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Decreto ingiuntivo condominio: cosa fare?

11 Agosto 2019
Decreto ingiuntivo condominio: cosa fare?

Morosi: come comportarsi quando il condominio agisce per il recupero dei crediti. Tutte le vie percorribili.

Se non sei stato puntuale nel pagamento delle spese condominiali è molto probabile che l’amministratore ti abbia mandato un sollecito di pagamento e, nel caso in cui ciò sia stato inutile, che ti sia arrivata anche la notifica di un decreto ingiuntivo. Ad emettere il provvedimento è il giudice a cui si è rivolto l’avvocato del condominio presentando una copia della delibera assembleare che ha approvato il piano di riparto delle spese. Con l’atto giudiziale in mano è normale che tu ti possa sentire disorientato e chiederti come comportarti.

Per stabilire, in caso di decreto ingiuntivo del condomino, cosa fare è necessario fare alcune premesse di carattere pratico e spiegare come funziona questa particolare procedura di recupero crediti.

Decreto ingiuntivo condominio: cos’è?

Se non sei pratico di questioni legali, è molto probabile che, ricevendo la notifica dell’atto giudiziario e trovandovi all’interno un ordine di pagamento del giudice, ti sia chiesto se tutto ciò sia legale: come è possibile subire una condanna senza aver mai avuto la possibilità di difendersi e di partecipare a un processo?

La verità è che il decreto ingiuntivo funziona proprio così: il creditore si rivolge al tribunale con i documenti scritti comprovanti il proprio diritto di credito, senza inviare alcuna comunicazione al presunto debitore. A quel punto il giudice emette l’ingiunzione di pagamento che deve essere notificata al debitore 60 giorni dopo, a pena di inefficacia. Il debitore, ricevuto l’atto, può decidere di pagare e mettere a tacere per sempre ogni pretesa oppure presentare opposizione entro 40 giorni. Con l’opposizione si apre un regolare giudizio volto ad accertare la legittimità del credito.

Nel decreto ingiuntivo condominiale c’è una particolarità: il debitore deve pagare immediatamente, ossia già al ricevimento dell’ingiunzione (negli altri casi ha 40 giorni di tempo per farlo). In caso contrario, può essere avviato il pignoramento (vedi dopo).

Se il debitore non presenta l’opposizione nei 40 giorni dalla notifica, il decreto ingiuntivo diventa definitivo e non c’è più alcun modo per contestarlo. Esso varrà quindi come una sentenza definitiva. La stessa conseguenza scaturisce anche nel caso in cui l’opposizione venga rigettata, con la conferma del decreto ingiuntivo.

Che succede se non pago il decreto ingiuntivo condominiale?

Se non paghi il decreto ingiuntivo né presenti opposizione, il creditore – ossia il condominio – può agire contro di te e avviare un pignoramento. Potrà quindi aggredire i tuoi beni personali.

Il pignoramento segue le regole ordinarie. Per cui:

  • se hai uno stipendio fisso, il condominio può pignorarti un quinto di tale stipendio. Se lo stipendio viene erogato sul conto corrente, il condominio può anche bloccare i risparmi presenti su tale conto, che hai accumulato prima della notifica dell’atto di pignoramento, ma solo per la parte che eccede il triplo dell’assegno sociale (all’incirca le somme superiori a 1.340 euro);
  • se hai una pensione, il condomino può pignorarti l’assegno dell’Inps al netto però del cosiddetto «minimo vitale» che è pari a 1,5 la misura dell’assegno sociale;
  • se hai un appartamento dati in affitto, il condominio può bloccare i canoni di locazione che ti versa l’inquilino;
  • se hai un conto corrente su cui accrediti redditi di vario tipo (esclusi quindi quelli per lavoro dipendente), il condominio può pignorarlo completamente.

Ciò che però il condominio può fare quasi in automatico nei tuoi confronti è pignorarti la casa ossia l’appartamento di cui sei condomino e per il quale non hai pagato le quote. Fosse anche la prima casa, non ci sarebbe alcuna differenza. Lo stesso dicasi se all’interno ci sono bambini minorenni, anziani o invalidi.

Anche se tu hai inserito la casa in un fondo patrimoniale, essa resta sempre aggredibile. Anche se sull’immobile c’è già un’ipoteca della banca e stai pagando il mutuo, tale situazione consentirebbe semplicemente all’istituto di credito di soddisfarsi prima del condomino sul ricavato della vendita, ma non escluderebbe il pignoramento del bene. Né esistono limiti di debito minimo al di sotto del quale il pignoramento della casa è vietato.

Posso fare opposizione al decreto ingiuntivo del condominio?

Non sempre la strada giusta è fare opposizione al decreto ingiuntivo condominiale. Se le motivazioni della tua impugnazione dovessero infatti risiedere in un vizio di validità dell’assemblea condominiale per il quale la legge prescrive l’annullabilità, l’azione verrebbe rigettata. Questo perché – sostiene ormai unanime la giurisprudenza – intanto ci si può opporre al decreto ingiuntivo in quanto, in precedenza, si è presentato opposizione alla delibera condominiale, opposizione che va spiegata entro 30 giorni dall’approvazione della stessa. Se la votazione è viziata, ad esempio per una omessa convocazione, non si può sollevare censure solo all’arrivo della notifica del decreto ingiuntivo: bisognava muoversi in anticipo, nei termini di legge per la contestazione della delibera. Ciò non vale solo quando sono in gioco i vizi più gravi, quelli cioè che portano alla nullità assoluta della delibera.

Insomma, per dirla in parole povere, quando il vizio dell’assemblea comporta l’annullabilità e la stessa non è stata impugnata non si può più fare opposizione al decreto ingiuntivo; quando invece il vizio comporta la nullità, l’opposizione al decreto ingiuntivo è ammessa.

Trovi l’elenco di tutti i casi di nullità e di annullabilità nella guida: Impugnazione assemblea condominiale: termini.

Decreto ingiuntivo condominio: tempi

L’amministratore di condominio è obbligato, dalla legge e dal proprio mandato, ad agire contro i condomini morosi entro sei mesi dall’approvazione del consuntivo del bilancio e del relativo piano di riparto delle spese. Se non dovesse farlo avrebbe una responsabilità personale e professionale. I tempi però per l’emissione e notifica del decreto non sono così immediati. Di solito si inizia sempre con una lettera di diffida a firma dell’amministratore. Poi la palla passa all’avvocato il quale potrebbe anch’egli optare per l’invio di una raccomandata di messa in mora. Infine, c’è il deposito degli atti in tribunale. Per l’emissione del decreto ingiuntivo i termini variano da tribunale a tribunale. In alcuni fori bastano solo un paio di settimane, in altri invece ci vogliono due o tre mesi.

Dopo di ciò, il decreto va notificato, il che richiede una decina di giorni.

In tutto questo tempo, nulla esclude un accordo per un bonario rientro rateale, tanto più che a nessuno, condominio compreso, piace intraprendere costose azioni giudiziali di recupero crediti. L’accordo potrebbe essere raggiunto anche dopo la notifica del decreto, ma in tal caso è probabile che il creditore chiederà anche il rimborso delle spese legali.



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