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Usucapione terreno comunale

25 Agosto 2019
Usucapione terreno comunale

Mio nonno (deceduto) era bracciante agricolo e dal 1960 al 1986 ha avuto in gestione un fondo agricolo di proprietà di un comune. Da quell’anno in poi i bollettini di pagamento non sono più arrivati. Da quell’anno a tutt’oggi (1986 – luglio 2019) mio padre ed io stiamo, comunque, gestendo il fondo con operazioni di ordinaria amministrazione: pulizia, coltivazione, abbattimento piante pericolose, mantenendo il fondo in condizioni ottimali libero da sterpaglie, senza scopo di lucro. Dato che gestiamo il fondo dal 1986 ad oggi, è possibile avanzare una domanda di usucapione, e quindi rendere il terreno di nostra proprietà?

Il periodo in cui il nonno ha avuto la disponibilità del fondo agricolo, per via del contratto, non potrà essere conteggiato ai fini dell’usucapione. Questo anche se non sono stati più recapitati i bollettini per il pagamento del corrispettivo dovuto per il godimento del fondo.

Infatti, il mancato pagamento non provoca automaticamente il venir meno del contratto di gestione/affitto, ma solo un eventuale inadempimento dell’affittuario. Se, però, il comune non richiede la risoluzione del contratto, questo rimane in piedi, potendo – un domani – l’ente richiedere gli arretrati non pagati; e se quel contratto continua a produrre effetti, allora il termine per usucapire il fondo non potrà mai decorrere, essendo quel possesso giustificato da un accordo tra le parti.

Inoltre, quel periodo non potrà essere conteggiato in quanto, ai fini dell’usucapione ordinaria, è inammissibile il cumulo del proprio possesso con la detenzione di colui che, in quanto affittuario dell’immobile, non è autore del trasferimento a titolo particolare della cosa che sarebbe stata usucapita (Cassazione civile, sez. II, 12/04/1995, n. 4193).

Discorso diverso può essere fatto dopo il decesso di Suo nonno. In questo caso, a meno che il contratto non prevedesse il subentro degli eredi, i rapporti obbligatori tra comune e Suo nonno vengono meno e la gestione del terreno non è più considerata giustificabile da alcun titolo.

Il fatto che Voi abbiate gestito il fondo come proprietari dello stesso, coltivandolo, pulendolo e sistemandolo, senza il pagamento di alcun corrispettivo, può essere sufficiente per far sì che Vi venga riconosciuto l’acquisto della proprietà per intervenuta usucapione.

Ovviamente, per dimostrare l’acquisto, occorrerà provare la Vostra gestione, alla stessa stregua di proprietari del fondo, tramite le testimonianze di chi ha assistito a questa amministrazione esclusiva. Attraverso questa prova si potrà dimostrare il possesso continuato per più di venti anni, così come disposto dall’art.1158 del codice civile.

Occorre, inoltre, fare attenzione alla natura del terreno. È, infatti, possibile l’usucapione sul terreno del comune, purché non rientrante tra quelli di interesse pubblico. In pratica, l’immobile deve rientrare nel cosiddetto patrimonio disponibile comunale; se, invece, l’appezzamento di terreno appartiene al patrimonio indisponibile del comune, o è un bene demaniale, l’usucapione non sarà mai possibile, poiché vietata dall’art. 823 del codice civile, secondo cui i beni che fanno parte del demanio pubblico sono inalienabili e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi che li riguardano.

Concludendo:

  • se il tempo passato alla gestione del terreno da Lei e Suo padre ha superato i venti anni,
  • se Vi siete comportati come proprietari del fondo,
  • se il fondo non rientra nel patrimonio indisponibile del comune,

allora potrete presentare – tramite legale – una domanda giudiziale per intervenuta usucapione.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla



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