da meno di novanta giorni, potrai richiedere la riattivazione della tua scheda fornendo un numero alternativo su cui essere contattato. Una volta effettuate le procedure riceverai una telefonata dal servizio clienti Vodafone che ti avvertirà dell’avvenuta attivazione della scheda.

Se invece, la scadenza è superiore ai novanta giorni devi recarti di persona presso un rivenditore Vodafone autorizzato e richiedere l’attivazione di una nuova Sim fornendo il tuo documento di identità ed il tuo codice fiscale. La modalità di riattivazione è la stessa della Tim. Forniti i tuoi dati non dovrai far altro che attendere qualche giorno affinché Vodafone riceva la richiesta di riattivazione del tuo numero e passi il tuo recapito telefonico dalla scheda scaduta a quella nuova.

Diversa, invece, la richiesta dell’eventuale credito residuo. Per ottenerlo devi scaricare, stampare e compilare l’apposito modulo accessibile al sito. Entra nell’area «fai da te» ed effettua il login. A questo punto non ti rimane altro che trovare il modulo di «Dichiarazione di recesso-richiesta di rimborso del traffico con assegno». Stampalo, compilalo e spedisci tutto via fax al numero 800.03.46.42. Prima di compiere queste operazioni, però, fatti due conti in tasca. Il recupero del credito ha un costo di cinque euro che viene detratto dalla somma recuperata dalla Sim. Quindi, non sempre è conveniente questa operazione.

Se vuoi riattivare una scheda Wind componi il 155. Spiega all’operatore la tua situazione ed accertati del fatto che la tua Sim non sia scaduta da più di un anno. In seguito, dovrai provvedere a compilare un modulo per la riattivazione del numero e inviarlo a Wind tramite raccomandata A/R allegando una fotocopia della tua carta di identità e del codice fiscale. Nel momento in cui l’azienda riceverà la tua richiesta, oltre a riattivarti la scheda, ti accrediterà anche l’eventuale credito residuo.

Per scaricare il modulo vai sul sito Wind ed effettua il login. Successivamente, vai nell’area «fai da te». Qui troverai il modulo «Riattivazione numero di telefono ricaricabile». Compilalo e spediscilo come ti ho detto.

Non sei un tipo tecnologico? Allora puoi semplicemente andare in un centro Wind e far fare tutto al personale qualificato, Ti basterà fornire la tua carta d’identità, il tuo codice fiscale e il numero da riattivare e il gioco sarà fatto.

Ora sai tutto ciò che ti serve nel caso dimenticassi di ricaricare il cellulare. Permettimi di darti un ultimo consiglio. Per evitare problemi, fai in modo di avere sempre il credito sufficiente per usufruire delle offerte. Magari scrivi un piccolo appunto qualche giorno prima dell’accredito. In questi casi, prevenire è meglio che curare.



Di DAVIDE LUCIANI

note

[1] L. 172/2017.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

2 Commenti

  1. E se il credito è negativo e non voglio ricaricare la sim, la compagnia telefonica puo’ in qualche modo richiedere il debito accumulato?

  2. io nn ho ricaricato il cell. x cause di forza maggiore. Il dispositivo è stato usato da Ottobre 2019 ad oggi, dal mio nipotino che ci giocava soltanto. Ciò che vorrei capire/sapere è: debbo pagare i dieci mesi trascorsi oppure è possibile ri- iniziare con un nuovo contratto senza pagare nulla? Inoltre, se cambio operatore cambia qcs o hanno fatto “cartello”? Grazie

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube