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Danni da neve: quali risarcimenti si possono chiedere?

28 febbraio 2018


Danni da neve: quali risarcimenti si possono chiedere?

> Business Pubblicato il 28 febbraio 2018



Neve e maltempo: vediamo tutti i rimborsi ed i risarcimenti che si possono chiedere per i danni causati dalla neve e dal ghiaccio. Dai treni alla circolazione in generale, dalla caduta di alberi e di persone agli infortuni

Oltre alla neve, fioccano anche i rimborsi ed i risarcimenti per i danni causati dalla neve stessa, dal maltempo e dal giacchio. La neve è bella, soprattutto quando la si guarda scendere dalla finestra di casa e si è accanto al tepore di un camino. È bello anche vedere le strade imbiancare e ricoprirsi di neve. Ma, a meno che non si vada ancora a scuola e la scuola sia stata chiusa a causa del maltempo, il più delle volte la neve rappresenta più un disagio che “una gioia”. Lo sanno bene i pendolari o coloro che, nonostante la neve, devono andare a lavorare lo stesso; lo sanno bene gli anziani che per non rischiare di ammalarsi per il freddo o di scivolare rovinosamente sul ghiaccio, si guardano bene dall’uscire di casa. Tuttavia, nonostante il freddo, non si può restare chiusi in casa per sempre, non fosse altro per esigenze primarie (quali, in primis, la spesa) o per andare a lavorare (leggi sul punto: Neve, maltempo e assenza da lavoro: cosa dice la legge?). Ed ecco che, come anticipato, piovono richieste di rimborsi e di risarcimenti per i danni causati dalla neve e dal ghiaccio. E allora vediamo tutti i rimborsi ed i risarcimenti che si possono chiedere per i danni causati dal maltempo. Dai treni alla circolazione in generale, dalla caduta di alberi e di persone agli incidenti ed infortuni.

Neve e ritardo treni: che risarcimento spetta?

La neve ha causato ritardi e cancellazioni sulla rete ferroviaria, costringendo viaggiatori e pendolari a lunghe e gelide attese nelle stazioni. Che cosa si può fare in questi casi? Che rimborso spetta quando il treno è in ritardo a causa della neve? In molti lo hanno chiesto ai call center di Trenitalia e di Italo. Ma si sa, i call center quando servono sono sempre intasati. E allora, per conoscere tutte le istruzioni al fine di ottenere il rimborso spettante ai passeggeri per il ritardo dei treni a causa della neve, consigliamo la lettura dell’articolo: Neve e ritardo treni: come chiedere il rimborso. Sia Trenitalia che Italo, infatti, hanno chiarito le istruzioni per i rimborsi spettanti ai passeggeri per i disagi causati dalla neve, predisponendo anche rimborsi al 100% (dunque rimborsi integrali) sul prezzo del biglietto. Per tutti i dettagli rimandiamo alla lettura dell’articolo sopra evidenziato.

Neve e danni alla circolazione: quando spetta il risarcimento?

A causa del maltempo, le cose si complicano un po’ per tutti, non solo per i pendolari e per chi è costretto  a prendere il treno. Ed infatti, quando c’è la neve, gli spostamenti sono difficili anche a piedi o con i mezzi privati e i danni causati alla circolazione non sono mai pochi.  In questi casi, si può ottenere il risarcimento per i danni causati dalla neve? Si pensi alla classica scivolata sul ghiaccio o alla caduta di un albero che provochi danni a cose (come le macchine parcheggiate) o, peggio, alle persone. Che cosa prevede la legge sul risarcimento dei danni provocati dalla neve? Scopriamolo insieme.

Caduta causa neve o ghiaccio: quando spetta il risarcimento?

A spiegare le regole del risarcimento per la caduta causata dal ghiaccio o dalla neve è stata una recente sentenza della Cassazione [1] che, in verità, ripercorre un orientamento ormai consolidato. Vediamo quali sono le regole sulla responsabilità per gli infortuni e le cadute su strada e in quali casi è possibile chiedere un risarcimento.

Il principio su cui fa leva la giurisprudenza può essere sintetizzato come segue. Se la lastra di ghiaccio è visibile o poteva essere comunque evitata con un minimo di diligenza, non è dovuto alcun risarcimento. Questo significa che è vero, da un lato, che l’amministrazione è responsabile per la manutenzione delle strade, ma dall’altro non può prevedere le condotte imprudenti e distratte dei pedoni; i quali – per dirla in maniera semplice – devono sempre prestare attenzione a dove mettono i piedi.

Alcuni esempi ci potranno schiarire meglio le idee. Dopo una forte nevicata durata tutta la notte e il conseguente calo di temperatura, è verosimile che l’indomani l’asfalto sia ricoperto dal ghiaccio o comunque presenti ampi tratti scivolosi. Nessuno si metterebbe a correre in una situazione del genere. Chi lo fa e poi cade non può certo chiedere il risarcimento al Comune, che peraltro non ha la possibilità, in poche ore, di spazzare tutto il territorio.

Una piazza è cosparsa da una lastra scivolosa perché la temperatura è scesa sotto lo zero e ha ghiacciato la perdita d’acqua proveniente da un tubo. L’ostacolo è facilmente visibile da qualsiasi angolatura, atteso peraltro che è giorno e la strada è illuminata. Chi ci mette i piedi non può che addebitare a se stesso la colpa per la scivolata.

Un uomo percorre a piedi, tutti i giorni, una scalinata per recarsi al lavoro. I gradini sono esposti a nord, sicché la sera si forma sempre, su di essi, una lastra di ghiaccio. La situazione è nota non solo a lui, ma a tutti i dipendenti della ditta. In caso di caduta, l’infortunato non può accampare alcun diritto al risarcimento in quanto l’ostacolo era conosciuto o comunque conoscibile.

Quando, allora, è possibile ottenere il risarcimento? Solo quando l’infortunato dimostra che il ghiaccio era nascosto, non visibile e la caduta non prevedibile anche usando l’ordinaria diligenza. Insomma, si deve trattare di una vera e propria insidia o di un trabocchetto. Può succedere spesso di notte, ad esempio, su una strada poco illuminata o su un piccolo tratto ricoperto da foglie.

Danni causati da neve e ghiaccio: cosa fare per chiedere il risarcimento?

Ma che bisogna fare, concretamente, se si cade su una latra di giacchio e si vuole ottenere il risarcimento? Innanzitutto una foto del luogo sarà necessaria per dimostrare la presenza del pericolo, pericolo che – data la sua consistenza – potrebbe sparire in breve tempo (si pensi al sole di mezzogiorno che potrebbe sciogliere il ghiaccio). In secondo luogo bisognerà farsi rilasciare un certificato medico da una struttura ospedaliera (il pronto soccorso) che ha riscontrato le ferite e i traumi. Si sottovaluta l’importanza dei testimoni, che invece la Cassazione ha ritenuto, in passato, essenziali per dimostrare che la caduta è stata dovuta proprio alla presenza del ghiaccio e non ad altre cause concomitanti (un laccio slacciato, la spinta di un passante, ecc.).

Infine bisognerà inviare una raccomandata a.r. al Comune con la richiesta di risarcimento documentata dalle prove di cui si è appena detto.

Danni da neve a cose e persone: a chi chiedere il risarcimento?

Fermo quanto sopra, possono verificarsi anche ipotesi diverse dalla classica scivolata sul ghiaccio. Si pensi alla neve ghiacciata che cade da un tetto o da un cornicione, provocando danni alle auto parcheggiate o peggio ancora lesioni personali ai passanti. Ebbene, in tali casi, i proprietari dei tetti che non sono stati preventivamente ripuliti dalla neve deposita, sono considerati anch’essi responsabili in solido con l’amministrazione comunale dei danni verificasi. Più nel dettaglio, si parla in proposito di responsabilità per i danni cagionati da cose in custodia [2]. Se si è vittima di questo tipo di incidente si consiglia di contattare la Polizia, fare delle foto ed avvalersi di testimoni, se presenti.

note

[1] Cass. ord. n. 1064/18 del 17.01.2018.

[2] Art. 2051 Cod.Civ.

Autore immagine: Pixabay.com

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