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Pensione invalidità Inail: pignoramento

11 Agosto 2019
Pensione invalidità Inail: pignoramento

Rendite Inail per infortunio sul lavoro o malattia professionale: chi può pignorarle ed entro quale misura massima?

Alcuni mesi fa hai subito un brutto infortunio sul lavoro. Dopo la visita medica che ha accertato la misura dell’invalidità, l’Inail ti ha riconosciuto una rendita mensile, una sorta di “pensione”, che riceverai di qui in avanti. Vuoi sapere qual è la sorte di tali somme, se cioè possono essere pignorate o meno. Hai, infatti, una serie di debiti a cui, fino ad oggi, non sei riuscito a far fronte, comprese alcune cartelle esattoriali per tasse, bollo auto e multe stradali. Sai bene di essere in mora, ma l’indennità che ti eroga l’Inail ti serve a vivere e non puoi certo permetterti di fartela “sequestrare”. Ti chiedi allora se c’è un modo per metterle al riparo dal rischio di una eventuale esecuzione forzata. Insomma, è possibile il pignoramento della pensione invalidità Inail? Ecco la risposta che stai cercando.

Quali somme non possono essere pignorate dai creditori?

Il Codice di procedura civile [1] elenca una serie di somme che non possono essere mai pignorare e altre (come stipendi e pensioni) il cui pignoramento è possibile ma solo entro la misura massima di un quinto. Nella prima categoria (crediti impignorabili), vi rientrano gli alimenti (quelli cioè derivanti dalle somme erogate in favore, dell’ex coniuge, dei figli minori o non ancora autosufficienti e quelle per i familiari che si trovano in condizione di estrema povertà), i sussidi di maternità, le indennità di malattia e i sussidi di sostentamento a persone comprese nell’elenco dei poveri. La legge si guarda bene dal chiamare per nome tali sussidi visto che, nella storia del nostro Paese, hanno avuto nomi diversi.

A tale disposizione si aggiunge la normativa speciale che regola gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali [2] la quale stabilisce che i crediti derivanti da tali indennità non possono essere ceduti, né pignorati o sequestrati.

Rendita Inail infortuni sul lavoro o malattie professionali: si può pignorare?

Da quanto sopra deriva chiaramente che qualsiasi risarcimento o sussidio periodico erogato dall’Inail a titolo di indennità per infortunio sul lavoro o per malattia professionale non può essere pignorata.

Tuttavia, nel 1989, è intervenuta una importante sentenza della Corte Costituzionale [3] che, dopo aver equiparato ai fini della pignorabilità, la rendita Inail alla normale pensione Inps, ha stabilito che gli indennizzi per infortuni o malattie professionali sono pignorabili quando il creditore agisce per ottenere il pagamento di un credito alimentare.

Mariano ha subito la perdita della vista di un occhio a causa del proprio lavoro che lo ha esposto a radiazioni particolarmente nocive. Da allora, dopo il riconoscimento dell’inabilità sul lavoro da parte della commissione medica, riceve ogni mese dall’Inps una rendita di diverse centinaia di euro. Nell’arco di questo tempo, però, Mariano si è separato dalla moglie la quale ha ottenuto, dal giudice, il riconoscimento di un assegno di mantenimento di 500 euro mensili. Mariano non è mai stato adempiente ai propri doveri alimentari, così l’ex decide di pignorargli la rendita Inail. Lo può fare perché il credito per cui questa agisce è di natura alimentare. Lo stesso avverrebbe se Mariano non corrispondesse il mantenimento ai figli.

La Corte Costituzionale ha, infatti, detto che, dinanzi all’esigenza di tutelare i crediti alimentari [tali sono sia quelli in favore dell’ex coniuge, dei figli e dei familiari in condizioni di grave indigenza e necessità economica], non vi è ragione di concedere ai titolari di pensioni Inps – e anche di rendite Inail, a queste ultime equiparabili – un trattamento privilegiato. Una volta riconosciuta la pignorabilità per causa di alimenti delle pensioni, anche di invalidità, erogate dall’Inps, risulta infatti del tutto discriminatorio un privilegio per le rendite Inail, la cui sostanziale differenza consiste soltanto nella ragione (infortunio sul lavoro o malattia professionale) in dipendenza della quale si verifica lo stato di invalidità, ma non può ritenersi significativa ai fini che qui interessano.

In sintesi, la pensione di invalidità erogata dall’Inail non è pignorabile per debiti di natura ordinaria (quelli ad esempio dovute a banche, finanziarie, privati) o esattoriale (quando il creditore è l’Agenzia delle Entrate, l’Agente per la Riscossione Esattoriale, l’Inps e, in generale, qualsiasi organo della Pubblica Amministrazione).

Luigi ha perso una causa e il giudice lo ha condannato a pagare una cospicua somma all’avversario, oltre alle spese legali. Luigi non adempie all’obbligo e l’avversario tenta di pignorargli il risarcimento corrispostogli dall’Inail sul conto corrente bancario per un infortunio sul lavoro. Luigi può fare opposizione al pignoramento presso terzi liberando le proprie somme, in quanto il credito per il quale è stata avviata la procedura non ha natura alimentare.

Limite pignoramento pensione invalidità Inail

Una volta riconosciuta la pignorabilità del risarcimento o della rendita Inail per infortunio sul lavoro o malattia professionale solo nell’ipotesi in cui il creditore agisca per il mancato pagamento di alimenti, vediamo se esiste comunque un tetto massimo oltre il quale detto pignoramento può estendersi. Applicando in via analogica la normativa in materia di pensioni, il pignoramento delle indennità Inail si può estendere nella misura massima stabilita dal giudice dell’esecuzione ossia – secondo quanto affermato dalla Corte Costituzionale [4] e dalla Cassazione [5] – non oltre un terzo. Ciò non toglie che il giudice potrebbe disporre un limite inferiore tenendo conto della particolarità concreta del caso, del tipo di malattia riportata dal debitore, delle spese necessarie al sostentamento, della anzianità, della disponibilità di altri redditi.

Simone riceve una rendita mensile dall’Inail di 900 euro per un incidente sul lavoro. Simone non ha pagato il mantenimento ai figli così l’ex moglie avvia un pignoramento presso terzi aggredendo l’indennità di invalidità. La rendita sarà pignorata nella misura massima di 1/3 ossia di 300 euro al mese.


note

[1] Art. 545 del codice di procedura civile.

[2] Art. 110 Dpr 1124/1965

[3] C. Cost. sent. n. 572/1989

[4] C. Cost. sent. n. 1041/1988.

[5] Cass. sent. n. 25043/11.


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1 Commento

  1. Articolo non chiaro con esempi inverosimili.C’era da specificare semplicemente se una pensione la di invalidità INPS (289,69) che arriva sul tuo C.C. bancario può essere pignorato anche e solo 1/5 di essa?

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